Come recuperare le ritenute d’acconto detratte dai guadagni online

Sono sempre più frequenti i casi di persone (soprattutto giovani) che guadagnano online nei modi più disparati per prestazioni occasionali e che, non in possesso di partita IVA, si vedono sottrarre dal loro guadagno la ritenuta d’acconto, ovvero una trattenuta (generalmente pari al 20%) su un compenso soggetto a tassazione.

Esiste però la possibilità di recuperare tale somma di denaro, mediante la presentazione del modello Unico o del modello 730; cerchiamo di fare chiarezza sulle modalità previste dalla normativa vigente.

– Come prima cosa, è importante specificare che, in presenza di soli redditi provenienti da prestazioni occasionali, bisogna necessariamente presentare il modello Unico e non il 730, dal momento che non esisterebbe il sostituto d’imposta chiamato al rimborso della ritenuta; con il modello Unico, invece, gli importi a credito possono essere usati a compensazione di altre imposte (come, ad esempio, Irpef, IMU etc.) oppure è possibile chiederne il rimborso diretto, che avverrà generalmente nell’arco di 2-3 anni.

Attenzione quindi: il modello 730 può essere presentato solo se si ha in essere un rapporto di lavoro dipendente!

In presenza di un altro lavoro, o comunque di un reddito che comincia a diventare più “importante”, c’è il rischio che si superi il limite che permetta il rimborso completo (bisogna fare riferimento alle soglie reddituali di esenzione totale dell’Irpef: per l’anno 2012, i limiti sono di 8000 euro per lavoro dipendente per l’intero anno e di 4800 euro per lavoro dipendente per meno di un anno e per lavoro non dipendente): in tal caso, infatti, le ritenute d’acconto assolvono semplicemente al compito di anticipo delle imposte dovute in sede di dichiarazione dei redditi, e non possono essere recuperate.

Oltre i 2840,51 euro lordi, non si risulta più a carico dei propri genitori: è importantissimo non tralasciare tale aspetto, poiché, non appena il Fisco dovesse accorgersi di questa situazione (molto probabile dato che il datore di lavoro versa le ritenute d’acconto del lavoratore occasionale tramite il modello F24 e dichiara, tramite il modello 770, tutti i compensi di qualunque tipo erogati durante l’anno), i genitori si troveranno costretti a dare immediatamente indietro le deduzioni per figli a carico e il conseguente aumento di stipendio di cui hanno beneficiato.

Al superamento della soglia dei 5000 euro lordi, si ha l’obbligo di versamento contributivo: il lavoratore deve effettuare l’iscrizione alla cosiddetta “gestione separata INPS” e comunicare il superamento della soglia al datore di lavoro, che sarà a sua volta obbligato a versare i contributi dovuti (di solito il 18% del reddito oltre i 5000 euro), trattenendone un terzo dalla busta paga del lavoratore (il resto è a suo carico).

La situazione, quindi, è piuttosto contorta, ma è sufficiente avere ben chiari gli aspetti trattati sopra per non perdere inutilmente il denaro guadagnato con i propri sforzi e non incorrere in sanzioni.

E tu, che mi stai leggendo, e che sicuramente hai guadagnato online hai presentato il modello UNICO per recuperare la ritenuta d’acconto? Eri a conoscenza di questa possibilità? Sai come fare?

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