Marketing

4

Sep

iltuonomequi

“Fabio, ho deciso di aprire un blog. Non so che nome dargli… e se usassi il mio nome?”. La domanda me l’ha fatta un mio amico alcuni giorni fa. Non gli ho dato una risposta secca perché l’argomento è complesso, gli ho però presentato questa lista di pro e contro:

Pro:

  • Se fossi già famoso, attirerebbe traffico:
    Non dico famoso a livello mondiale o nazionale, ma puoi essere famoso nel mondo del tuo blog, per cui sarebbe facile associare il tuo nome al tema del blog.
  • Ti promuove a livello personale:
    Ci sono blogger che usano il blog come uno strumento di promozione personale. Molti lo usano come vetrina per mostrare i propri lavori, dimostrare di essere esperti in un argomento per poi fare consulenza o promuovere se stessi come una marca, aldilà del blog.
  • Se è il tuo blog personale…:
    Se il tuo blog è personale ed incentrato su te stesso (anche se in questo caso non credo abbia bisogno di marketing), la scelta più naturale è chiamarlo con il tuo nome.
  • Un nome peculiare si ricorda meglio di alcuni nomi generici:
    Il nome che hai pensato o le keyword che vuoi usare sono occupate? Hai un nome facile da ricordare, talmente strano da risultare impattante, potresti considerare usarlo invece di un nome anonimo o difficile da far capire.

Contro :

  • Non si capisce subito il tema del blog:
    Sapresti dirmi solo dal nome di cosa trattano JohnChow.com, SkellieWag.org o StevePavlina.com? Loro sono famosi lo stesso, ma sapresti fare lo stesso tu?
  • È più difficile da ricordare:
    Manzini… no, Manzetti…come era? Ah! Manzoni! Forse…
  • Può essere soggetto ad errori tipografici:
    Non c’è un dizionario dei cognomi, ci va la doppia? Non ci va? Era con la “o” o con la “u”? All’estero poi non saprebbero fare lo spelling del tuo cognome.
  • Non ha mercato:
    A meno che non trovi qualcuno con il tuo stesso nome, non ha senso che ti comprino il dominio o il blog.
  • Vuoi rimanere anonimo?:
    Sembra che ultimamente la privacy in rete sia impossibile, ma so che non ti piace esporti tanto.
  • Non aiuta la SEO, non avendo keyword:
    Il tuo cognome non è una keyword, rende più difficile la scalata alle SERP.

Voi siete pro o contro? Avete altre ragioni a favore o meno da aggiungere? Blogger che avete chiamato il blog con il vostro nome, siete soddisfatti della vostra scelta? Come la motivate?

Categorie: Marketing

2

Apr

raggiungereCi sono alcuni segnali che vi dicono che il vostro blog sta stagnando in un livello e che avrebbe bisogno di una scossa per continuare a crescere:

  • Le visite non aumentano da alcuni mesi
  • I lettori via feed RSS crescono più lentamente
  • Appaiono pochi commentatori nuovi
  • Le entrate AdSense sono leggermente sotto la media

Non c’è da preoccuparsi troppo. I blog vanno incontro a cicli ed è quasi fisiologico che di tanto in tanto (la frequenza varia da blog a blog e da blogger a blogger) c’è una piccola sosta, indipendentemente dai numeri. Le visite non calano ma si mantengono, vi risulta difficile riuscire a strappare quel centinaio di lettori in più; i lettori via feed non crescono e nei loro alti e bassi non superano mai una determinata soglia; i commentatori sono sempre i soliti fedelissimi e alcuni non tornano da molto tempo; per ultimo le entrate sono leggermente inferiori al solito, per il fatto che i lettori conoscono bene il layout ormai.

Cosa vogliono dire questi segnali?

Il blog vorrebbe crescere (infatti non ha calato né i visitatori, né i lettori via feed, né i commentatori) ma non ci riesce perché non allarga il proprio orizzonte. Il blog è chiuso in un piccolo cerchio, fatto dei suoi lettori fedeli di sempre, commentatori abituali e tutti i tentativi di promozione, che prima attiravano lettori, ormai raggiungono ormai solo chi già legge il blog.

