Cosa sono i link naturali ed i link artificiali o innaturali

Oggi parliamo di un argomento controverso ed in continua evoluzione: i link, le loro qualità e la loro importanza nel mondo di internet e dei motori di ricerca.

Nella fattispecie proviamo a capire quando si parla di link naturali e quando invece si parla di link artificiali, ovviamente siamo nel contesto della link building.

Come più volte detto, Google attribuisce ai link un valore: questo perché se un autore inserisce un collegamento, teoricamente si fida del contenuto linkato, di conseguenza il motore di ricerca lo valuta come un segnale di fiducia.

Tanti segnali di fiducia non fanno che aumentare il trust e l’autorità di un contenuto e del suo intero dominio di appartenenza, influenzando inevitabilmente il posizionamento nei risultati di ricerca.

Sebbene sia stato affiancato nel tempo da tantissimi altri fattori, il profilo link è ancora di fondamentale importanza: se vuoi competere per le prime posizioni nelle SERP, qualche buon link devi averlo per forza.

Si, ho scritto buon link: perché esistono link buoni e link cattivi. Con i primi il tuo sito o blog ha una spinta, con i secondi rischi penalizzazioni, fino alla scomparsa da Google.

Link naturali ed artificiali: cosa sono?

La teoria vuole che un link si dica naturale quando è inserito spontaneamente all’interno di un contenuto, ma nella realtà dei fatti possiamo allargare il concetto ed asserire che un link è naturale quando il collegamento porta ad un contenuto rilevante rispetto all’argomento trattato, se effettivamente risulta utile all’utente.

Questo perché Google mette in relazione i contenuti e dove non trova un nesso logico, cataloga il link come spam, azzerandone l’utilità ai fini della SEO e producendo anzi l’effetto opposto: i link spam o comunque innaturali possono portar a penalizzazioni, sia per chi li inserisce, sia per i contenuti linkati.

Google cerca anche di combattere la compravendita di link, specie quelli innaturali ed irrilevanti (oggi con 5 dollari puoi comprare anche più di 1000 link, ma la qualità è pessima: vengono inseriti in siti hackerati o ancora nei commenti di siti random, fuori tema e spesso d lingua diversa).

Esistono poi degli ibridi: ad esempio con la vendita di articoli sponsorizzati molti blogger inseriscono link che non potremmo definire spontanei, tuttavia se l’argomento o il prodotto linkato risulta attinente e rilevante per i visitatori non si dovrebbe andare incontro a nessun tipo di problema.

Ottenere link naturali

Per ottenere link naturali, che possano aumentare l’autorità bisogna innanzitutto concentrarsi sui contenuti: sembra scontato ma è il odo principale: se scrivi qualcosa di originale ed utili hai buone probabilità di essere citato e di ottenere link in ingresso.

Chiaramente devi anche saperti promuovere e saper promuovere il tuo lavoro. Sfruttando i canali social e le tua rete di contatti puoi diffondere quanto prodotto, aumentando le probabilità di essere poi linkato.

Non dimenticarti che, anche in base all’attributo rel (follow/nofollow), ogni link ha un suo peso specifico e viene interpretato in maniera diversa da Google e dagli altri motori.

Link artificiali in ingresso: come risolvere il problema

Se in passato hai puntato tantissimi link di bassa qualità verso il tuo spazio web potresti essere penalizzato o rischiare una penalizzazione. Talvolta i link cattivi vengono inseriti dalla concorrenza, nell’ambito di strategie di negative SEO. Per risolvere il problema serve analisi e studio dei link, ma non si tratta di nulla di impossibile. Se ti trovi in questa situazione troverai sicuramente utili due articoli:

Il consiglio finale è ancora una volta quello di puntare sulla qualità: qualità dei contenuti senza dubbio, ma anche qualità nelle strategie di link building e link earning.

Se hai dubbi o vuoi dire la tua lascia un commento, come sempre saremo felici di risponderti.

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