5 cose sul blog che ho imparato da una focaccia
Postato il February 13, 2008
Categoria: Marketing
Nel maggio del 2007 ad Altamura, in Puglia, aprì il primo McDonald’s della città. Un locale di 550mq per il gigante americano e presentazione in pompa magna. Allo stesso tempo, spinto anche da voler preservare i sapori della sua terra (famosa per la focaccia), Luca di Gesù aprì i suo panificio. Una mossa suicida a detta di molti. Come poteva un piccolo panificio combattere contro un tritatutto comeMcDonald’s? Eppure alla fine della storia, mesi dopo, McDonald’s ha chiuso i battenti e il piccolo panificio ha vinto la sua personale battaglia di Davide contro Golia.
Come succede da un po’ di tempo a questa parte ho iniziato a pensare cosa ci può insegnare questa storia circa il blogging. Non so come sia andata veramente, però posso immaginare le armi a disposizione dei due contendenti e come Luca abbia usato meglio quelle a suo favore e fare un parallelo con il blogging:
- La focaccia di Luca è di ottima qualità:
E’ facile pensare alla focaccia, che è il principale richiamo del panificio, come al contenuto del blog. L’ho detto e non mi stancherò di ripeterlo. Con contenuto di qualità, curato, pensato e prodotto come una buona focaccia artigianale, avete fatto una buona… fetta del vostro lavoro. - La focaccia di Luca è sempre calda:
Così i vostri articoli devono essere sempre freschi e attuali. Se servite focaccia stantia della settimana passata, difficilmente i vostri clienti verranno a comprarne altra. - L’attenzione di Luca è personalizzata:
Così come il gigante spersonalizza i suoi dipendenti e li obbliga a trattare tutti nello stesso asettico modo, il piccolo può dare un’attenzione più personalizzata. Far trovare la focaccia pronta al cliente fedele, chiudere cinque minuti più tardi per aspettare l’ultimo ritardatario, fare un’eccezione alla regola per accontentare qualcuno. - McDonald’s è un entità, Luca una faccia:
Chi è McDonald’s? Nessuno lo sa. Chi è Luca? Quel ragazzo dietro il bancone. Si espone in prima persona, fa sentire i clienti a loro agio sapendo che trattano con una persona come loro, non con un dipendente-automa istruito da persone che probabilmente dietro a un bancone non ci sono mai state. - I soldi non fanno la focaccia più buona:
McDonald’s potrà avere un budget illimitato ma non sono i soldi a rendere la focaccia buona. La focaccia è buona grazie all’esperienza e le doti del panettiere. Allo stesso modo i soldi non fanno un blog interessante. È il blogger a fare il blog interessante. Le sue idee, le sue capacità di stupire, innovare e far tornare la gente per saperne sempre di più.
Per i blogger esistono ancora meno rischi di quelli che ha preso Luca aprendo il suo panificio e rischiando di suo a sfidare una multinazionale. Su internet le dimensioni non contano. La grande superficie non schiaccia il piccolo commercio. Entrambi hanno a disposizione la stessa superficie: Quella del monitor. Entrambi hanno le stesse infrastrutture: Un blog. Potete sfidare chiunque se siete appassionati del vostro argomento, entusiasti e non vi abbattete se le cose a volte non vanno come vorreste. Siate audaci, puntate in alto e non abbiate timore, potete arrivare a grandi risultati con della buona focaccia.
Commenti
9 Commenti to “5 cose sul blog che ho imparato da una focaccia”
Un commento?

Una aggunta sulle regole che sono cambiate: Ricordate quella pubblicità in cui due ricchi americani vanno a comprare olio da una vecchina in Sicilia?
SignoraAmericana (vantandosi): Veniamo dall’Ohio. Abbiamo tre negozi in Ohio.
VecchinaSiciliana (in perfetto inglese): Ah, io vendo il mio olio in Ohio!
Ecco, un buon esempio.
Però prendi McDonalds.. mettilo in un centro commerciale che di per se gia genera migliaia di clienti giornalieri e vedi fuori cosa ne esce…
Potrei paragonarlo ad un network (guarda un po ne è appena spuntato uno nuovo), dove per forza di cose anche il più piccolino verrà trascinato nell’impeto dei big.
Io credo che se anche il panificio fosse nel centro commerciale il risultato sarebbe lo stesso. Possiamo vedere il centro commerciale come un portale con molto traffico, chiunque ha una sezione lì beneficia del traffico indotto.
metafora interessante, così come i commenti. In particolare Traffyk vedo che sta sviluppando delle iniziative di collaborazione tra blogger ‘artigiani’ che possono portare dei vantaggi dagli scambi reciproci senza appartenere necessariamente ad un network.
saluti luigibio
Il problema è che il panificio non avrà la forza economica per reggere le prime spese nel centro commerciale (affitto dello spazio in primis) mentre McDonalds volendo potrebbe comprare l’intero centro commerciale.
Gli vuoi proprio male al panificio, eh? Comunque per questo dicevo che il piccolo blogger (perché alla fine l’argomento è quello) rischia ancora meno di quello che ha fatto Luca Di Gesù, perché non ha (o quasi) spese iniziali e le infrastrutture sono le stesse, si può permettere sfidare una multinazionale ed avere prossibilità di batterla come mai prima d’ora è successo.
Bella la similitudine, ma alla fine è sempre la stessa storia detta in maniera diversa
@Redemption: Non so se sia stato colto appieno il significato di questo post, che non era fare una lista di qualità dei blogger, ma il fatto del piccolo blogger che sul web può competere ad armi pari anche contro una multinazionale…
in effetti non avevo colto quello… io intendevo che il piccolo blog segue meglio “i clienti “, nella multinazionale tutti sono uguali a tutti