Esperimenti con AdSense

calendar.jpgHo sperimentato un poco con AdSense in questi giorni e sono arrivato ad alcune conclusioni.

Visto che per questo mese sto postando una volta al giorno ho pensato che avrei dovuto mettere un blocco sia nel primo che nel secondo post, poiché non tutti i lettori leggono i blog tutti i giorni. Avendo uno skycraper nella sidebar che converte abbastanza bene rimanevano due blocchi di annunci da posizionare. La collocazione più consona, anche leggendo altri blog, è quella sotto il titolo. Ho quindi posizionato i due blocchi sotto il titolo dei primi due post, togliendo il blocco sotto l’articolo. Risultato: zero assoluto. Nulla. Niente. Nothing. Per un giorno e mezzo, fino a che, preoccupato, ho rimesso le cose come prima e i clic sono tornati alla normalità.

Cosa è successo? Perché i blocchi che dovrebbero in teoria convertire meglio avrebbero fallito? Pensate a quando raggiungete un post attraverso un motore di ricerca. Aprite la pagina, leggete il titolo, scrollate velocemente verso il contenuto, leggete il post e dopo aver letto il post non tornate su per cliccare sulla pubblicità! È molto più efficace il blocco in fondo al post, perché dopo aver letto il post e aver saziato la propria fame di contenuti, i lettori sono più disposti a cliccare su un annuncio. Mi sembra un ragionamento che ha la sua logica. Per questo ora sto sperimentando con due blocchi sotto i primi due post. Per ora stanno funzionando normalmente, senza variazioni rispetto all’anteriore collocazione. Li manterrò ancora un po’ per avere più dati ai quali fare riferimento. I blocchi sopra e sotto vengono visualizzati solo quando si clicca sul post ed è visualizzato da solo nella pagina, mantenendo quindi i tre blocchi permessi.

Per tenere traccia di tutti i cambiamenti bella disposizione degli annunci sto tenendo un diario di AdSense. Per ogni giorno appunto in un foglio Excel impressioni, clic, CTR, eCPM e guadagni. Questi dati vengono forniti anche dai rapporti, ma ho aggiunto una colonna dove appunto anche i cambiamenti dei blocchi. Maniaco? Forse :-) ma altrimenti non ricorderei tutte le sperimentazioni fatte e in quali giorni.

Credete che sia più efficace il blocco sotto il post? I lettori sono ormai abituati al blocco più usato, quello sotto il titolo? Vi aspetto nei commenti per sapere la vostra esperienza.

Aggiornamento (Ore 9:00): CTR, eCPM e conseguentemente guadagni sono letteralmente schizzati verso l’alto. Sto incluso dubitando se sia stato solo il cambio fatto, perché i valori sono clamorosi. Spero potervi aggiornare più tardi. Finalmente avró l’assegno da Google….

[Recensione] Killer Domains

killerdomainsbook1.jpgSolo nel 2007, 33 milioni di domini nuovi di zecca sono stati registrati su Internet, in tutto il mondo. Prendendo in considerazione i rinnovi il numero sale a 153 milioni - o mettendola in un altro modo - ci sono state 291 registrazioni o rinnovi di dominio, ogni MINUTO di ogni giorno.

Questi nomi di dominio non solo si vendono veloci, ma vanno via per una grande somma di denaro.

Per esempio, Sex.com è stato venduto nel 2005 per US$12 miloni!
Business.com e Diamond.com fruttarono entrambi US$7,5 milioni,
Beer.com US$7 milioni e CreditCards.com US$2.7 milioni

Allucinante, no?

