Come iniziare un blog (nella maniera più corretta)
Questo post è dedicato a chi sta pensando di aprire un blog.
Molti blog “aprono i battenti” con un post di dichiarazione di intenti, traboccante di entusiasmo, dichiarando al Mondo che, finalmente, ci sono anche loro. Dopo di ciò, il giovane blogger autore si rimbocca le maniche e, felice del suo primo post, si mette a fare promozione per far arrivare visite al blog.
L’ho fatto anche io, ma è un errore.
Non c’è nulla di male a scrivere il primo post come una dichiarazione di intenti, far sapere quali sono gli obbiettivi che ci prefiggiamo e presentarci ai lettori, ma tutto ciò non basta. I lettori vogliono contenuti. Se qualcuno viene a visitarvi e trova solo un post senza grande contenuto, difficilmente tornerà a trovarci. Ce lo vedete un lettore che legge l’unico post sul vostro primo blog e dice: “Wow, questo post sul perché questo blogger ha aperto il blog è eccezionale, devo assolutamente tornare per saperne di più”? No, vero?
Non aprite il blog con un solo post. Scrivete due o tre post oltre al primo post di saluto (che non è indispensabile). Quello che dovete far dire ai lettori, quando arrivano per la prima volta sul vostro blog è: “Wow, questo post sull’argomento X è eccezionale, tornerò per saperne di più”. I lettori hanno fretta di sapere, hanno fame di contenuti. Probabilmente a loro nemmeno interessa del perché aprite un blog a meno che non ne facciate un post memorabile sulla motivazione, la determinazione e la costanza. Non giocate male la prima mano perché condizionerà tutta la partita. Preparate almeno un paio di post prima dell’apertura. Curateli molto, pensateci su, non abbiate fretta di pubblicarli. Fate brainstorming, rileggeteli ed editateli con la massima cura.
Pensate al vostro primo post come a un colloquio di lavoro: vi presentate a possibili clienti che non sanno nulla di voi e la prima impressione è quella che conta. Impressionateli con contenuto valido, ragionato e ben esposto. Fateli desiderare di approfondire la conoscenza tornando a trovarvi per avere ancora contenuto di ottima qualità. In un colloquio di lavoro non vi limitiate a presentarvi e chiudete lì, non c’è ragione per cui possiate farlo nel blog.
Mi piacerebbe sapere le vostre esperienze in merito: quali e quanti sono stati i vostri primi post?
Less is more anche per AdSense?
Ritorno sull’argomento less is more, che sembra essere piaciuto, dopo aver letto un commento di luigibio e aver letto qualcosa di simile in altri blog. Sembra che in alcuni casi a una frequenza di posting minore abbia corrisposto una conversione AdSense più alta. Possibilità concreta o solo casualità?
Provo a buttare giù una teoria circa l’accaduto:
Pensate a quando andate a controllare se uno dei blog che seguite è stato aggiornato. Se incontrate un articolo nuovo lo leggete e, soddisfatti, vi dedicate a fare altro. Se invece il blog non è stato aggiornato e trovate un articolo già letto c’è una alta probabilità che usciate immediatamente o vi dedichiate a dare un’occhiata al blog ignorando il contenuto. Se restate sul blog e non leggete nessun articolo la “tentazione” di cliccare su uno degli annunci diventa molto forte perché gli annunci sono la seconda cosa che più attira l’attenzione (sono scritti apposta per farlo) dopo i post.
Mi sembra una teoria plausibile, ma allora, per avere una conversione più alta nel blog, basta aggiornare poco spesso? Purtroppo le soluzioni facili quando si parla di fare soldi online non sono mai le migliori.
Questo “fenomeno” infatti occorre quando il blog è aggiornato spesso e, improvvisamente, c’è un calo degli aggiornamenti. In quel caso i lettori continueranno ad arrivare non trovando nulla e cliccheranno sugli annunci, ma se gli aggiornamenti continueranno ad essere scarsi i lettori poco a poco, vedendo il blog languire, smetteranno di controllarlo, con prevedibile calo di conversioni, visite e credibilità del blog. In alte parole, se i lettori tornano è perché il blog è aggiornato, se smettete di aggiornarlo per far aumentare le conversioni i lettori non torneranno più e anche le conversioni caleranno. C’è soluzione a ciò? Dovremmo forse alternare periodi di aggiornamento a periodi di attesa? Non credo sia una buona soluzione, la imprevedibilità danneggia i blog, i lettori che ritornano frequentemente sono un grande valore ed è meglio averli sul blog a partecipare che giocare con loro per fare qualche conversione in più
Cosa ne pensate della mia teoria? E’ plausibile? Avete una vostra teoria circa l’aumento della monetizzazione a seguito di una diminuzione dei post? Lo avete sperimentato? Vi aspetto nei commenti per seguire la conversazione.
