Blogging per principianti

26

Jun

inizio

Un po’ di tempo fa ho scritto un post sui 5 errori che ho fatto appena aperto il blog. Ci sono però anche cose che ho fatto bene sin da subito. Eccovele a continuazione:

  • Iniziare senza essere esperto:
    Come già spiegato in un post passato, non c’è bisogno di essere esperti di un argomento per aprire un blog. È necessaria una conoscenza previa, però è impossibile sapere tutto di un argomento. È più importante avere voglia di apprendere e stare sempre all’erta dove c’è qualcosa da imparare.
  • Spingere i feed RSS da subito:
    Ho posto da subito in atto una politica piuttosto aggressiva (anche con l’uso del plug-in Link-a-Dink) per incrementare i lettori via feed RSS. Mi piace creare idee sempre nuove per farlo e considero i miei lettori feeddati un valore aggiunto del blog.
  • Intervistare i TopBlogger italiani:
    Ciò mi ha permesso di avere tre vantaggi immediati e molto importanti per un blogger agli inizi:

    1. Allacciare i primi rapporti sociali con altri blogger importanti.
    2. Ottenere subito contenuto interessante per i lettori e per imparare da loro.
    3. Ricevere link dagli intervistati (il post di Shor chiedendo che lo votassero ha ottenuto 78 commenti).

3 cose che si riassumono in azione, promozione e condivisione, tre pilastri fondamentali per un blog di successo. Siete d’accordo con me sul fatto che sia stato un buon inizio? Che cose buone avete fatto voi per promuovere il blog nei suoi primi giorni?

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9

Jun

dubbio

L’eterno dilemma: argomento popolare e inflazionato o argomento specifico e meno seguito? Se il dubbio amletico vi assale, queste considerazioni possono aiutarvi a scioglierlo.

Nicchia popolare
Pro:

  • Più lettori:
    Una nicchia è popolare proprio perché c’è molta gente interessata ad essa e quindi più gente che ne scrive.
  • Più networking:
    Con la quantità di blog aperti sul tema, non sarà assolutamente difficile trovare altri blogger con cui allacciare contatti.
  • Più annuncianti:
    Gli argomenti popolari sono anche quelli che vendono di più, per cui viene speso anche di più in pubblicità.
  • Più ispirazione:
    Avendo più contenuto a tema da leggere, ci sarà più possibilità di trovare l’ispirazione per il proprio blog.

Contro:

  • Più difficile emergere:
    Il fatto che ci sia più concorrenza implica anche il fatto che sarà più difficile farsi notare dai lettori.
  • Più difficile essere originali:
    Con una mole sempre più grande di blogger che scrivono di tutto da tutti i punti di vista, essere originali è più difficile.
  • Più stress:
    Specialmente in un blog di notizie, bisogna essere veloci e onnipresenti, per battere sul tempo la concorrenza.

Nicchia esclusiva
Pro:

  • Lettori più fedeli:
    Se scrivete di un argomento molto specifico, attirerete lettori molto interessati e che si convertiranno presto in lettori fedeli.
  • Più possibilità di essere considerati esperti:
    È più facile essere esperti in un argomento ristretto che in uno molto vasto.
  • Annunci più mirati:
    Se l’argomento non spazia, per AdSense sarà più facile mostrare annunci a tema.

Contro:

  • Più difficile trovare lettori:
    I lettori saranno più fedeli ma sicuramente saranno anche meno numerosi, vista che l’argomento è meno popolare e conosciuto.
  • Più difficile trovare contenuto:
    Se scrivete di informatica, turismo o tecnologia avrete sicuramente più cose da scrivere che se lo fate di vino Chianti.
  • Meno possibilità di fare networking:
    Se la vostra nicchia è poco popolata, non avrete altri blogger con cui condividere, da cui apprendere e con cui fare due chiacchiere a tema.

Giovani blogger: vi ho schiarito un po’ le idee? Blogger navigati: Siete d’accordo con me? Pensate mi sia sfuggito qualche aspetto?

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24

Feb

scelta

E cosi vuoi un blog? E di cosa scriveresti?