Inizia così “Killer Domains - Tools & Tecniques to Find the Perfect Domain Name” un libro di Daniel Scocco, autore di Daily Blog Tips, uno dei miei blog preferiti. Daniel è stato così gentile da mandarmi una copia gratuita questa sera e, visto che l’ho divorata in mezz’ora, eccovi il mio parere:

Innanzitutto fatevi un giro su qualche forum (vi consiglio il forum di alverde.net) e vedrete che senza arrivare alle cifre riportate sopra, la compravendita di domini è un mercato molto fiorente e promettente: per un dominio (senza contenuto) si chiede da un minimo di 50€ a un massimo di 5.000€, anche se il prezzo reale di acquisto è segreto e generalmente molto minore (senza per questo essere poco profittevole, in fondo un dominio cosa solo intorno ai 10€)

Il libro si legge in poco tempo, sono 30 pagine di contenuto e 25 di prefissi, suffissi e aggettivi (oltre 400 in tutto) per aiutarvi a trovare il nome di dominio perfetto. Il contenuto è il seguente:

  1. Introduction (Introduzione)
  2. The 7 Characteristics of Good Domain Names (Le 7 caratteristiche di un buon nome di dominio)
  3. The Process of Researching Domain Names (Il processo di ricercare nomi di dominio)
  4. Keyword Research (Ricerca di keyword)
  5. Prefixes and Suffixes (Prefissi e suffissi)
  6. Tools and Resources (Strumenti e risorse)
  7. Registering and Managing Domain Names (Registrare e amministrare nomi di dominio)

La lettura scorre veloce mentre vengono spiegati i vari punti, senza entrare in noiosi o poco comprensibili tecnicismi. Ho trovato la parte sulle 7 caratteristiche davvero illuminante e già ho in mente alcuni interessanti nomi. Qualcuno potrebbe obbiettare che il nome stesso DailyBlogTips non è una buona pubblicità per il libro ma Daniel spiega che ha sviluppato e perfezionato le proprie conoscenze sui nomi di dominio durante due anni prima di scrivere questo libro e il nome del blog è il frutto della sua inesperienza quando ha iniziato a bloggare (non guardate me… ormai è tardi per cambiare!). Ora ha un portfolio di nomi valutato circa US$20.000 con nomi quali TechCult.com, DailyBits.com e Freaked.com.

Se siete interessati nel trovare un nome “killer” per il vostro dominio il libro costa 17US$ (11€ scarsi) e se non siete soddisfatti al 100% (improbabile) avrete i vostri soldi indietro. Calcolate che anche solo vendendo un nome di dominio o (se è il caso) trovandone uno buono per voi, vi siete ripagati ampiamente il prezzo d’acquisto.

Potete comprare “Killer Domains - Tools & Tecniques to Find the Perfect Domain Name” attraverso questo blog, affiliato alla vendita, cliccando sul bottone sottostante.

Compralo ora

I 5 sensi del blogger

monkeys.jpg5 sensi: dobbiamo tenerli tutti all’erta per essere buoni blogger…

Vista:

Leggete, leggete molto, leggete sempre. Altri blog, riviste di settore, libri. Mantenetevi informati e formatevi per dare ai lettori il meglio ogni volta. C’è sempre tempo per leggere perché ci sono poche cose migliori di un interessante libro. La televisione, per esempio, spegnetela ogni tanto e leggetevi un libro, sarà tempo sicuramente impiegato meglio.

Udito:
Ascoltate i vostri lettori. Sia rispondendo ai commenti e alle e-mail che vi inviano sia “tastando il polso” tramite l’analisi delle statistiche. Ricordate che voi state scrivendo perché c’è qualcuno dall’altra parte che legge e comunque il fatto che vi legge non vuol dire che ne sappia meno di voi. Rispetto.

Tatto:
In un mondo virtuale come quello del blog, c’è spazio anche per le cose tangibili. Biglietti da visita, merchandising, promozione offline . Ho scritto un post al riguardo pochi giorni fa.

Gusto:
Assaporate i vostri successi. Lavorate duramente molte ore al giorno e quando raggiungete un traguardo per piccolo che sia, è giusto che lo celebriate, I primi 100 lettori via feed RSS, il primo assegno AdSense, piccole cose che vi aiutano a continuare con entusiasmo il lavoro di blogger.