I blogger e le 7 intelligenze
Secondo una teoria relativamente nuova, sviluppata dallo psicologo statunitense Howard Gardner, professore presso Harvard, non abbiamo solo un tipo di intelligenza, quella fin qui misurata con test di QI prevalentemente logico-matematici, ma ben 7 tipi differenti di intelligenza:
- Linguistica:
- La capacità di esprimersi in una forma chiara ed efficace e poter variare il proprio linguaggio secondo la necessità e la situazione
- Logico-matematica:
- Riguarda concetti matematici, logici e la facilità con cui deduciamo e relazioniamo logicamente questi concetti
- Spaziale:
- La capacità di percepire forme ed oggetti nello spazio. La possiede la classica persona che non si perde mai
- Corporeo-cinestesica:
- Permette il controllo del proprio corpo e dei suoi movimenti. La possiedono le persone estremamente coordinate, ad esempio ballerini ed atleti
- Musicale:
- E`rappresentata dalla capacità di riconoscere note e altezza dei suoni e creare armonie
- Interpersonale/Sociale:
- La capacità di rapportarsi agli altri, spesso denominata empatia, letteralmente “mettersi nei panni degli altri”
- Intrapersonale:
- La capacità di comprendere le proprie emozioni e incanalarle verso forme socialmente accettabili
Questa teoria sta prendendo piede sempre più negli ultimi tempi e mi affascina particolarmente, per cui vi chiedo: quali di queste intelligenze credete che è più importante per un blogger? Pensateci un po’ su prima di rispondere e poi vedete se siete d’accordo con me.
Fatto? Io dico che 5 di queste 7 intelligenze sono benefiche al momento di bloggare:
La linguistica: Fondamentale per produrre un contenuto chiaro, trasmettere un messaggio e rendere la lettura piacevole per i visitatori.
La logico matematica: Per usare al meglio HTML, CSS e PHP servono capacità logiche e matematiche. La parte oscura di un blog, lo scheletro invisibile e i comodi plug-in li dobbiamo a chi mette al servizio del blog questa intelligenza.
La spaziale: Tipica dei grafici, per la loro capacità di creare layout piacevoli alla vista, posizionare adeguatamente gli elementi nella pagina e saper prevedere l’effetto ottico di un cambiamento nellayout.
La interpersonale/sociale: La parola sociale è sufficiente a far capire a cosa serve questa intelligenza, no? Ma non solo, l’empatia è fondamentale per capire i lettori, sapere cosa vogliono e andargli incontro.
La intrapersonale: Beneficia chi ha un blog personale e il tema del suo blog è la propria vita ed emozioni.
Siete d’accordo con me nella scelta? Togliereste qualcuna di queste 5 intelligenze? Credete che la musica e la corporeo-cinestesica siano importanti? Qual’è la “vostra” intelligenza e in quale siete carenti?
P.s.: Io ho la presunzione di avere intelligenza linguistica e sono sicuramente carente in quella corporeo-cinestesica, spaziale e musicale…
Buone intenzioni, brutte abitudini
Ci sono delle pratiche che realizziamo con le migliori intenzioni per dare un servizio ai lettori o ai clienti, ma che alla fine si rivelano pregiudiziali per il blog. Magari non ce ne rendiamo conto, pensiamo che sono cose necessarie e che senza di esse non stiamo dando un buon servizio. Vi sembrano familiari queste 4 che vi riporto di seguito?