Vi siete finalmente decisi ad aprire il vostro blog o volete aprirne un secondo (o terzo…)? Prima di decidere l’argomento, fatevi queste domande:

  • Cosa vi piace?
    Ho già scritto in passato del fatto che dobbiate dare ascolto ai lettori e dar loro cosa vogliono. Nella scelta di un argomento per il vostro blog però, non fatelo. Questo è l’unico momento in cui dovete pensare a voi più che ai vostri (potenziali, in questo momento) lettori. Forse sarete tentati di bloggare sull’ultima moda del momento o su un argomento molto richiesto, ma se non siete veramente appassionati di quell’argomento, non fatelo. Deve essere qualcosa che piace a voi in primis e di cui siete appassionati. Deve essere qualcosa di cui vi vedete scriverne il prossimo anno, o per i prossimi due.
  • Siete esperti?
    In realtà non c’è bisogno di sapere assolutamente tutto sull’argomento di cui scriverete. È più importante saper divulgare ciò che sapete e ciò che apprenderete nel tempo.
  • È un argomento può piacere anche ad altri?
    Sarebbe fantastico trovare un argomento che vi piace, che è “popolare” e di cui nessuno ancora scrive. Purtroppo le probabilità che questo accada sono molto remote. È molto più probabile che sia un argomento di cui molti blogger già scrivono. Valutate la possibilità di “deviare” leggermente da esso o di specializzarvi in una sottocategoria; con la quantità di lettori in Internet, anche una piccola parte è sempre un buon numero.
  • La concorrenza com’è?
    Se volete successo col vostro blog, dovrete fare i conti con la concorrenza. Analizzate i blog di riferimento del settore e la quantità di altri blog che li emulano. Potete fare meglio della media? Riuscireste a crearvi una fetta di lettori affezionati? È una domanda molto difficile da rispondere e probabilmente lo saprete solo dopo aver iniziato. Anche qui però, se la concorrenza è molta, potete trovarvi una sottocategoria poco coperta, sempre ammesso che sia qualcosa che vi piaccia e di cui vi appassioni scriverne.
  • C’è abbastanza da scrivere?
    Fate un esperimento: una volta scelto l’argomento potete tirare fuori argomenti per 10 post senza sforzo? Se sì, allora probabilmente è un argomento con contenuto. Iniziare con un buon numero di post è comunque una cosa da fare assolutamente, per cui è anche un buon esercizio per i primi giorni. Controllate anche la possibilità di trovare altre fonti oltre al vostro conoscimento della materia come libri, riviste, altri blog ecc.
  • Si può guadagnare con l’argomento?
    Se volete guadagnare con il vostro blog, prima di piazzare annunci AdSense a destra e a manca cercate di capire cosa funziona meglio. Alcuni argomenti avranno maggiori guadagni con il PayPerClick, altri con le affiliazioni, altri ancora con la vendita diretta di pubblicità, altri vi faranno guadagnare indirettamente tramite consulenza o lavori a progetto. Attenti a dare un’immagine poco professionale ai potenziali datori di lavoro con dei banneroni in flash in prima pagina…

Siete d’accordo sulla scelta delle domande da farsi? Ne aggiungereste qualcuna? Siete in disaccordo su qualche punto della lista? Come avete scelto l’argomento del vostro blog?

30

Jan

ben_s_eyesQualche tempo fa avrei risposto alla domanda del titolo con “Sì, iniziate subito perché, tanto, male non fa”. Ultimamente però ho avuto modo di riflettere su questo concetto parlando con amici e colleghi sull’apertura di nuovi blog ed ho trovato delle controindicazioni al voler a tutti i costi monetizzare il blog dal primo giorno in poi.

Perché è meglio non monetizzare il blog da subito?

  • Il tempo usato per organizzare la pubblicità vi sottrae tempo per scrivere contenuto di qualità.
  • Se usate AdSense (scelta obbligata per i nuovi blog appena aperti) il CTR sarà molto basso i primi giorni con il rischio che tutti gli annunci di tutti i blog/siti che avete saranno afflitti da smart pricing (abbassamento drastico del CPC).
  • L’esperienza del visitatori che arrivano per la prima volta (moltissimi, visto che il blog è nuovo) è migliore, senza la pubblicità a disturbare.
  • Gli eventuali soldi persi saranno minimi, non sufficienti per far riconsiderare le motivazioni espresse nei punti anteriori.

