Case Study: Quanti utenti usano AdBlock in Italia?

AdBlock, AdBlock, AdBlock: tra chi lavora su internet da qualche tempo se ne parla davvero tanto, oggi sembra proprio sia diventato un problema, sicuramente un argomento da approfondire per chi guadagna con i banner pubblicitari.

Durante l’estate 2015 è stato pubblicato il report di uno studio condotto da Adobe e Pagefair, The 2015 AdBlock Report, nel quale si evidenzia il fatto che l’utilizzo di script per bloccare la pubblicità nel mondo costa ben 22 miliardi di dollari di mancati introiti pubblicitari. Si tratta senza dubbio di un problema per tutti quei publisher, grandi e piccoli, che monetizzano tramite banner i propri siti e blog.

La Storia di AdBlock in breve

La prima estensione browser di questo tipo è stata resa disponibile per Firefox già nel 2007, anche se i primi dati significativi relativi all’utilizzo cominciarono ad arrivare in America nel 2010.

Da quel momento l’espansione dell’uso di AdBlock non si è più fermata, al contrario è continuata ad un ritmo sempre maggiore. Oggi gli utenti che utilizzano AdBlock sono stimati in quasi 200 milioni in tutto il mondo, con una crescita del 41% nell’ultimo anno.

Inizialmente gli addetti ai lavori non si erano spaventati molto, partendo dalla convinzione che chi blocca la pubblicità è comunque qualcuno che non ci avrebbe cliccato a prescindere, trattandosi di utenti skillati e capaci di riconoscere la pubblicità ed evitarla.

Tuttavia una crescita così grande del fenomeno ha indotto tanti a fare un passo indietro, per riconoscere che siamo di fronte ad un grosso problema, sopratutto se si considerano le stime per il 2016: anno in cui le perdite per i publisher dovrebbero quasi raddoppiare, arrivando ad oltre 41 miliardi di dollari.

Tracciare gli utenti che utilizzano AdBlock

Per avere una stima precisa di quanto il tuo sito o blog sia colpito da questo fenomeno puoi inserire un sistema di tracciamento, che rilevi gli utilizzatori.

Farlo è molto semplice, basta aggiungere un piccolo codice che simuli un banner pubblicitario e che tenga traccia di tutti quegli utenti che non lo visualizzano, poiché lo bloccano con un AdBlock.

Tracciare l’uso di AdBlock su Analytics

Per tracciare su Google Analytics l’utilizzo di AdBlock basta inserire il codice di seguito da qualche parte all’interno del sito, io stesso ho utilizzato il codice, trovato su Qnimate.

Questo codice registra un evento quando il visitatore blocca la pubblicità, inviandolo ad Analytics. Una volta implementato, sarà possibile controllare le attività dal pannello delle statistiche, sotto la voce comportamenti ed ancora eventi:

Codice

<script>

window.addEventListener(“load”, function(){ var iframe = document.createElement(“iframe”); iframe.height = “1px”; iframe.width = “1px”; iframe.id = “ads-text-iframe”; iframe.src = “http://example.com/ads.html”;

document.body.appendChild(iframe);

setTimeout(function(){ var iframe = document.getElementById(“ads-text-iframe”); if(iframe.style.display == “none” || iframe.style.display ==“hidden” || iframe.style.visibility == “hidden” || iframe.offsetHeight== 0) { iframe.remove();

if(typeof ga !== ‘undefined’) { ga(‘send’, ‘event’, ‘Adblock’, ‘Usa Adblock’, {‘nonInteraction’: 1}); } else if(typeof _gaq !== ‘undefined’) { _gaq.push([‘_trackEvent’, ‘Adblock’, ‘Usa Adblock’, undefined,undefined, true]); } } }, 1000); }, false);

</script>

Questo codice invia AdBlock come categoria dell’evento ed Usa AdBlock come azione dell’evento: entrambi i valori possono essere cambiati, modificando le relative porzioni del codice.

Tracciare l’uso di AdBlock su WordPress

Sebbene il codice inserito al paragrafo precedente sia adatto per essere inserito su ogni tipologia di sito web e blog, esiste un’alternativa per chi utilizza WordPress e preferisce installare un Plugin e monitorare tutto direttamente dal pannello di amministrazione del CMS.

In realtà esistono vari plugin adatti a questo scopo, per beneficio di sintesi eccone uno che fa egregiamente il suo lavoro, si chiama blockalyzer:

Case Study: i settori più colpiti da AdBlock in Italia

Secondo lo studio condotto da Adobe e Pagefair, nel 2015 gli utilizzatori di strumenti per bloccare la pubblicità sono circa il 13% degli utenti totali.

