Squeeze Page: cos’è ed a cosa serve?

Oggi ci occupiamo di una particolare tipologia di landing page: la squeeze page. La traduzione letterale dall’inglese significa “pagina di spremitura“, l’oggetto di tale spremitura è l’utente atterrato sulla stessa pagina, dal quale vogliamo ottenere determinate informazioni, in particolare almeno un suo contatto.

Queste pagine, conosciute anche come opt-in page, rappresentano il primo step del più complesso Funnel di vendita, un processo pensato per trovare clienti, proporgli e vendergli un determinato prodotto o servizio.

A cosa serve una Squeeze Page?

Come brevemente accennato, le Squeeze Page servono ad ottenere un opt-in, un recapito dell’utente, che sappiamo essere interessato ad uno specifico argomento.

Ottenere un indirizzo email, un numero di telefono ed in certi casi l’indirizzo dell’utente darà in seguito la possibilità di contattare l’interessato, per proporre l’iscrizione ad un sito, l’acquisto di un bene o servizio ed ancora sarà possibile inviare molte altre proposte di carattere commerciale.

Poter raggiungere in qualsiasi momento successivo l’utente è un’arma molto potente se gestita correttamente, con un obiettivo ed una strategia per raggiungerlo. Le comunicazioni che arrivano direttamente nella casella di posta elettronica o sul telefono hanno altissima probabilità di essere recepite.

Caratteristiche di una Squeeze Page

Come strutturare una Landing Page di questo tipo? Quali elementi devono essere presenti e quali vanno rimossi rispetto ad una qualsiasi pagina web?

In questo paragrafo cerchiamo di comprendere quali sono le caratteristiche di una squeeze page che converte, ossia che porta contatti.

Gli elementi di una Squeeze Page

  • Titolo: il titolo, o headline come molti preferiscono chiamarlo anche in Italia, è tra le prime cose che saltano all’occhio. In pochi caratteri bisogna conquistare l’attenzione e la curiosità dell’utente.
  • Testo/Lista/Video: il testo dev’essere breve, conciso, ma allo stesso tempo deve spiegare bene all’utente il motivo per il quale deve lasciare l’indirizzo email o altro contatto e quali sono i benefici ed vantaggi ai quali va incontro. Le liste puntate o numerate sono un ottimo strumento: un concetto per elemento della lista aiuta la comprensione e sintetizza al massimo i contenuti. Anche i video possono convertire bene, a patto che non siano eccessivamente lunghi o noiosi.
  • Ricompensa: per facilitare l’acquisizione del contatto è bene offrire una ricompensa, ad esempio sotto forma di prodotto (Guide, Report ed ebook in generale aumentano molto le conversioni). L’offerta dev’essere ben visibile: non è raro che si utilizzino immagini per attirare l’attenzione sulla ricompensa. In alternativa è possibile affidarsi alle promesse presenti nel testo, puntando tutto sui vantaggi successivi.
  • Call to Action e Form da compilare: l’invito all’azione, nella fattispecie l’invito a lasciare un recapito, dev’essere rivolto in maniera esplicita ed immediatamente seguito dall’apposito form.
  • Privacy: l’informativa sulla privacy, oltre ad essere obbligatoria per legge, rassicura ed incoraggia l’utente a lasciare il proprio recapito senza temere per l’utilizzo che ne verrà fatto.

Cose da evitare in una Squeeze Page

  • Distrazioni: l’utente deve rimanere focalizzato sul testo e sull’azione da compiere, è meglio non dargli la possibilità di fare altro. I link in uscita, che portano il visitatore altrove, sono da evitare come la peste. Altre distrazioni possono essere causate da animazioni, video non ottimizzati o testi troppo lunghi, che stancano.
  • Richiesta di informazioni superflue: in fase di costruzione della Squeeze Page è importante capire quali informazioni sono realmente indispensabili e devono essere richieste. In molti casi è sufficiente il solo indirizzo email o altro recapito, in altri è necessario fare più richieste (ad esempio nome, città, sesso, professione, ecc.). Avere più informazioni aiuta a profilare meglio i contatti, tuttavia bisogna considerare che ad ogni campo da compilare in più aumenta la probabilità che il visitatore abbandoni la pagina senza aver inviato il proprio contatto.

Portare traffico utenti sulla Squeeze Page

Affinché le Squeeze Page funzionino e comincino a portare contatti è ovviamente necessario trafficarle, far si che gli utenti finiscano su queste pagine.

