Guadagnare con il Poker Online: è possibile?

Un lettore mi chiede cosa ne penso della possibilità di guadagnare con il poker online: altre volte, via commento o email, mi sono arrivate domande di questo tipo, dunque scrivo due righe proprio per trattare l’argomento guadagno col poker.

Tra il 2008 ed il 2012 in tutto il mondo, Italia compresa, è scoppiata una passione travolgente per il poker: tantissime piattaforme sono nate o hanno fatto il loro debutto nei mercati internazionali e tantissimi utenti hanno creato un conto online per giocare, con il sogno di realizzare vincite da capogiro.

Oggi il fenomeno è molto ridimensionato, ma ancora esiste un pubblico molto ampio, che si cimenta nelle varie discipline, Texas Holdem in particolare.

Ma è effettivamente possibile guadagnare bene con il poker online? Si tratta di fortuna o l’abilità può fare la differenza? Partiamo con ordine e cerchiamo di fare chiarezza.

Giocatore professionista di poker: un vero lavoro?

Qui si aprono le prime disquisizioni: è lecito parlare di lavoro, di occupazione, quando si parla di giocatori professionisti di poker online?

Da un lato bisogna riconoscere che qualsiasi attività che richiede impegno costante e dedizione può essere considerata un lavoro, dunque da questa prospettiva lo è di certo. Dall’altro però bisogna considerare che solitamente viene chiamato lavoro ciò che produce ricchezza: non è assolutamente il caso del poker online.

Nel poker online infatti c’è la componente intrattenimento, creato dalle poker room, ma dal punto di vista dei giocatori, non viene prodotto un bel nulla: si tratta di un trasferimento di denaro da utente a ad utente b.

Per ogni giocatore che vince un euro, un’altro giocatore avrà perso un euro più le commissioni applicate dalla piattaforma. Dietro l’eventuale successo di uno dunque, si cela possibilmente una grossa perdita di un altro utente, dunque di un’altra persona.

Chiarito questo punto saliente, bisogna comunque osservare che il poker, specie quando dall’online si passa al gioco dal vivo, muove tantissimo denaro, anche sotto forma di merchandising, diritti televisivi, ecc.

Vincere e guadagnare col poker: fortuna, abilità e matematica

Passiamo adesso al vivo della discussione, per capire dunque quanto incidono componenti come fortuna, analisi matematica ed abilità in generale.

Il poker non è un gioco d’azzardo come roulette ed altri giochi del genere: la fortuna ha di certo il suo ruolo, del resto si tratta sempre di un gioco di carte, che vengono mescolate e servite in maniera casuale.

Sulla singola mano o sulla singola partita la fortuna riveste un ruolo sicuramente fondamentale, ma applicando principi che fanno riferimento alla matematica, in unione alla capacità di leggere ed interpretare gli avversari, la componente fortuna viene abbattuta, anche se non è chiaramente possibile eliminarla del tutto.

Ragionare sul lungo periodo richiede una resistenza ed una concentrazione non da poco, oltre che un’adeguata preparazione e capacità analitica.

Di fatto, anche se si tratta di un gioco, lo studio e la concentrazione sono fondamentali per sperare di riuscire a raggiungere traguardi.

La vita di un giocatore di poker

Nell’immaginario collettivo la vita di un professionista del poker è fatta di auto di lusso, barche, belle donne ed esagerazioni: io ho conosciuto diverse persone che hanno fatto del poker, anche solo per qualche anno, la loro attività principale.

Certo, se arrivano soldi e successo è normale che possa arrivare anche tutto quello che scrivevo sopra, tuttavia non devi pensare che sarà così sempre.

Chi vuole guadagnare col poker infatti deve sapere che sarà esposto ad orari particolari, stress particolari e momenti frustranti, che vanno gestiti bene per evitare di esplodere.

In particolare l’aspetto più duro è legato alla necessità di mantenere sempre la lucidità e dover per forza stravolgere i ritmi di vita: i principali tornei ed in generale il maggior afflusso di giocatori è nelle ore serali e notturne: mediamente intorno alle 18 un giocatore prende posizione al tavolo e finisce quando il sole sta per sorgere.

Si può diventare ricchi con il poker?

Esistono vari esempi, anche italiani, di gente che in qualche modo ce l’ha fatta ed ha fatto soldi anche in quantità con il poker. Solitamente quando arrivano costantemente buoni risultati si ha la possibilità di ricevere le sponsorizzazioni: le poker room investono sull’immagine del giocatore sponsorizzandolo, pagando le iscrizioni ai principali e più costosi tornei e pagando anche extra.

Per dirla in modo estremamente sintetico: si, è possibile diventare ricchi col poker, ma è statisticamente molto più probabile andarci sotto, specie se si è tendenti al vizio ed incapaci di amministrare le proprie risorse.

Diverse discipline di poker

Molti oggi associano la parola poker alla disciplina texas holdem,. ma in realtà ci sono una marea di varianti. Anche all’interno della stessa variante esistono diverse modalità di gioco:

  • Sit and Go: modalità tavolo normale, da 2 a 10 giocatori
  • MTT: multi-tavolo, tanti giocatori si sfidano in tavoli da 2 a 10 giocatori, via via che gli avversari vengono eliminati i tavoli si rimescolano e si uniscono, fino al tavolo finale. Questa è la modalità che assicura montepremi più cospicui
  • Cash Game: si gioca cash, non ci sono chips ma soldi veri. Tra le varianti è la più rischiosa da un lato, ma può essere la più redditizia, a seconda del punto di vista.

Conclusioni

Tanto tempo fa anche io ero affascinato dall’idea di diventare un PPP, ossia un Professional Poker Player, tuttavia ho abbandonato presto l’idea: non ho mai amato la matematica e nel gioco non so gestire tutte le situazioni, dunque per me rimane una passione (anche se a dire il vero sono anni che non gioco).

Non ti dirò né di buttarti e provare a diventare un campione del poker, né di non farlo assolutamente: spero invece di averti dato degli elementi sui quali riflettere per fare le tue scelte. Quello che ti dico è che se decidi di cimentarti, studia da subito e stabilisci un investimento massimo: il tuo bankroll. Mantieni sempre la testa sulle spalle.

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