Mi sono chiesto però quanto il settore possa incidere, partendo da una considerazione: argomenti diversi attraggono utenti diversi, di conseguenza è possibile che i settori che i visitatori di determinati siti e blog siano abbastanza skillati da installare l’AdBlock, l’AdBlock browser e simili.

Di seguito i risultati dei primi test, che saranno sicuramente seguiti da aggiornamenti ed ampliati con l’inserimento di altri settori. A tal proposito se ti va di partecipare puoi lasciare un commento e fornire le percentuali relative al settore, come hai visto in precedenza è molto semplice tenere traccia di questi eventi.

Come giustamente suggerisce il Tagliaerbe Davide Pozzi, che ha gentilmente collaborato fornendo dati relativi a due grossi portali nei settori videogiochi e tecnologia, nel suo articolo sull’ascesa di AdBlock:

Se hai un sito che parla di videogiochi o temi legati alla tecnologia, è più probabile che attrarrai utenti che utilizzano AdBlock. Un pubblico giovane, maschile e “skillato” è in pratica il peggior pubblico possibile a cui rivolgersi.

Settore guadagno online, CMS, Web Marketing

Il primo sito ad essere preso in analisi non poteva che essere questo stesso blog. La maggior parte delle visite, che arrivano per oltre l’80% da motore di ricerca, sono su articoli su:

  • Guadagno Online (dai microguadagni alle affiliazioni)
  • CMS (WordPress in particolare)
  • Web Marketing

Ecco le percentuali per un piccolo campione, di poco più di 5500 unici:

percentuale-adblock-gcub

Dei 5564 visitatori unici nel dato periodo, 674 non hanno visualizzato i banner presenti: poco più del 12%. Di questi solo il 5% da mobile, a fronte del 65% degli utenti totali che accedono da desktop.

Settore Videogiochi

Di seguito il grafico relativo ad un grosso portale in questo settore:

utenti-adblock-settore-videogiochi

Questi dati evidenziano una realtà abbastanza preoccupante: in certi momenti della giornata, più del 40% degli utenti utilizza AdBlock, dato che lascia presupporre un sensibile calo dei guadagni dai banner.

Settore Tecnologia

Quello della tecnologia è considerato un buon settore per guadagnare online, il CPC di AdSense ad esempio è abbastanza alto ed esistono vari circuiti ed affiliazioni ideali per monetizzare questo genere di siti e blog.

Tuttavia vedremo come all’interno dello stesso settore i dati relativi all’utilizzo di AdBlock possono essere molto diversi.

Ecco il grafico relativo ad un grosso sito in questo settore:

utenti-adblock-settore-tecnologia

Si tratta del dato più alto registrato tra tutti i siti presi in considerazione: in questo caso il picco è di addirittura del 45% e comunque il valore non si attesta quasi mai al di sotto del 30%.

Come accennato però, all’interno dello stesso settore si possono avere valori molto differenti: rimanendo in ambito tecnologia osserviamo il dato relativo a AppleNotizie.it, le cui statistiche sono state messe a disposizione da Valerio Novelli:

utenti-adblock-settore-tecnologia-applenotizie

In questo caso 212 dei 2734 visitatori hanno navigato utilizzando uno script per l’eliminazione della pubblicità: il 7,75%.

Purtroppo per esigenze di riservatezza non può essere svelato il nome del primo sito nel settore della tecnologia, quindi un paragone risulta impossibile, senza conoscere gli argomenti e gli articoli maggiormente trafficati.

In ogni caso resta interessante notare quanta differenza vi sia tra due siti che trattano tecnologia: sicuramente il grosso portale attira più utenti che bloccano la pubblicità.

Settore natura ed animali

Un altro settore preso in considerazione è quello della natura e degli animali. Ecco le statistiche di un sito che tratta questi argomenti:

uso-adblock-settore-animali

In questo caso la percentuale di utenti per i quali la pubblicità è invisibile per via dell’uso di AdBlock è di poco inferiore all’8%. Le visite arrivano il gran parte da social e gli utenti navigano da mobile.

Settore sport

Per quanto riguarda il settore sportivo, ecco le statistiche relative ad un sito presente in Google News, una testata giornalistica online che si occupa principalmente di sport acquatici e velistici:

utenti-adblock-settore-sport-news

In questo caso abbiamo di fronte degli utenti evidentemente poco inclini all’utilizzo di estensioni e script per bloccare la pubblicità: su un campione di 3815 utenti unici, solo 76 non hanno visto i banner presenti, meno del 2%.

