Come iniziare un blog (nella maniera più corretta)

cards_2.jpgQuesto post è dedicato a chi sta pensando di aprire un blog.

Molti blog “aprono i battenti” con un post di dichiarazione di intenti, traboccante di entusiasmo, dichiarando al Mondo che, finalmente, ci sono anche loro. Dopo di ciò, il giovane blogger autore si rimbocca le maniche e, felice del suo primo post, si mette a fare promozione per far arrivare visite al blog.

L’ho fatto anche io, ma è un errore.

Non c’è nulla di male a scrivere il primo post come una dichiarazione di intenti, far sapere quali sono gli obbiettivi che ci prefiggiamo e presentarci ai lettori, ma tutto ciò non basta. I lettori vogliono contenuti. Se qualcuno viene a visitarvi e trova solo un post senza grande contenuto, difficilmente tornerà a trovarci. Ce lo vedete un lettore che legge l’unico post sul vostro primo blog e dice: “Wow, questo post sul perché questo blogger ha aperto il blog è eccezionale, devo assolutamente tornare per saperne di più”? No, vero?

Non aprite il blog con un solo post. Scrivete due o tre post oltre al primo post di saluto (che non è indispensabile). Quello che dovete far dire ai lettori, quando arrivano per la prima volta sul vostro blog è: “Wow, questo post sull’argomento X è eccezionale, tornerò per saperne di più”. I lettori hanno fretta di sapere, hanno fame di contenuti. Probabilmente a loro nemmeno interessa del perché aprite un blog a meno che non ne facciate un post memorabile sulla motivazione, la determinazione e la costanza. Non giocate male la prima mano perché condizionerà tutta la partita. Preparate almeno un paio di post prima dell’apertura. Curateli molto, pensateci su, non abbiate fretta di pubblicarli. Fate brainstorming, rileggeteli ed editateli con la massima cura.

Pensate al vostro primo post come a un colloquio di lavoro: vi presentate a possibili clienti che non sanno nulla di voi e la prima impressione è quella che conta. Impressionateli con contenuto valido, ragionato e ben esposto. Fateli desiderare di approfondire la conoscenza tornando a trovarvi per avere ancora contenuto di ottima qualità. In un colloquio di lavoro non vi limitiate a presentarvi e chiudete lì, non c’è ragione per cui possiate farlo nel blog.

Mi piacerebbe sapere le vostre esperienze in merito: quali e quanti sono stati i vostri primi post?

vrssfinale.gif

Less is more anche per AdSense?

adsense_shoemoney.jpgRitorno sull’argomento less is more, che sembra essere piaciuto, dopo aver letto un commento di luigibio e aver letto qualcosa di simile in altri blog. Sembra che in alcuni casi a una frequenza di posting minore abbia corrisposto una conversione AdSense più alta. Possibilità concreta o solo casualità?

Provo a buttare giù una teoria circa l’accaduto:
Pensate a quando andate a controllare se uno dei blog che seguite è stato aggiornato. Se incontrate un articolo nuovo lo leggete e, soddisfatti, vi dedicate a fare altro. Se invece il blog non è stato aggiornato e trovate un articolo già letto c’è una alta probabilità che usciate immediatamente o vi dedichiate a dare un’occhiata al blog ignorando il contenuto. Se restate sul blog e non leggete nessun articolo la “tentazione” di cliccare su uno degli annunci diventa molto forte perché gli annunci sono la seconda cosa che più attira l’attenzione (sono scritti apposta per farlo) dopo i post.

Mi sembra una teoria plausibile, ma allora, per avere una conversione più alta nel blog, basta aggiornare poco spesso? Purtroppo le soluzioni facili quando si parla di fare soldi online non sono mai le migliori.

Questo “fenomeno” infatti occorre quando il blog è aggiornato spesso e, improvvisamente, c’è un calo degli aggiornamenti. In quel caso i lettori continueranno ad arrivare non trovando nulla e cliccheranno sugli annunci, ma se gli aggiornamenti continueranno ad essere scarsi i lettori poco a poco, vedendo il blog languire, smetteranno di controllarlo, con prevedibile calo di conversioni, visite e credibilità del blog. In alte parole, se i lettori tornano è perché il blog è aggiornato, se smettete di aggiornarlo per far aumentare le conversioni i lettori non torneranno più e anche le conversioni caleranno. C’è soluzione a ciò? Dovremmo forse alternare periodi di aggiornamento a periodi di attesa? Non credo sia una buona soluzione, la imprevedibilità danneggia i blog, i lettori che ritornano frequentemente sono un grande valore ed è meglio averli sul blog a partecipare che giocare con loro per fare qualche conversione in più

Cosa ne pensate della mia teoria? E’ plausibile? Avete una vostra teoria circa l’aumento della monetizzazione a seguito di una diminuzione dei post? Lo avete sperimentato? Vi aspetto nei commenti per seguire la conversazione.

I blogger e le 7 intelligenze

brain_in_hand.jpgSecondo una teoria relativamente nuova, sviluppata dallo psicologo statunitense Howard Gardner, professore presso Harvard, non abbiamo solo un tipo di intelligenza, quella fin qui misurata con test di QI prevalentemente logico-matematici, ma ben 7 tipi differenti di intelligenza:

Questa teoria sta prendendo piede sempre più negli ultimi tempi e mi affascina particolarmente, per cui vi chiedo: quali di queste intelligenze credete che è più importante per un blogger? Pensateci un po’ su prima di rispondere e poi vedete se siete d’accordo con me.

Fatto? Io dico che 5 di queste 7 intelligenze sono benefiche al momento di bloggare:

La linguistica: Fondamentale per produrre un contenuto chiaro, trasmettere un messaggio e rendere la lettura piacevole per i visitatori.