Per portare traffico alla Squeeze Page possono essere intraprese varie strade, vediamo le principali:

  • SEO: ottimizzazione e posizionamento sui motori di ricerca sono uno strumento di web marketing molto efficace, poichè essere tra i primi risultati di Google e degli altri motori per determinate ricerche assicura una buona visibilità e visitatori interessati all’argomento trattato. Tuttavia in questo ambito non sempre è possibile ottenere grandi risultati: si tratta di pagine con poco contenuto, progettate in partenza più per la conversione che per il posizionamento. A volte la via più “semplice” è quella di creare articoli e pagine correlate per argomento e provare a posizionare quelle, inserendo poi un link o un bottone che riporti alla Squeeze Page.
  • Pubblicità: Ad oggi si tratta del miglior metodo per portare utenti sulle Squeeze Page. Utilizzando circuiti pubblicitari come AdWords e Facebook Ads è infatti possibile ottenere visite molto in-target, con alte probabilità di conversione. Da un lato dunque è necessario un investimento, dall’altro prò è importante comprendere come la pubblicità, sapientemente utilizzata, può accelerare e migliorare i risultati della nostra Squeeze Page. Grazie alle opzioni di targetizzazione, unite alla nostra abilità e creatività, è possibile ottenere visite da parte di utenti molto interessati, con una maggiore semplicità nell’ottenere il contatto.

Squeeze Pop-Up

Una variante della Squeeze Page è lo Squeeze Pop-up: si tratta di un pop-up che appare al visitatore mentre sta navigando tra le pagine del tuo sito.

Inutile dire che il contenuto del pop-up deve essere correlato al contenuto della pagina o più in generale all’argomento del sito.

Il funzionamento è più o meno lo stesso, anche se alcune differenze non possono non essere sottolineate:

  • Interruzione: i pop-up sono fastidiosi per molte persone, poiché interrompono la loro attività. Si tratta di una tecnica invasiva che mediamente porta una percentuale molto ridotta di conversioni in confronto alla Squeeze Page.
  • Spazio a disposizione: solitamente questi pop-up hanno dimensioni ridotte, ciò significa meno spazio per attrarre e convincere prima della chiusura della finestra.
  • Distrazione: come visto in precedenza non bisogna inserire distrazioni in una Squeeze Page, in questo caso però il tasto d’uscita è d’obbligo ed è normale che la maggior parte degli utenti chiudano il pop-up, del resto sono finiti su quella pagina per un altro motivo.

Questa soluzione offre dunque un CTR inferiore, tuttavia può essere utilizzata da chi ha un budget ridotto o inesistente ma un sito ben trafficato.

Dopo la Squeeze Page: gestione dei contatti

Una volta raccolti gli indirizzi email o gli altri contatti desiderati è il momento di sfruttarli per generare conversioni. A questo punto entrano in gioco tante altre variabili.

La maggior parte dei marketers che lavora con queste pagine di spremitura utilizza servizi automatici per la gestione dei contatti. Per le mail ad esempio esistono servizi come Aweber o GetResponse che una volta configurati mandano email ad intervalli di tempo prestabiliti. Si tratta senza dubbio di una strategia che funziona, a patto di impostare a dovere la tempistica delle comunicazioni ed i messaggi inviati.

Allo stesso modo è possibile inviare SMS se si hanno numeri di cellulare. In altri casi bisognerà intervenire manualmente, per esempio telefonando all’interessato.

La gestione dei contatti è molto delicata, se si risulta fastidiosi infatti è probabile che le persone optino per la cancellazione dalla lista, facendo così sfumare possibilità di conversione. Ecco gli errori da evitare assolutamente:

  • Non considerare le azioni dell’utente: se un utente acquista il prodotto x dopo aver ricevuto una mail, è controproducente continuare a proporgli lo stesso prodotto. Bisogna sempre prestare la massima attenzione.
  • Non controllare i campi delle email personalizzate: prima abbiamo visto come sia sbagliato chiedere informazioni superflue. A volte viene chiesto il nome così da poterlo utilizzare nelle mail personalizzate, quindi ad esempio mandare una mail che ha in oggetto “Ciao x, …”, dove x è il nome della persona: questo genere di personalizzazioni è davvero utile per attirare l’attenzione, tuttavia bisogna considerare che alcuni potrebbero inserire caratteri a caso nel box del nome (probabilmente per presunte questioni di privacy), dunque è sempre necessario assicurarsi che questi campi siano stati compilati correttamente, altrimenti è bene optare per qualcosa di più neutrale.

Conclusioni

Le Pagine Squeeze sono un ottimo strumento per fare marketing ed ottenere conversioni, ma bisogna studiare a fondo e testare per ottener risultati sempre migliori.

Se hai dubbi, domande o semplicemente ti va di dire la tua, lascia un commento, come sempr riceverai presto una risposta.

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