Settore Food

Anche nel settore food sono disponibili due diversi siti, con dati molto diversi. Questi dati sono disponibili grazie alla collaborazione di Fabio Nincheri:

Il primo sito è ideericette.it:

utenti-adblock-settore-food-ideericette

Il secondo, ricettecondivise.it:


utenti-adblock-settore-food-ricettecondivise

Anche in questo caso, stesso settore ma dati molto diversi tra loro: dal 10% del primo caso a meno dell’1% nel secondo, che vede solo 21 accessi con AdBlock a fronte di 11405 accessi totali.

Il futuro degli AdBlock: cosa aspettarsi?

Il problema dunque sta cominciando ad essere, o già è, abbastanza grosso anche in Italia. La libertà e la gratuità dei contenuti nel web rischiano di subire un duro colpo.

Se il trend verrà confermato, gli utilizzatori continueranno a crescere a dismisura, abbattendo ulteriormente i margini di guadagno di chi produce contenuti e guadagna grazie a banner come quelli di AdSense.

Ad aggravare il quando tante novità: iOS 9, il nuovo sistema operativo per iPhone della Apple, da la possibilità agli utenti di scaricare app che bloccano la pubblicità: a pochi giorni dall’uscita si tratta delle app tra le più scaricate.

Per tutti gli altri dispositivi mobili Android invece è disponibile AdBlock Browser: un browser ottenuto tramite porting di Mozlla Firefox, che blocca nativamente i contenuti pubblicitari.

Il rumore che si sta facendo poi attorno agli AdBlock, porta inevitabilmente anche gli utenti più inesperti a conoscere questa possibilità: tantissimi giornali online stanno infatti trattando l’argomento.

Le soluzioni

Quali sono le possibili soluzioni? Cosa fare se i guadagni dei banner crollano perchè gli utenti utilizzano AdBlock?

Sembra perfino assurdo chiedere il pagamento di somme di denaro per accedere ai contenuti: questa è forse la prima alternativa che in molti valutano, ma presto si fa i conti con la realtà dei fatti: gli utenti non sarebbero disposti a pagare ed il progetto morirebbe in poco tempo.

Di certo potrebbe essere intrapresa una battaglia legale e di informazione da parte dei publisher: in effetti questi script modificano l’aspetto ed il contenuto del sito, senza alcun permesso da parte del proprietario. A parlare di una possibile class action è, tra gli altri David Moore, il Presidente di Wpp e Xaxis, come sottolinea Valerio nel suo articolo su AdBlock.

Se nulla cambierà e quasi tutti gli utenti bloccheranno la pubblicità, sopravviverà solo chi saprà adattarsi, ricorrendo a forme di monetizzazione diverse, la cosiddetta native advertising, che comprende:

  • link testuali
  • articoli sponsorizzati
  • prodotti in affiliazione

Molti blogger ed addetti ai lavori oggi pensano ed affermano che una soluzione potrebbe essere inibire l’accesso ai contenuti a chi utilizza AdBlock. Si tratta di una cosa tecnicamente abbastanza semplice: secondo la logica utilizzata per registrare l’evento, è possibile reindirizzare o oscurare il contenuto all’utente. Tuttavia non è una soluzione priva di rischi: ameno che non dici qualcosa di unico e introvabile altrove, gli utenti cercheranno una stessa fonte, si perderà traffico e si otterranno pochi risultati.

Conclusioni

Non resta dunque che aspettare per capire le ulteriori evoluzioni, cercando sin da subito di trovare forme alternative di monetizzazione dei contenuti.

Sarà sicuramente interessante capire come si comporteranno i grandi attori della pubblicità online: Google ad esempio perde milioni di dollari quando miliardi di banner del circuito AdSense vengono resi invisibili dagli AdBlock.

Se ti va di contribuire puoi mandare i dati relativi al tuo settore, bastano delle semplici percentuali e tutte le informazioni che vorrai aggiungere saranno utili a tanti utenti che vogliono capire il fenomeno.

Se hai domande o considerazioni lascia subito un commento, come sempre riceverai risposta nel minor tempo possibile.

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1 Comment
  1. Reply
    Fabio 28/09/2015 at 11:15

    Io gestisco un sito di giochi online (flash) e ho adottato la soluzione di inibire l’accesso ai contenuti a chi utilizza AdBlock. Si naviga tranquillamente sul sito, ma quando arrivi alla pagina del gioco, se hai un qualcosa che blocca la pubblicità, compare il messaggio che ti avvisa di disattivarlo, altrimenti il gioco non parte. Alcuni giochi riesco ad averli in esclusiva prima degli altri e i giochi prima di essere pubblicati, sono accuratamente selezionati, quindi diciamo che i giochi “bruttini” non ci sono. Ne consegue che non noto assolutamente perdita di traffico e pochi risultati, anzi il sito sta andando molto bene, anche dal punto di vista della monetizzazione 🙂

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