- Controllare ossessivamente le statistiche:
Vi do una notizia: Le statistiche non crescono per il semplice fatto di controllarle. Lo so, la verità è dura, io stesso le controllo ogni dieci minuti. Va bene controllarle e analizzarle per sapere di più sui visitatori ma basterebbe controllarle un paio di volte al giorno. - Controllare la mail ogni cinque minuti:
Se ricevete una quantità di mail grande, stabilite un orario ben definito per controllarle, rispondere e archiviarle. Se volere potete avvisare con una risposta automatica, per esempio:”Grazie per il messaggio, controllo la mail tutti i giorni dalle 11:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 17:00, se avete una comunicazione urgente potete contattarmi via telefono”. Il telefono è molto più veloce della mail. Si è calcolato che quando si è interrotti da una mail, ci vogliono 4 minuti per riprendere a fare quello che stavamo facendo. Avere una orario ben definito vi aiuterà a stare più concentrati sulla produttività senza distrazioni. - Cercare il segreto per far decollare il blog:
Quante volte avete perso tempo cercando l’ultimo plug-in, provando l’ultima applicazione o l’ultimo servizio per blogger, convinti che sarebbe stato fondamentale per il blog? È risultato tale? No, vero? Va bene essere aggiornati ma non vi manca nulla per far decollare il blog, sta tutto nella vostra testa e nel vostro impegno. Usate il tempo per cercare idee nuove, originali e a produrre contenuto di qualità che è l’unico che farà crescere davvero il blog. - Scrivere post superficiali:
Non aggiornate da un po’, è un periodo di scarsa ispirazione o non riuscite a dare molta forma alle idee che vi ronzano in testa. Cominciate a sentirvi nervosi perché il blog langue senza aggiornamenti, aprite l’editor e scrivete un post un po’ forzato. Lo revisate. Può andare? Mah, forse sì… Dovrei aspettare e far “maturare” l’idea? Non posso, devo aggiornare assolutamente. Vi è familiare questa situazione? Come ne uscite? Il consiglio che vi posso dare io è di non aggiornare. Non succede nulla se tardate un po’ più del solito nel farlo, sempre che non passino davvero troppi giorni. La cosa migliore è far maturare un po’ i post sia nella testa prima di buttarli giù, sia una volta scritti. Rileggeteli dopo un po’ di tempo, e se ancora vi convincono, pubblicatelo.
Cosa aggiungereste a questa lista? Quali altre cose iniziate con le migliori intenzioni ma perdete il controllo su di esse e si rivelano essere brutte abitudinI? Vi capita spesso? Avete una soluzione diversa da quelle che ho riportato io?
[Repost]Come bloggare dall’ufficio senza farsi notare
Sto scrivendo questo post dall’ufficio. Il mio ufficio è di tipo open-space, quindi ho colleghi e superiori intorno a me, però sono abbastanza sicuro di non essere “scoperto”.
Se non siete blogger professionisti e per vivere avete un lavoro in ufficio, vi capiterà sicuramente di bloggare dal posto di lavoro. Anche se non avete lavoro da fare è comunque considerato male starsene a bloggare. Le dashboard di Blogger e WordPress non assomigliano a nessuna delle normali applicazioni che usiamo giornalmente e se qualcuno passa dietro di noi, ci vede dal suo posto o viene alla nostra scrivania può avere una brutta impressione e tacciarci di scansafatiche. Non c’è nulla di male a dare una sbirciata al blog di tanto in tanto o rispondere velocemente a un commento però un post richiede più tempo e più dedizione e non può essere fatto senza dedicarsi ad esso per un periodo piuttosto lungo (almeno per me).
Dicevo che sono abbastanza tranquillo che nessuno noti che sto scrivendo un post perché lo sto scrivendo direttamente in Outlook, il cliente di posta corporativo della mia azienda. Chiunque in questo momento mi stia guardando (anche il mio capo – Ciao, Roberto!) penserà che sto scrivendo una mail di lavoro (strumento che uso moltissimo) e quindi non sospetterà che in realtà sto bloggando e non lavorando. Potrebbe funzionare lo stesso con Word, che in fondo è il wordprocessor che tutti usano, però avendo un profilo tecnico nella mia ditta, lo uso molto poco e chi lo sa potrebbe insospettirsi di queste lunghe lettere che ultimamente scrivo. Inoltre con Outlook si possono mettere in atto alcuni accorgimenti affinché l’inganno riesca alla perfezione:
- Mettete qualcosa nell’oggetto e nel campo A: dell’e-mail, così che l’e-mail sembri più veritiera. Potete mettere anche il vostro stesso indirizzo del lavoro o uno personale che avete. Non mettete mai un collega (a meno che non vi copriate mutuamente) o, peggio, un superiore! Un clic sfortunato sul tasto “Invia” e il destinatario avrà un’anteprima del vostro post e una ragione in più per pensare che non venite in ufficio per lavorare (beh, non si sa mai, magari poi si abbona al vostro feed reader ma meglio non rischiare comunque
) - Ancora meglio, rispondete a una vostra mail precedentemente inviata con dati e informazioni del lavoro. Chi vi vede penserà che state rispondendo a una mail di lavoro. Sfido chiunque a pensare che in realtà state scrivendo un post
- Le e-mail in genere tendono ad essere brevi, se vedete che il post si allunga, inviate la mail e poco dopo iniziatene un’altra
- Se vi assentate dal PC, bloccatelo. Se passa qualcuno può leggere indisturbato
- Se viene qualcuno a parlarvi alla vostra scrivania non chiudete rapidamente l’e-mail. Sembrerà che stiate facendo qualcosa che non dovreste fare (è così in realtà, ma si tratta di non farlo notare!). Avere Outlook aperto mentre lavorate è normalissimo, quindi perché chiuderlo? Comunque è maleducazione leggere le e-mail altrui quindi non credo che il vostro interlocutore si metta a leggere il contenuto
- L’ideale sarebbe avere un posto con dietro un muro o una finestra e nessuno (o un blogger come voi
) affianco. Mi rendo conto comunque che questi sono i posti più pregiati dell’ufficio, quindi è difficile impossessarsene. Potete comunque rendere difficile la visione del vostro monitor muovendolo un po’, senza esagerare per non insospettire, e spostando cose intorno ad esso (piante, armadi, raccoglitori ecc.)