Il blog ha bisogno di “uscire” da questo cerchio e raggiungere altri potenziali lettori. Gli inglesi direbbero che state preaching to the converted, predicando ai convertiti. Se non “uscite”, farete conoscere il blog (predicherete) solo a chi già lo conosce (i convertiti). Ma come si “esce” dal circolo del proprio blog?

  • Scrivete guest post:
    Il metodo più facile. Se riuscite a farvi accettare buoni post da un blog più famoso del vostro, i lettori vi conosceranno e, se ve lo meritate, torneranno spesso a trovarvi.
  • Fate sentire la vostra voce:
    Se nessuno vi ascolta, urlate più forte. Qui urlare sta per far sentire la propria voce con opinioni forti e decise, magari in controtendenza. Non fatelo solo per farvi notare, non fate il bastian contrario per partito preso. Portate il discorso verso argomenti su cui avete un’opinione forte, più che crearvene una ad arte su un argomento qualsiasi
  • Intervistate blogger famosi:
    Se fate una buona intervista, c’è buona probabilità che il blogger intervistato vi linki, facendovi conoscere al suo pubblico. Più il livello del blogger è simile al vostro, più sarà probabile i link, fino al blogger inferiore al vostro livello ce vilinkerà sicuramente.
  • Fate linkbaiting:
    Non è facile fare linkbaiting ma se ci riuscite i link sono assicurati. Shoemoney e John Chow sono molto bravi in questo, andate e vedere alcuni esempi. Ieri è stato un giorno perfetto per il linkbaiting, potendo scrivere le notizie più assurde e inverosimili , che portano sempre buoni link.

Allora, siete pronti a portare il vostro blog al seguente livello? Siete d’accordo con il fatto che i blog stagnano perché non “escono” dal circolo ristretto in cui sono? Avete alcune “tecniche per uscire” che non ho menzionato qui?

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3

Mar

blog_aziendale

Sia che siate i proprietari di un negozietto all’angolo della strada che i CEO di una grande compagnia, ci sono varie ragioni per cui il vostro business trarrà giovamento da un blog aziendale, e vari modi di gestirlo. Senza voler sostituirmi al bravo Alessandro Cosimetti di BlogInAzienda , eccovi alcune considerazioni sparse sui blog aziendali:

Perché è bene avere un blog aziendale?

  • “Umanizza” l’azienda:
    Grazie al blog e ai blogger aziendali coinvolti nel progetto, la vostra azienda avrà, agli occhi di clienti e lettori, una persona come interlocutrice e non sarà percepita come qualcosa distante e poco propensa ad avere un rapporto con loro. Ne guadagnerete anche in fiducia e simpatia.
  • Da feedback immediato:
    Grazie ai commenti ai post e al rapporto stretto che si crea tra blogger e lettori, si può avere un parere immediato su prodotti e iniziative dell’azienda.
  • Rende autorevoli:
    Scrivere molto spesso sul campo in cui l’azienda opera, facendo conoscere la propria opinione e il proprio know-how, rende l’azienda autorevole in quel campo.
  • Attrae facilmente nuovi clienti:
    Grazie al formato facilmente godibile, agli aggiornamenti frequenti e alla possibilità di fidelizzare i lettori, il blog può trasformarsi in un ottimo strumento promozionale per i vostri affari. Oltre a posizionarsi generalmente meglio dei siti nei motori di ricerca

Per rendere tutto questo più efficace c’è bisogno di alcune cose fondamentali:

  • Cosa cercate?: Non aprite il blog solo perché ce l’ha la vostra concorrenza o perché avete sentito dire che è la moda del momento (ormai da qualche anno…). Cosa volete ottenere? Qual’è lo scopo del vostro blog? Attirare clienti? Posizionarvi nel vostro mercato? Offrire supporto tecnico? Far conoscere le ultime novità del vostro mercato? Scrivete con una strategia ed un obbiettivo in mente.
  • Il blogger: L’ideale sarebbe che scrivesse il CEO (o il proprietario). Oltre ad essere il più autorevole esponente della compagnia è anche quello che sa meglio cosa può dire e cosa no e quando.
  • Gli aggiornamenti: Se decidete aprire un blog aziendale dovete essere sicuri che ci saranno aggiornamenti costanti e  di qualità.Non c’è nulla di peggio che un blog aziendale, specchio dell’azienda in rete, abbandonato a se stesso.
  • Il contenuto: Qui spetta a chi scrive. L’unico consiglio che mi sento veramente di dare è di non rendere il blog un mero veicolo promozionale e renderlo del tutto simile a un volantino pubblicitario. È un modo per entrare in stretto contatto con i clienti, attuali e potenziali, sfruttatelo come tale.
  • Il tocco personale: Si può risultare freddi anche avendo un colloquio con i lettori. Siate più rilassati, “slacciate la cravatta”, scrivete in maniere semplice e instaurate con i commentatori un rapporto amichevole (dirigetevi a loro per nome, mandate mail personalizzate, ricordate informazioni che vi hanno detto in passato…)

E per renderlo ancora più utile, attenti a queste ultime considerazioni:

  • Non dimenticate una pagina “Chi siamo”: È possibile che grazie al blog alcune persone che non vi conoscevano, arrivino sulla vostra pagina. È la vostra occasione per guadagnare un cliente, fate sapere chi siete e cosa fate, la prima regola della pubblicità
  • Abilitate i commenti: E fate conoscere la vostra policy (moderazione, tempi tecnici…). I blog non sono soliloqui, sono colloqui a più persone e la loro forza sta proprio in quello. Per i monologhi ci sono i siti.
  • Offrite abbonamento ai feed RSS: E posizionatelo ben visibile nel blog. La possibilità di fidelizzare un lettore/cliente è una delle cose più importanti che offre un blog.

Allora, vi ho convinto del fatto che la vostra azienda ha bisogno di un blog? Vi sembrano esaurienti le mie considerazioni?

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Categorie: Marketing

15

Jan

che_ci_guadagnoC’è una domanda che si fanno i lettori non appena hanno posato gli occhi sul vostro blog per la prima volta “E io, in cambio della mia attenzione, cosa ci guadagno?”

È una domanda lecita. Con la grande quantità di blog su qualsiasi argomento perché devono fermarsi proprio sul nostro blog? Come li convinciamo a restare e darci un po’ di attenzione? Con cosa la barattiamo?

La prima cosa che mi viene in mente per farmi dare attenzione da un lettore è dargli qualcosa di utile in cambio. Risolvergli un problema, dargli un consiglio utile o segnalargli quel servizio che da tanto tempo stava cercando. E questo si può fare solo in un modo. Scrivendo post utili. Riempiendo il blog di post utili. Sapendo cosa cerca il lettore e dandoglielo sotto forma di un’informazione utile. Come disse Hannibal Lecter a Clarice Starling, quid pro quo.

I lettori possono darci la loro attenzione in cambio di un post utile, ok. È un operazione laboriosa però, e a rischio perché il lettore potrebbe anche non fermarsi a leggere un post. Come altro possiamo fargli capire, ancora prima, che devono fermarsi sul blog? Dicendogli chiaro che tipo di blog stanno leggendo. E qui entrano in gioco tre parti fondamentali del blog:

  • Il titolo/nome di dominio:
    Che deve dare subito un’idea dell’argomento del blog. Un “chi sei, cosa fai”.
  • La tag-line:
    Che rafforza il concetto e lo amplia leggermente. Una frase possibilmente simpatica, un gioco di parole, che acchiappa (l’inglese catchy rende meglio l’idea). Se non sapete essere catchy siate almeno espliciti.
  • La pagina “About”:
    Attenzione scrivo “About” e non “Chi sono”. La pagina About (oltre a dare informazioni sull’autore) descrive il blog, cosa offre, a chi si dirige, perché dovremmo leggerlo ecc.

