Google e il monopolio nella pubblicità online

Il seguente è un guest post di Davide “Tagliaerbe”, autore di TagliaBlog. Ringraziando Davide per la disponibilità, vi invito a leggere il suo blog se non lo fate già.

La notizia dell’acquisizione di DoubleClick da parte di Google gira da quasi un anno: da qualche giorno, però, sull’operazione da 3,1 miliardi di dollari c’è stato pure il via libera della Commissione Europea, che in buona sostanza ha affermato che la cosa non ostacola la concorrenza e non avrà effetti negativi sui consumatori.Se mettiamo insieme un pò di dati e facciamo qualche valutazione, scopriamo però che le cose non stanno proprio così:

– DoubleClick ha circa il 60% del mercato mondiale del “display ad” (fonte: The Washington Times).
– su praticamente tutti i sitarelli e blog italiani (e non solo) gira Google AdSense. Intendo dire che chi utilizza alternative al programma pubblicitario di Google lo fa solo perchè è stato bannato da AdSense, non perchè esistano altri programmi pubblicitari egualmente redditizi.
– con un tempismo che ha dell’incredibile, Google ha appena lanciato il suo Ad Manager, una soluzione (attualmente in beta) che permette di vendere, schedulare, servire e misurare qualsiasi tipo di campagna pubblicitaria.
Ciò significa che Google ci regala l’uso di un suo server per gestire la rotazione di qualsiasi tipo di annuncio pubblicitario (NON solo AdSense) sui nostri siti… fantastico direte voi? Mah… c’è da rifletterci.
In Google Ad Manager è possibile inserire e “far girare” banner di qualsiasi tipo.
Google può quindi farsi una idea precisa (ad esempio):
– su chi sono le alternative ad AdSense più utilizzate da una certa tipologia di siti, o in una determinata area geografica
– su quante e quali pagine o posizioni l’utente preferisce utilizzare qualcosa di alternativo ad AdSense
– su quali annunci pubblicitari rendono di più (infatti, è possibile impostare la massima priorità per gli annunci più paganti e, una volta esaurite le impression, il sistema può “scalare” su altri annunci meno redditizi).

Ma non finisce qui.

È bene ricordare che DoubleClick possiede Performics, azienda che, fra i vari servizi, offre il posizionamento “naturale” nei motori di ricerca.
Se già ad Aprile 2007 ci si chiedeva che cosa se ne farà Google di Performics, oggi c’è chi ha pensato di scrivere una lettera aperta a Google (, consigliando di “fare la cosa giusta e mollare Performics” (eliminando così il dubbio di un probabile conflitto di interessi).

Concludendo: Google con una mano regala (servizi) e con l’altra prende (preziosi dati): dobbiamo solo valutare se il gioco vale la candela, ed agire di conseguenza.

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