ASO: le basi dell’App Store Optimization per il posizionamento delle App nei marketplace

Più volte abbiamo parlato di SEO, ossia di ottimizzazione per i motori di ricerca, ma in un panorama in costante e vorticosa evoluzione come quello di internet si è già cominciato a parlare di una particolare branca dell’ottimizzazione e del posizionamento: l’ASO.

ASO è l’acronimo di App Store Optimization, ossi l’ottimizzazione ed il posizionamento tra i risultati dei motori di ricerca dei marketplace dai quali gli utenti scaricano le App per smartphone e tablet.

Per chi sviluppa e distribuisce App essere posizionato tra i primi risultati quando un utente cerca sugli store è fondamentale per ottenere il massimo numero di download, vendite e conversioni in generale.

I principali fattori che incidono sul posizionamento delle App

Per quanto esistano delle similitudini, ogni marketplace ha le proprie regole e l’ottimizzazione deve tenerne conto. Prendiamo ad esempio i due più importanti app store: quello Apple e quello Google Android, che insieme gestiscono oltre l’ottanta percento dei download di app totali. Per entrambi gli store esistono elementi on-page ed elementi off-page in grado di incidere sul posizionamento delle app.

ASO per App Store – Apple iOS

L’app store è il il punto di riferimento per chi cerca app da installare su iPhone, iPad ed altri dispositivi Apple, con sistema operativo iOS. Apple indica le linee guida (in inglese) nella pagina del supporto ai developer App Store Product Page.

On-Page

  • Titolo: Il titolo è inevitabilmente la parte più importante, da curare nei dettagli poiché è il fattore che fa maggiormente la differenza. Cercando di utilizzare la parola chiave che corrisponde all’intenzione di ricerca, è bene mantenersi entro il limite di 25 caratteri.
  • Descrizione: altro perno fondamentale sul quale si basa l’ASO, nella descrizione bisogna mantenere uno stile conciso e comprensibile, cercando di elencare le caratteristiche senza dilungarsi troppo.
  • Icona: il logo dell’app può comunicare molto dell’applicazione stessa ed al contempo è capace attrarre ed incuriosire l’utente. Scegliere un’icona pulita e comprensibile può rivelarsi una mossa vincente.
  • Screenshot: Attraverso le schermate l’utente ha un’anticipazione delle funzionalità dell’app senza dovrela scaricare: questo è molto utile e viene premiato con un migliore posizionamento.
  • Categoria: Scegli la categoria principale con cura e sfrutta la possibilità di aggiungere una categoria secondaria se necessario.
  • Keywords: inserire le parole chiave può essere molto utile, se fatto con cognizione di causa. Apple stessa invita a lasciar perdere pratiche come l’inserimento dei brand concorrenti, indicando invece nelle keyword uniche e particolari la strada da percorrere.

Off-Page

  • Recensioni: le recensioni accrescono la credibilità dell’applicazione e di conseguenza sono in grado di determinare variazioni nei download. Inoltre arricchiscono la pagina dell’app di contenuto, spesso ricco di parole chiave e caratteristiche dell’app stessa.
  • Valutazioni: la valutazione è anch’essa importante, le app meglio votate si posizionano meglio ma, cosa molto più importante, una valutazione alta da fiducia all’utente, che si sentirà sicuro nel scaricarla.

ASO per Play Store – Google Android

Passiamo ora al marketplace di Google, il Play Store, punto di riferimento per la maggior parte dei possessori di smartphone e tablet, dato che il sistema operativo Android detiene il record di dispositivi che lo ospitano. Google detta le linee guida nella sezione della guida Gestione schede dello Store.

On-Page

  • Titolo: Se per i dispositivi Apple è possibile dare indicazioni circa la lunghezza del titolo, lo stesso non è possibile con i dispositivi Android. Questo perchè esistono migliaia di modelli di smartphone e tablet che montano questo sistema operativo ed ovviamente le dimensioni dello schermo svolgono un ruolo fondamentale. In questo caso è bene semplicemente puntare su sintesi e parole chiave, ricordando che anche in questo caso il titolo ha un ruolo di primaria importanza.
  • Descrizione: il limite imposto è di 4000 caratteri, uno spazio più che sufficiente a descrivere il funzionamento e le caratteristiche di ogni app. In generale la sintesi è apprezzata dagli utenti quanto la chiarezza: scrivi il necessario affinchè tutti possano capire la reale funzione della tu app.
  • Icona: L’occhio vuole la sua parte e le immagini sanno riassumere in pochi pixel tante parole, sfrutta queste due osservazioni per creare un’icona attraente e utile a sintetizzare l’app.
  • Tipologia: vuoi posizionare un gioco o un’app vera e propria? Google ti chiede e tu devi rispondere prestando la giusta attenzione, questo è inevitabilmente un passaggio importante in ottica ASO.
  • Screenshot: cosa installerà l’utente? Attraverso le schermate d’esempio è possibile capire se l’app è effettivamente quella desiderata, aiuta gli utenti e questo non può che essere apprezzato dal Play Store.
  • Categoria: scegli la categoria dopo un’attenta analisi.
  • Demo su Youtube: come per gli screenshot, anche i video forniscono informazioni dettagliate agli utenti. Google da la possibilità di caricare un video su youtube per incorporarlo nella pagina dell’app ed ovviamente premia coloro i quali soddisfano questa richiesta.

Off-Page

  • Valutazioni: anche sul Play Store le valutazioni hanno un ruolo rilevante, sia per quanto riguarda la fiducia dell’utente che per il posizionamento.
  • Recensioni: di certo recensioni positive aiutano nelle conversioni, inoltre aiutano anche a scalare le posizioni nei risultati di ricerca, dato che vengono prese in considerazione dall’algoritmo.
  • +1: all’interno del Play Store di Google è possibile mettere il +1 di Google Plus, il sistema è separato da quello di valutazioni e recensioni ma risulta molto importante, poiché viene tenuto in considerazione nel posizionamento.
  • Download: se un’applicazione viene scaricata tante volte, allora sarà buona. Questo è il ragionamento degli utenti e di Google, dunque stimolare i download aiuta in ottica ASO.
  • Link in ingresso: aspetto tanto caro a chi proviene dalla SEO classica su motori di ricerca, i link in ingresso vengono interpretati anche in questo caso come tributi di fiducia ed aiutano dunque le applicazioni a posizionarsi meglio. Una strategia di link building può avere forti riscontri.

 

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