Questi tre punti serviranno per catturargli progressivamente l’attenzione. Dall’alto al basso dal grande al piccolo Titolo –> Tag line –> About, un colpo d’occhio del blog nel minor tempo possibile. Sono le prime cose che un lettore che si domanda “E io che ci guadagno a stare qui?” vedrà e per questo devono rispondere a questa domanda. Se queste parti mancano o sono poco chiare il lettore non saprà cosa poter avere in cambio (quid pro quo) e abbandonerà il blog per andare da un altra parte dove sentirà di poter fare uno scambio proficuo per lui e per il blog a cui cede la sua attenzione.

Qualsiasi cosa facciate: aprire un blog, scrivere un post, lanciare un servizio, vendere un prodotti, segnalare uno strumento rispondete alla domanda dei lettori “E io cosa ci guadagno?” e non sbaglierete.

E voi? Cosa date in cambio dell’attenzione dei vostri lettori?

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Categorie: Marketing

13

Jan

aspettativaAvete notato nei giorni passati il banner a fondo pagina? Quello dell’intervista a John Chow? E quello di oggi? Sono parte di una nuova strategia che sto provando. Si tratta di pubblicizzare il contenuto dei futuri post con alcuni accorgimenti, per creare aspettativa nei lettori.

Perché è bene creare aspettativa nei lettori?

Partendo dal presupposto che non bisogna crearla ad arte, ossia non bisogna crearla se non c’è un motivo che lo giustifichi, c’è un indubbio vantaggio nel farlo: un lettore intrigato dal futuro contenuto di un post è un lettore che ritorna. Più e più volte. Sappiamo tutti quanto è importante che i lettori ritornino sul blog dopo la prima visita e anche che un lettore che ritorna spesso molto probabilmente si abbonerà ai feed RSS.

Vediamo come pubblicizzare i post per creare aspettativa:

  • Mettete un banner a fine post:
    Come nei giorni passati e come oggi. Possono essere espliciti (quello dei giorni passati) o enigmatici (quello di oggi… a cosa sarà riferito? :twisted: ). Un banner attira molto l’attenzione e incuriosirà sicuramente i lettori. È una strategia che non ho visto in nessun blog, sono curioso di vedere se funzionerà. Vi assicuro che non è uno stratagemma per farvi tornare, c’è una grossa novità dietro quel banner… Personalmente metto i banner solo annunciando post che prevedo saranno molto seguiti e apprezzati, non per tutti perché altrimenti l’effetto sarebbe smorzato.
  • Pianificate le pubblicazioni:
    Se a inizio settimana (o mese) avete una bozza di ciò che scriverete nei giorni a venire, potete renderla pubblica in un post apposito o nella sidebar, per far sapere ai lettori il contenuto che vedranno in futuro. Scrivete i titoli dei post e cercate di renderli più interessanti e appetitosi possibili, a nessuno piace leggere post noiosi o poco interessanti. In questo caso potete farlo con tutti i post, state dando un’informazione senza creare clamore e saranno i lettori a decidere se tornare o meno, dipendendo dall’argomento dei post.
  • Scrivete una serie di post:
    Una serie crea aspettativa immediata perché si crea la necessità di leggere le parti mancanti. Attenzione: non ingannate i lettori. Post che potrebbero essere scritti in una sola volta, difficili da spezzare in due o che offrono informazione interessante solo nella seconda parte (creando una prima parte solo di pubblicità alla seconda) andrebbero evitati. Create una serie solo se è meglio per i lettori crearla (es.: per motivi di tempo o per assimilare meglio i concetti uno alla volta)  e curandovi che comunque tutti i post abbiano informazione importante all’interno.
  • Fate test e rivelate i risultati:
    A parte le buone informazioni che sempre si ricavano da un test condotto sul campo, promettendo ai lettori qualcosa che si potrà compiere solo nel futuro, creerete l’aspettativa di “sapere come va a finire”, uno dei modi più efficaci di farli tornare.

Voi create aspettativa nei lettori? Siete d’accordo che non bisogna crearla “ad arte” o comunque “la pubblicità è l’anima de commercio” e andrebbe creata comunque? Credete che un banner a fine post sia un buon veicolo di aspettativa per i futuri post? Quali altri metodi vi vengono in mente?