Ma allora quando si dovrebbe iniziare a considerare il posizionamento di qualche annuncio?

Non c’e`una formuletta per cui si dice “arrivati a x lettori di media, mettete la pubblicità”. Dipende dal blog, da chi lo legge, da quanto pagano gli annunci, dal CTR che si riesce a stabilire. Se mi puntate una pistola alla testa e mi obbligate a dire una cifra, come minimo per qualsiasi blogger che vuole usare AdSense direi sui 200 lettori di media al giorno. È un numero sufficientemente elevato per generare clic e anche un segnale che il blog è cresciuto più di quanto avrebbe fatto fisiologicamente (ossia che lo state facendo crescere voi). Ovviamente parlo di un blog in italiano, particolare importante.

Quindi bisogna dimenticarsi della pubblicità all’inizio e buttarsi solo sul contenuto?

Sì… e no. Concentratevi sulla crescita del blog, sul contenuto, il social netwrking, farvi conoscere ecc., ma se vorrete un giorno, arrivati a un certo numero di lettori, monetizzare, dovete comunque considerare come e dove inserire la pubblicità. Per fare un esempio pratico: su questo blog all’inizio non avevo pubblicità (sì, ho cambiato idea due volte su questo argomento) per cui usavo un layout a due colonne. Sono però stato previdente perché il mio tema è fornito sia con il layout a due colonne che con quello a tre, per cui nel momento in cui ho voluto posizionare AdSense mi è bastato cambiare di layout ed ho ottenuto spazio addizionale per integrare la pubblicità senza cambiare il Look&Feel del blog. Quindi, se volete non monetizzate da subito, ma assolutamente pianificate da subito dove metterete la pubblicità o dovrete in alcuni casi stravolgere il tema o cambiarlo del tutto per avere più spazio da dedicare agli annunci.

Voi cosa ne pensate? Avete monetizzato il blog sin dalla nascita? Avete avuto le idee chiare da subito o (come me) avete cambiato idea più di una volta in materia? Avete pianificato dal primo layout l’inserimento degli annunci?

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9

Jan

dominioVi propongo un esperimento: andate sul sito di un registrar di domini (per e sempio Arsys.es che ha una ricerca comoda), nella sezione di verifica della disponibilità di un dominio. Posizionatevi nella casella dove inserire il nome di dominio da verificare. Ora prendete (letteralmente) a pugni e manate la tastiera. Uscirà qualcosa tipo (prendo a manate e pugni la tastiera) jgxklul. Fatto? Ora cancellate tutti i caratteri tranne i primi 4 (eliminate anche numeri e caratteri non alfanumerici se ci sono) e verificate la disponibilità di ciò che rimane. Il 99% delle volte il .com del risultato sarà occupato, come succede, appunto, per jgxk.com.Un buon dominio è oro. Un buon dominio corto è oro e diamanti. Molti blogger alle prime armi non se ne rendono conto (è successo in parte anche a me, con un dominio troppo lungo) ma il nome di dominio dovrebbe reggersi su delle regole fondamentali. Vediamo insieme com’è un buon nome di dominio:

  • Corto:
    Massimo sette lettere. Otto se è una parola molto comune e facile da pronunciare. Ormai molto difficile da trovare.
  • Deve suggerire la natura del prodotto o servizio:
    Se cercate un prodotto o servizio, tra due blog, uno col nome del prodotto nel dominio e l’altro con un nome generico, quale scegliereste? Facendo una rapida ricerca nelle prime posizioni di Google per “nokia phones”, ho trovato supercellulari.it e carloneworld.it. Su quale clicchereste?
  • Facile da scrivere e da pronunciare:
    Se avete un bel nome ma poi gli utenti non sanno scriverlo o non sanno come si scrive è un nome che non server. Insomma meglio Nietzsche.it o Filosofi.it? Evitate anche parole che si possono scrivere in due modi: anche qui ho trovato che Telecom Italia ha un sito che si chiama Telecomfuturecentre.it. Se si va su Telecomfuturecenter.it (centre=inglese, center=americano) da l’errore “Indirizzo non trovato”. E cliente che non trova. Se proprio non potete farne a meno comprate entrambi i domini e ridirigetene uno. In generale, se dovete puntualizzare come è scritto il dominio quando lo dite a voce, evitatelo. Per lo stesso motivo evitate trattini e caratteri tipo la ñ (sì, è ammessa).
  • Possibilmente che contenga una keyword:
    Beneficioso per la SEO, ma neanche troppo. Qui non ci aiutano a capire i vari eBay.com, BoingBoing.net, DoshDosh.com ecc.
  • Massimo due parole:
    Visto che è difficile trovare un dominio corto ed efficace si può aggiungere una seconda parola. In questo caso propongo un prefisso o suffisso generico. Tipo Pro, Blog,Tech, New ecc.
  • Nel dubbio, .com:
    Se non sapete che estensione scegliere e la .com è disponibile, non abbiate dubbi. Potete optare per la .net nel caso di un blog tecnico o .org nel caso si una organizzazione o se volete dare un’impronta più da community. Se avete un buon blog conosciuto con dominio .net e qualcuno registra il .com si porterà via una bella fetta di traffico. Evitate come la peste .info, .name o .biz, solitamente usati da siti di spam/scam
  • Attenti al copyright:
    Il timbrificio Armani ha perso la causa contro Giorgi Armani per Armani.com anche se aveva comprato il dominio prima e aveva ragone di usarlo. Non si scherza col copyright e non sempre le sentenza sono le più logiche Insomma, il tempo del cybersquatting (comprarenomi di dominio commerciali per poi rivenderli alla aziende propietarie del nome, di moda nei primi anni ‘90) è finito. Un buon dominio è un dominio unico.

Per finire, non pensate che un buon nome di dominio sia una cosa che riguarda solo chi vuole aprire un blog o sito. La maggior parte dei grandi blogger ha un buon portfolio di nomi da cui attingere per nuovi progetti o per incassare dalla loro vendita. Anche in Italia il mercato dei domini è florido, basta andare su AlVerde.net nell’apposita sezione per vedere le cifre che girano. E poi tutti sapete dei 14 milioni di dollari pagati per Sex.com e i recenti 2 milioni per Pizza.com, no?

Vi sembrano corretti i miei consigli per un buon nome di dominio? Aggiungereste qualcosa? Avete pensato un buon nome di dominio ma ancora non l’avete registrato? Ditemelo :twisted:

johnchow

8

Dec

Ogni tanto mi piace scrivere post per blogger principianti.  Quando ho iniziato il blog ci sono state delle cose che mi sono risultate ostiche o poco chiare e i blog che mi hanno aiutato sono stati tra i primi ad entrare nel mio feed reader e i più frequentati per i commenti. Ho commesso molti errori anche, questo post è un piccolo aiuto ai blogger alle prime armi perché ne commettano il minor numero possibile:

  1. Aprire il blog con un solo post:
    Quando aprite un blog avrete poche viste i primi giorni. Se presentate un solo post, magari di benvenuto o annunciando solo che il blog è aperto, quelle poche visite avranno pochi motivi per ritornare. Scrivetelo se volete ma aggiungete dei post solidi, utili e ben scritti per far vedere ai visitatori che contenuto troveranno giorno dopo giorno. Dovreste aprire il blog con i vostri migliori post per attirare lettori e farvi linkare da subito.
  2. Variare la frequenza di posting:
    Almeno all’inizio scegliete una frequenza di pubblicazione e non cambiatela. Non deve per forza essere una volta al giorno (anche se all’inizio è raccomandabile per fidelizzare alcuni lettori), potete postare meno spesso, ma siate regolari per invogliare i lettori a visitarvi quando si aspetteranno un post da voi.
  3. Cambiare il tema del blog senza cambiare la tag line:
    Può capitare che apriate un blog e iniziate a scrivere su di un tema, ma con il trascorso del tempo vi accorgiate che vi piace più scrivere su un altro argomento. Non c’è problema, il blog è ancora giovane e forse perderete alcuni lettori (pochi, visto che siete agli inizi), ma almeno non sarete costretti a scrivere su una cosa che non vi piace e ne guadagnerete voi e il blog che sarà scritto con più passione. Se lo fate dovete però avvisare i lettori del cambio e cambiare il titolo del blog se non coincide con il dominio (es.: Il blog è parte di un portale o il dominio è il vostro nome e il blog è più specifico) e la tag line. Potreste ritrovarvi con un blog con un nome che non c’entra nulla e una tag line fuorviante, non il massimo per farsi conoscere.
  4. Scegliere il template frettolosamente:
    Non scegliete il tema solo in base a colori o design impressionanti. Il tema deve essere funzionale. Vi servono 2 o 3 colonne? I temi stile rivista sono molto belli da vedere, ma vi servono? Sapete gestirli? Il tema che avete scelto è facilmente personalizzabile? Se serve, fate uno schema prima di come volete gestire i contenuti e poi cercate il tema adatto (ammesso che non vi facciate fare un tema su misura).
  5. Formattare male i post:
    Scrivere su di un blog non è solo mettere parole di senso compiuto una dietro l’altra. Leggere su di uno scherno è faticoso, il lettore ha fretta, vuole contenuto ed è abituato ad averne tanto e in poco tempo. Se si trova di fronte ad un blocco di testo senza punti di riferimento che gli facilitino la lettura e senza formattazione adeguata (liste puntate o numerate, paragrafi ecc.) che gli permetta scansionare il post per trovare prima quello che cerca, si sentirà sopraffatto e preferirà andarsene ad affrontare la lettura.
  6. Riempire il blog di annunci e banner vari:
    Avete un blog e vi siete iscritti a vari circuiti e network, magari lo hanno anche segnalato su un aggregatore e partecipate a un social network… ma dovete per forza dirlo a tutti? Bannerini, icone, foto del vostro gatto, quanto vale il blog, quante persone sono online al momento, le previsioni meteorologiche per i prossimi 5 giorni… a cosa servono?!? Probabilmente pensate che più cose ci sono nella sidebar e più il blog sembra “movimentato”… scrivete contenuto valido ed originale e lasciate in pace la sidebar, il blog diventerà movimentato e migliore in questa maniera.
  7. Essere anonimi:
    Scrivere “Noi di questo blog” quando si è soli a scrivere. Commentare con admin o con il nome del blog. Non far capire da dove si scrive. Non dare informazioni personali. Capisco che qualcuno può essere timido e non vuole farsi vedere, ma almeno usate il vostro nome e se siete da soli, ditelo. Tra l’altro aiuta anche a far sentire i lettori più a loro agio nel blog.
  8. Copiare altri blogger famosi:
    Probabilmente avete aperto il blog perché vi siete appassionati ad un tema leggendo un blogger famoso. Probabilmente è un vostro idolo. Pensate che se lui fa una cosa va fatta anche da voi. O copiata. Prendete spunto dai blog famosi, ma non copiateli. Soprattutto non imitatene lo stile se non vi appartiene, ne i contenuti. Va bene farsi ispirare e studiare i blog con successo ma se li copiate non state facendo un favore al vostro blog, né vi state facendo un buon nome online.
  9. Perdere troppo tempo dietro le statistiche:
    Ve lo dico io. Le vostre statistiche all’inizio sono brutte. Non può essere altrimenti. Le visite sono poche e i guadagni, se ne avete, anche. È inutile guardare le statistiche ogni 5 minuti appena aperto un blog. Concentratevi sul contenuto e sulla promozione, avere brutte statistiche all’inizio è normale e se state lì a guardarle oltre a farci perdere tempo può demoralizzarvi. All’inizio non le controllate, concentratevi su cose più importanti.
  10. Aspettarsi il successo immediato:
    Avere successo con un blog non è una cosa immediata. Serve lavoro, costanza, passione e… tempo. Non vi aspettate che per il solo fatto di aprire il blog e scrivere più o meno costantemente il successo sarà automatico. “Diventa Ricco Subito Lavorando Poche Ore Al Giorno Da Casa” è solo un brutto slogan per siti poco seri. Io più che altro direi “Diventa ricco lentamente dedicandoti anima e corpo al blog”. Suona meglio, ecco.

Commettete questi errori? Siete già blogger grandicelli ma continuate a commetterne qualcuno? Aggiungereste qualcosa a questa lista? Se pensate ai vostri inizi quale errore vorreste non aver commesso?

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