Link Building e Guest Post: rischi e vantaggi

Nella maggior parte delle strategie di posizionamento, la Link Building svolge ancora un ruolo centrale, sarà così fino a quando Google considererà gli stessi link come un fattore di ranking centrale ed importantissimo.

Come ho più volte scritto su questo sito infatti, il link è come un tributo di fiducia: la gente ti linka? Vorrà dire che sei una fonte autorevole, in cui le persone credono e di conseguenza Google terrà in considerazione tutto ciò per il posizionamento in SERP.

Questo però non vuol dire che la link building è una corsa, una competizione che riguarda il numero di link e la capacità di accumularli: se in passato infatti la quantità di link era importante, oggi la qualità, la rilevanza e l’attinenza dei link svolgono un ruolo centrale ed hanno un peso maggiore rispetto alla quantità.

Grazie alle evoluzioni dell’algoritmo e all’introduzione di specifiche penalizzazioni infatti avere tanti link da siti random, poco o per nulla in linea con i contenuti linkati rischia di essere controproducente: tutto ciò che può sembrare manipolativo espone al rischio di penalizzazione, cioè al rischio di scomparire dai risultati di ricerca, con danni di visibilità facilmente immaginabili.

Link Building e guest Posting

Quella del guest posting è un’attività nata insieme al blogging: io scrivo sul tuo sito, tu inserisci un link al mio sito. In teoria il guest posting è uno strumento ottimo per vari motivi, tra i quali:

  • Offrire ai lettori un punto di vista diverso o un approfondimento specifico
  • Fare rete con altri blogger
  • Dare/ricevere visibilità, in particolare per gli emergenti che valgono

Ovviamente il fatto di ricevere un backlink rientra tra i vantaggi per il guest blogger, ma nella teoria non dovrebbe essere quello a muovere tutto, come in realtà è nel 90% dei casi.

Oggi in realtà si parla di Guest Posting principalmente con riferimento alla compravendita di post contenenti link, i veri Guest Post, quelli realizzati secondo i criteri realizzati prima, con chiara indicazione dell’autore e del perché quel post è li, sembrano estinti.

Cosa dice Google: i rischi

Le linee guida di Google sono chiare: se i link vengono inseriti in contenuti acquistati devono contenere il Nofollow, in modo tale da non passare valore al sito linkato.

Allo stesso modo Google proibisce ogni attività di link building con il fine di manipolare i risultati della ricerca. Le regole sono molto chiare, il rischio è una penalizzazione.

Cosa succede realmente

Preso atto delle regole e dei rischi, la maggior parte delle persone che si occupano di SEO proseguono ugualmente e cercano di accaparrare link, perché evidentemente il beneficio vale il rischio. Se questi link vengono da siti a tema e sembrano naturali in effetti, i rischi correlati sono molto minori. Il vero punto è che non è semplice come sembra: ricavare artificialmente un profilo backlink che appaia naturale richiede competenza e cognizione piena di ciò che si sta facendo.

I forum prima ed i social oggi, di certo non aiutano: come vedremo in seguito infatti si sono instaurati meccanismi per i quali chiunque può partecipare alla compravendita di post e link, ma se manca la cognizione di causa i rischi tornano ad essere molto alti.

Ho visto “suicidi SEO“, di persone che con ottimi contenuti, siti interessanti, ecc. hanno mandato tutto all’aria per voler “sperimentare”, comprando link qua e la senza sapere costa stessero facendo e adesso si trovano a dover uscire da una penalizzazione.

Allo stesso tempo ho potuto apprezzare campagne ben gestite, che hanno portato risultati validi, solo perché a farle era un esperto che sa come muoversi.

Qualità dei siti e contenitori di guest post

Il concetto di qualità è molto relativo ed è facile cadere nel malinteso. Molti infatti si fermano ad alcune domande, quali:

  • Il sito è nella lingua dei miei contenuti?
  • Il sito è del mio settore o di un settore vicino?
  • Quali sono le metriche SEO del sito che ospiterà il mio link?
  • Posso pagare il prezzo richiesto?

Se le risposte sono soddisfacenti è possibile proseguire: sbagliato! Mancano alcune domande fondamentali, come ad esempio:

  • Come si posiziona il sito che ospiterà il post per le query di suo interesse?
  • Il sito è o è stato penalizzato?
  • Quanti link in entrata ed in uscita contiene?
  • Quali (qualità) link in entrata e in uscita contiene?

Senza queste ed altre domande rilevanti si rischia di cadere in trappola: data la continua richiesta di link e guest post infatti in molti hanno messo su dei veri e propri contenitori di questo genere di contenuti. Si tratta di siti con contenuti scarsi e di poco valore, il cui modello di monetizzazione principale si basa sulla vendita di guest post: le uniche attività sono quelle di inserimento di qualche articolo senza link per “bilanciare” i link in uscita e nella manipolazione delle metriche, che spesso avviene acquistando altri link.

Il prezzo dei guest post

Anche in questo caso devi sempre tenere a mente la difficoltà di accesso, che ora ti spiegherò brevemente. Se un guest post costa 200€, soltanto in pochi potranno comprarlo, solo chi dispone di budget corposi. Se invece lo stesso guest post costa 10€, allora saranno molte di più le persone che potranno inserire un post con link.

Un ragionamento molto semplice, che però scoperchia un mondo. Sui forum e sui gruppi Facebook infatti si trovano guest post anche a meno di 5€: questo significa che il proprietario di quel blog, per guadagnare 100€ lordi, dovrà vendere 20 guest post con altrettanti link in uscita.

Credi che basare una strategia di link building esclusivamente su questi post non esponga il tuo sito al rischio concreto di essere “scoperto” da Google? Meglio 40 link di questo genere o uno di vero valore? Meglio un mix risponderebbero in molti, ma questo è un altro discorso.

Conclusioni

Come hai potuto capire una volta ancora, l’ingrediente principale ed imprescindibile di ogni campagna di link building è la cognizione di quello che si sta facendo, del perché e del come lo si sta facendo.

Come osserva anche l’esperto link builder Carmine Di Donato, la credibilità è la chiave per una buona link building e di certo non è con i guest post da 3 euro su contenitori che diventi credibile.

Se è vero che i Guest Post possono essere un ottimo strumento in certi casi è dunque importante non cadere in trappola, farsi le giuste domande e soprattutto avere le giuste competenze per avere una visione d’insieme chiara e precisa.

Non dimenticare inoltre che un guest post è un contenuto che verrà letto dagli utenti: è importante che dica qualcosa, che sia interessante: è necessario lasciar perdere l’idea che serva soltanto per inserire un link.

Sia ben chiaro che le informazioni contenute in questo post non sono sufficienti per dare il via ad una campagna di link building, dal momento che ad essere trattata è soltanto la sfera relativa al guest blogging.

Se hai domande, dubbi o ti va di dire la tua lascia subito un commento, come sempre riceverai risposta nel minor tempo possibile.

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