La logico matematica:
Per usare al meglio HTML, CSS e PHP servono capacità logiche e matematiche. La parte oscura di un blog, lo scheletro invisibile e i comodi plug-in li dobbiamo a chi mette al servizio del blog questa intelligenza.

La spaziale: Tipica dei grafici, per la loro capacità di creare layout piacevoli alla vista, posizionare adeguatamente gli elementi nella pagina e saper prevedere l’effetto ottico di un cambiamento nellayout.

La interpersonale/sociale: La parola sociale è sufficiente a far capire a cosa serve questa intelligenza, no? Ma non solo, l’empatia è fondamentale per capire i lettori, sapere cosa vogliono e andargli incontro.

La intrapersonale: Beneficia chi ha un blog personale e il tema del suo blog è la propria vita ed emozioni.

Siete d’accordo con me nella scelta? Togliereste qualcuna di queste 5 intelligenze? Credete che la musica e la corporeo-cinestesica siano importanti? Qual’è la “vostra” intelligenza e in quale siete carenti?

P.s.: Io ho la presunzione di avere intelligenza linguistica e sono sicuramente carente in quella corporeo-cinestesica, spaziale e musicale…

vrssfinale.gif

Buone intenzioni, brutte abitudini

blur.jpgCi sono delle pratiche che realizziamo con le migliori intenzioni per dare un servizio ai lettori o ai clienti, ma che alla fine si rivelano pregiudiziali per il blog. Magari non ce ne rendiamo conto, pensiamo che sono cose necessarie e che senza di esse non stiamo dando un buon servizio. Vi sembrano familiari queste 4 che vi riporto di seguito?

Cosa aggiungereste a questa lista? Quali altre cose iniziate con le migliori intenzioni ma perdete il controllo su di esse e si rivelano essere brutte abitudinI? Vi capita spesso? Avete una soluzione diversa da quelle che ho riportato io?

vrssfinale.gif

[Repost]Come bloggare dall’ufficio senza farsi notare

tie.jpgSto scrivendo questo post dall’ufficio. Il mio ufficio è di tipo open-space, quindi ho colleghi e superiori intorno a me, però sono abbastanza sicuro di non essere “scoperto”.

Se non siete blogger professionisti e per vivere avete un lavoro in ufficio, vi capiterà sicuramente di bloggare dal posto di lavoro. Anche se non avete lavoro da fare è comunque considerato male starsene a bloggare. Le
dashboard di Blogger e WordPress non assomigliano a nessuna delle normali applicazioni che usiamo giornalmente e se qualcuno passa dietro di noi, ci vede dal suo posto o viene alla nostra scrivania può avere una brutta impressione e tacciarci di scansafatiche. Non c’è nulla di male a dare una sbirciata al blog di tanto in tanto o rispondere velocemente a un commento però un post richiede più tempo e più dedizione e non può essere fatto senza dedicarsi ad esso per un periodo piuttosto lungo (almeno per me).

Dicevo che sono abbastanza tranquillo che nessuno noti che sto scrivendo un post perché lo sto scrivendo direttamente in Outlook, il cliente di posta corporativo della mia azienda. Chiunque in questo momento mi stia guardando (anche il mio capo – Ciao, Roberto!) penserà che sto scrivendo una mail di lavoro (strumento che uso moltissimo) e quindi non sospetterà che in realtà sto bloggando e non lavorando. Potrebbe funzionare lo stesso con Word, che in fondo è il wordprocessor che tutti usano, però avendo un profilo tecnico nella mia ditta, lo uso molto poco e chi lo sa potrebbe insospettirsi di queste lunghe lettere che ultimamente scrivo. Inoltre con Outlook si possono mettere in atto alcuni accorgimenti affinché l’inganno riesca alla perfezione:

Una volta scritto il post, in un momento in cui pensate che nessuno vi veda, copiatelo e incollatelo nel vostro editor di blog. Attenti, dopo aver incollato il post, copiaincollate qualcosa di lavoro, sempre meglio cancellare qualsiasi traccia.

Io uso questo metodo molto spesso; a volte ho problemi di tempo, quindi “rubo” tempo al lavoro.

Non pensavo di fare un post su questo argomento finché ho visto sul mio feed reader il post Classic corporate subterfuge: Writing the email blog di Kris Larson. Lo linko poiché questo post è inspirato ad esso (con qualche aggiunta e rielaborazione da parte mia).

Voi bloggate dall’ufficio o da posti dove non dovreste? Aggiungete nei commenti altri trucchi e suggerimenti.

feedbanner.gif

Less is more, quando meno è più

Nell’ultimo post scritto vi ho accennato il motto “Less is More“, ultimamente molto in voga tra i blogger. Consiste in un approccio al blog più semplice, senza per questo essere meno profondo, applicato agli aspetti più importanti: layout, aggiornamenti e contenuti. “Less is more” ha varie applicazioni nei blog, vediamone alcune insieme:

821903_zen_stone.jpgCome vedete c’è più di una ragione per volere passare a un blog minimalista. Vorrei ricalcare il fatto che i tre punti non devono essere fraintesi. Grafica minimalista non significa un tema scialbo e scelto tra i più banali o, se usate WordPress, il tema base. Frequenza dei post minore non vuol dire un post ogni dieci giorni o avere una scusa per non aggiornare quando dovremmo farlo. Infine scrivere “meno” non deve essere scrivere post con contenuto povero o fare post più corti, ma esporre il contenuto in maniere più chiara, diretta e comprensibile. Se pensate che ci siano altri modi di avere più con meno vi invito a scriverlo nei commenti.

Vi piacciono i blog minimalisti? Ne conoscete qualcuno? E’ diversa l’esperienza quando lo leggete?

vrssfinale.gif

← Previous PageNext Page →