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Conoscete la “sindrome da agenzia di stampa”? È deleteria per il vostro blog e dovreste curarvene. Cosa è? È la “mania” di usare il plurale maiestatis quando un singolo blogger scrive per il suo blog.
“Noi di blogtaldetali siamo onorati di presentarvi…“; “In questi giorni siamo stati occupati…”
Perché? Che bisogno c’è? Che vantaggio arreca? A mio avviso chi lo fa lo fa per darsi un’aria professionale e perché ha visto che nei giornali (e, appunto, nelle agenzie di stampa) si usa così. Nei blog è diverso. I blog sono un mezzo di comunicazione moderno, diverso. Nei blog l’informazione viene dal basso, grazie ai blog i brontosauri della carta stampata non hanno più il monopolio dell’informazione, che hanno mantenuto per decenni. Per questo i blog non possono imitare la carta stampata, devono usare uno stile diverso.
Vediamo nel dettaglio perché è meglio non usare il plurale scrivendo su di un blog:
- A meno di avere un blog multiautore o un blog aziendale (nel quale di scrive in nome dell’azienda), usare il “noi” parlando dell’autore del blog, da un senso di distacco e non aiuta la relazione tra scrittore e lettori.
- Un blogger che usa il pronome personale “io” si espone in prima persona, aiutando a far conoscere il blogger oltre che il blog. Un beneficio per possibili progetti futuri.
- Il blogger è uno. I lettori, molti (almeno si spera più di uno). Scrivere da uno a molti (“in questo post vi do dei consigli…“) è quindi lo stile più naturale possibile.
- Scrivere “noi” dove è palese che l’autore è uno, oltre a essere uno stile vecchio, francamente, in alcuni casi è ridicolo, e da solo la sensazione di qualcuno che cerca di darsi un’aria importante perché non ha altri mezzi per farsi notare.
Voi con che pronome vi rivolgete ai vostri lettori? Siete d’accordo con me che il plurale maiestatis non si dovrebbe usare scrivendo su un blog? Che impressione avete dei blogger che lo usano?
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Cosa offre questo blog?
Fabietto
2 gennaio 2009
Salve! Sono veramente d’accordo con te. La cosa più importante e bella che hai sottolineato, secondo me, è che l’informazione nei Blog parte dal basso, in maniera più diretta e naturale.
Complimenti per il Blog!
Fabietto, scenografo e blogger
Fabio
2 gennaio 2009
@Fabietto: Ciao, grazie per la visita e per il commento. Sono contento che abbia colto uno dei punti salienti del post…
Massimo Prete
2 gennaio 2009
Sono d’accordo che il noi maestatis è semplicemente ridicolo.
Però, non concordo con il concetto di voi lettori.
Quando leggo un blog, non mi interessa che ci siano centinaia di lettori che contemporaneamente o meno, fanno la stessa cosa. La realtà è che si tratta di una situazione di faccia a faccia tra blogger e lettore.
Con questo non voglio dire che il voi sia sbagliato, sicuramente non infastidisce, ma solo che reputo il Tu migliore per creare una sorta di empatia.
Che ne pensi?
Massimo
Raffaele Ciruolo
2 gennaio 2009
Sono d’accordo con Massimo. Anche in base alla PNL (programmazione neurolinguistica) l’uso del “tu” favorisce la creazione di un buon “rapport”.
Il “voi” è necessario solo quando si propone un’iniziativa in cui coinvolgere tutti i lettori.
Rino
2 gennaio 2009
Opss…
dipende! Tutto dipende dal tipo di blog, dall’argomento trattato.
A volte lo uso, per esempio: Abbiamo già trattato il periodo che va dal 1450 al 1500…, o: Come abbiamo visto, il re d’Inghilterra… ecc. ecc. Il plurale maiestatis è una forma di comunicazione che viene da lontano (i latini ce lo insegnano) e si usava quando si voleva coinvolgere il lettore o l’ascoltatore in un determinato tema. Tutto ciò per dire che… dipende.
Rino, dipendendo.
Moreno
2 gennaio 2009
Concordo con Massimo e Raffaele. Anche io uso il tipo di comunicazione uno-a-uno.
Come ha sottolineato Raffaele infatti, crea un clima più favorevole alla “generazione” di un buon rapport. Coinvolge il lettore che ha la percezione “di essere tirato in ballo”, che si sta comunicando direttamente con lui.
Per quello che riferisce Rino, anche io uso la prima persona plurale in quelle occasioni, solo per indicano un “sistema” composto da me e colui che legge, rinforzando quindi il clima di fiducia, e coinvolgimento.
Alessandro Cosimetti - Blog in Azienda
2 gennaio 2009
Del linguaggio aziendalese (o burocratese) ne ho parlato proprio ieri nel mio nuovo blog dedicato ai blog aziendali.
Bloggare non equivale alla scrittura di comunicazioni aziendali.
Alessandro
Massimo Prete
2 gennaio 2009
Certo Rino!
Come già anticipato da Moreno, il “noi” inteso come io e il lettore, è bene usarlo, per esempio, quando si tira in ballo un precedente articolo: “…abbiamo già affrontanto l’argomento nell’articolo bla bla…”
In questo caso il “noi” può essere molto più efficce del “io” ho già affrontato l’argomento…, in quanto coinvolge maggiormente il lettore.
Fabio, manchi solo Tu! Che dici?
Massimo
Fabio
2 gennaio 2009
Io sono contro il noi quando è usato al posto di io, non al posto “io e voi”. Se ci fate caso i tre esempi usati nel post sono di questo tipo. Il succo del discorso è scrivere nella forma più naturale possibile, quindi io, voi e noi, i tre usati quando servono. Leggo che molti preferiscono il “tu” al “voi”, è vero che crea maggiore empatia, ma per una questione puramente stilistica non mi piace e non mi viene naturale usarlo.
Rino
2 gennaio 2009
Giusto Fabio, personalmente lo adopero quando mi riferisco ad argomenti trattati, anche perché raramente nei miei post parlo del lettore, è inusuale. E’ indubbio che nei commenti adopero sempre l’io-tu, ed è bello sentirsi coinvolti in una amicizia blogger.
Buona serata
Olariu Vlad (aka Dueperdue)
2 gennaio 2009
Hei ciao Fabio
Bel articolo, utile e completo, come sempre del resto
Mah allora la mia idea non è stata rifiutata? Ne sono ben contento
A presto,
Vlad
Fabio
2 gennaio 2009
@Olariu: Sai che non ci avevo pensato? Mi ero dimenticato. Scherzi del subconscio…
Olariu Vlad (aka Dueperdue)
2 gennaio 2009
Ahaha questa è davvero bella ^^
Grande Fabio
Traffyk
5 febbraio 2009
Sono un caso perso allora io.. sono capace di scrivere in una mailing contemporaneamente al plurale e singolare e do inoltre del tu, del voi, e del lei agli utenti..
Il mio problema?
Scrivere in 300 momenti diversi della giornata un solo periodo
Fabio
5 febbraio 2009
@Traffyk: La tua più che Sindorme da Agenzia di Stampa credo si chiami schizofrenia…
PiccoloSocrate
12 marzo 2009
più che sindrome da agenzia di stampa la chiamerei, sindrome del “so’ mejo io”.
al massimo ho usato l’infinito ma il noi è veramente orrendo.
anche perchè in un blog personale non rende proprio!!