Olfatto:
Siate ricettivi verso le novità. Se subodorate che un dato servizio è buono provatelo e parlatene agli altri blogger. Personalmente non ho mai considerato Twitter come degno di nota e ne sento parlare da moltissimo tempo. Ora che nelle scena dei blog italiani sta avendo molto successo è molto difficile per me salire sul suo carro.

E per finire…

Sesto senso:
Quello che vi fa scoccare la scintilla e trovare l’idea per cui il vostro blog viene notato e linkato da molti altri. Avercene!

Siete d’accordo con me o rivedereste alcune definizioni?

Come farsi bannare da AdSense in 10 passi

no_entry_sign.jpgSe siete masochisti e volete negarvi la possibilità di guadagnare con AdSense, seguite questi semplici passi e sicuramente verrete bannati. Scherzi a parte, AdSense sembra essere una delle poche soluzioni che paga bene e che permette anche ai piccoli blog di racimolare qualcosa a fine mese. Purtroppo ha una politica di controllo dei clic molto restrittiva e capita che qualche utente venga bannato senza in realtà aver fatto nulla di male. Vediamo le cose da non fare per andare d’accordo con la grande G:

  1. Cliccare sui propri annunci
  2. Invitare i visitatori a “ringraziarvi” cliccando sugli annunci AdSense
  3. Manipolare il codice AdSense
  4. Inserire foto o icone che inducono a cliccare sugli annunci (es.: frecce, dita che indicano)
  5. Inserire più di 3 blocchi di annunci e un blocco di link
  6. “Truccare” altri annunci contestuali per farli sembrare di Google AdSense
  7. Rivelare i propri CTR e eCPM
  8. Creare pagine con solo annunci AdSense
  9. Creare post con titolo “Sponsored Links” o “Featured Sponsors” o più semplicemente “Link consigliati” e riempirli solo di AdSense (anche se avrebbero un CTR mostruoso!)
  10. Inserire gli annunci nelle e-mail

In effetti sembra che la unica cosa che si possa fare è posizionare i blocchi, lasciarli in pace e fare molta attenzione ai clic altrui. Anche facendo tutto secondo le regole esiste comunque ancora la possibilità di essere bannati, in presenza di picchi di guadagno molto alti o di qualsiasi cosa che possa far sospettare a Google di “click fraud“. A volte mi sembra di stare sul filo del rasoio…

Qual’è la vostra esperienza con AdSense? E con programmi alternativi e/o complementari? Come già chiesto a Shor e Traffyk:” C’è vita al di fuori di AdSense”?

Parliamo di accessibilità?

chain.jpgPer blog accessibile si intende un blog che può essere usato da persone con disabilità, come spiega Michele Diodati, consulente informatico e referente italiano per l’accessibilità con il suo Diodati.org. Ci sono varie cose che possiamo fare per rendere il blog più accessibile, sono piccoli accorgimenti a cui i blogger possono non pensare ma che invece rendono il blog usufruibile comodamente da tutti. La disabilità può essere anche non fisica ma “strumentale”, come per esempio usare computer obsoleti, monitor piccoli o connessioni lente. Vediamo nel dettaglio le cose basiche da fare:

Vi ricordo inoltre che rendere il blog accessibile, oltre a renderlo usufruibile da persone con disabilità e aiutarli a una completa integrazione, ci aiuta ad ampliare il mercato in quanto saremo raggiungibili da un numero più ampio di clienti, incluse persone con connessioni lente e attrezzature informatiche obsolete.

Perché preferisco i feed interi

lemon.jpgNel post di ieri vi ho accennato ai feed troncati e al fatto che personalmente preferisco i feed interi (sia come lettore che come blogger). Convinto che ciò sia buono anche per il vostro blog, ecco qui di seguito elencate le mie ragioni per questa preferenza:

Ora vorrei fare un sondaggio tra voi lettori: che tipo di feed offrite e che tipo di feed preferite? Attendo le vostre risposte nei commenti.

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