Una volta scritto il post, in un momento in cui pensate che nessuno vi veda, copiatelo e incollatelo nel vostro editor di blog. Attenti, dopo aver incollato il post, copiaincollate qualcosa di lavoro, sempre meglio cancellare qualsiasi traccia.
Io uso questo metodo molto spesso; a volte ho problemi di tempo, quindi “rubo” tempo al lavoro.
Non pensavo di fare un post su questo argomento finché ho visto sul mio feed reader il post Classic corporate subterfuge: Writing the email blog di Kris Larson. Lo linko poiché questo post è inspirato ad esso (con qualche aggiunta e rielaborazione da parte mia).
Voi bloggate dall’ufficio o da posti dove non dovreste? Aggiungete nei commenti altri trucchi e suggerimenti.
Less is more, quando meno è più
Nell’ultimo post scritto vi ho accennato il motto “Less is More“, ultimamente molto in voga tra i blogger. Consiste in un approccio al blog più semplice, senza per questo essere meno profondo, applicato agli aspetti più importanti: layout, aggiornamenti e contenuti. “Less is more” ha varie applicazioni nei blog, vediamone alcune insieme:
- Grafica e layout del blog:
Come visto nel post apposito ci sono molte cose da fare per avere un blog più pulito e ordinato. I vantaggi sono indubbi:- Visite più gradevoli alla vista per i lettori
- Navigazione “a vista” più agevole
- Migliore evidenziazione del contenuto
- Visite più rilassanti e quindi più lunghe
- Frequenza dei post:
I seguaci di “Less is more” hanno diminuito la frequenza di aggiornamento del blog. Stiamo comunque parlando di blog che aggiornano anche 5 o 6 volte al giorno. Non conosco nessun blog italiano con questa frequenza, a parte forse Geekissimo. Diminuire la frequenza dei post porta questi vantaggi:- Minore stress del blogger per trovare nuovi aggiornamenti
- Vita allungata e sfruttamento maggiore dei post che si trovano più tempo nella parte alta del blog
- Minore stress per i lettori. Strano ma vero, secondo un sondaggio condotto da Darren Rowse, una delle principali cause di rimozione dell’abbonamento ai feed di un blog è i troppi post da leggere in poco tempo.
- Esposizione dei contenuti:
Anche nel campo della scrittura meno è più. Sono finiti i tempi in cui Manzoni scriveva frasi da mezza pagina. La comunicazione ora e veloce e diretta. Scrivere “meno” ha questi vantaggi. Qui “meno” è tra virgolette perché non è da intendere come poco, ma usare una prosa senza tanti fronzoli e giri di parole inutili- E’ meno noioso per chi legge, essendo più diretto
- Da meno adito a possibili fraintesi
- È recepito meglio. Pensate al claim di una pubblicità, quanto più corto è, deve essere anche più contundente
Come vedete c’è più di una ragione per volere passare a un blog minimalista. Vorrei ricalcare il fatto che i tre punti non devono essere fraintesi. Grafica minimalista non significa un tema scialbo e scelto tra i più banali o, se usate WordPress, il tema base. Frequenza dei post minore non vuol dire un post ogni dieci giorni o avere una scusa per non aggiornare quando dovremmo farlo. Infine scrivere “meno” non deve essere scrivere post con contenuto povero o fare post più corti, ma esporre il contenuto in maniere più chiara, diretta e comprensibile. Se pensate che ci siano altri modi di avere più con meno vi invito a scriverlo nei commenti.
Vi piacciono i blog minimalisti? Ne conoscete qualcuno? E’ diversa l’esperienza quando lo leggete?


