Split test: uno strumento utile per l’email marketing

I marketer professionisti e con una buona visione del mercato e degli utenti investono moltissimo del loro tempo per individuare, ideare e creare contenuti che possano essere appetibili al massimo per i loro stessi destinatari.

Chiaramente anche il marketing via mail entra in questo ambito, trovare la giusta mail non è mai una cosa semplice, per vari motivi. Oggi parleremo di uno strumento, lo split test, che ci consente di calibrare al meglio le nostre campagne di email marketing, fondamentalmente attraverso l’analisi.

Spesso capita di essere indecisi rispetto a vari fattori come testo e forma delle email da inviare alla mailing list. In base a molteplici variabili poi il più delle volte si decide di preferire una parola o una strategia piuttosto che un’altra.

Il problema di questo approccio sta nel fatto che non avremo mai a disposizione una controprova, che ci indichi la strada da perseguire per ottenere l’engagement massimo dalle email che inviamo.

Lo split test, chiamato anche test A/B consiste proprio nel creare diverse mail da inviare allo stesso numero di persone, per poi verificare quale performa meglio,in termini di open rate, di click e di conversioni.

Le differenze tra le mail nello split test possono riguardare un campo, più campi o tutti i campi:

  • Oggetto: il fattore che maggiormente influenza il tasso di apertura: provare diverse strategie per catturare l’attenzione è un lavoro che parte proprio da questo campo.
  • Corpo del messaggio: effettuare test sul corpo del messaggio aiuterà a capire quali parole e quali espressioni risultano maggiormente utili o persuasive, guidando l’utente al compimento dell’operazione che desideriamo.
  • Mittente: a seconda dell’ambito anche il mittente può essere determinante. In questo modo puoi scoprire se nel tuo settore hanno maggiore impatto le mail mandate a nome di una persona o a nome di un’azienda.

Le differenze tra le varie mail del test possono essere tante e più o meno complesse. In ogni caso la parte più importante è quella successiva all’invio, ossia la fase di analisi dei risultati, che sarà illuminante per capire quale mail rende maggiormente.

Chiaramente per poter disporre di dati attendibili gli invii devono essere fatti a database di email simili tra di loro e con lo stesso numero di indirizzi all’interno. Maggiore è il numero di indirizzi per ogni recipiente, più attendibili saranno i dati ottenuti. Gli invii a piccoli gruppi risultano viziati dalla casualità e per questo rischiano di essere poco concreti.

Se hai domande o considerazioni non esitare a lasciare un commento, come sempre saremo felici di risponderti.

We will be happy to hear your thoughts

Leave a reply