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Categorie: Marketing

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15

Dec

marketingÈ un grande piacere per me presentarvi una nuova collaboratrice del blog, Bea. Bea lavora alla gestione di un dipartimento di marketing in una grande multinazionale spagnola delle telecomunicazioni. Ha accettato di condividere la sue esperienze e il suo know-how per questo esauriente articolo sul marketing.

Quando una persona decide iniziare un blog, al margine del conoscimento tecnico, utilizza in forma cosciente o incosciente le stesse regole che utilizzerebbe il dipartimento di marketing di una grande azienda quando lancia un prodotto al mercato.

Queste regole sono semplici e si basano su quelle che nel mondo aziendale si conoscono come le “4 P” del marketing:

  • Prodotto (Product)
  • Prezzo/Valore (Price)
  • Comunicazione (Promotion)
  • Distribuzione (Placement)

Conoscerle e tenerle a mano può esservi di grande utilità per ordinare le vostre idee e garantire che inizierete l’avventura senza dimenticare gli aspetti più importanti e che, senza dubbio, vi aiuteranno a raggiungere il successo che cercate.

Approfondiamo queste quattro chiavi per vedere in cosa consistono:

1. Prodotto (Product):

Quando una azienda decide lanciare al mercato un determinato prodotto, prima ha realizzato un’esauriente analisi di:

  • Il pubblico al quale mi dirigerò, come sono le persone che compreranno il mio prodotto (nel nostro caso, leggeranno il mio blog), che necessità hanno (che cercheranno, cosa li interesserà a parte di ciò che scriverò).
  • Cosa posso offrire che soddisfi quelle necessità (che contenuto devo includere, come deve essere lo stile di redazione, che pubblicità possa interessargli di più)?
  • Che concorrenza esiste nel mercato per questo prodotto (ci sono blog che trattano già questo argomento? Sono forti? Quale è stata la loro strategia?)?

Con queste tre variabili si definisce il prodotto che si lancerà al mercato (quale contenuto, con che formato, con che frequenza…) e che risponderà a una opportunità di affari per entrambe le parti (i clienti guadagnano perché trovano quello che cercano, io guadagno perché offro ciò che vogliono comprare/sapere e posso farlo in modo che avrò qualcosa in cambio).

2. Prezzo/Valore (Price):

Forse questo è il punto in cui è meno ovvio trovare una corrispondenza tra una ditta di consumo e un blog. Qual’è il prezzo del nostro servizio se i lettori non pagano nulla a priori per accedere e leggere il contenuto?

Le aziende calcolano il prezzo che ottimizzerà i loro guadagni. Come? Le entrate dipendono dalla quantità di vendite e dal prezzo unitario. A prezzo maggiore, generalmente (non succede con articoli come il tabacco per esempio), maggiore quantità venduta. Le aziende cercano il prezzo che con una determinata domanda fa che le entrate siano le maggiori possibili. Se abbassassero il prezzo venderebbero di più, però guadagnerebbero meno. Se lo aumentassero, venderebbero meno e guadagnerebbero anche meno perché il prezzo maggiore per unità non bilancerebbe la caduta delle vendite. Dobbiamo trovare il giusto compromesso tra prezzo e quantità venduta.

Noi vogliamo guadagnare soldi con il nostro blog, anche noi cerchiamo un beneficio economico. Come lo ottimizziamo? Gestendo bene la pubblicità che inseriamo nelle nostre pagine. Se un lettore deve cercare cosa gli interessa tra molti annunci, se lo obblighiamo a chiudere molte finestre emergenti di pubblicità, probabilmente si stancherà e non sarà disposto a pagare “il prezzo che chiediamo” per essere nostro lettore. Cercherà blog di più facile accesso (che probabilmente faranno più guadagni del nostro nonostante “il prezzo che chiedono” sia minore).

Certamente quanto più valore troverà nel contenuto, maggiore sarà il prezzo che sarà disposto a pagare per accedervi.

Cercate sempre la combinazione ottimale di pubblicità che trarrà vantaggi al vostro blog (offrite valore per incrementare sempre più il numero di lettori e i benefici associati a che quei lettori clicchino sulla pubblicità).

3. Comunicazione (Promotion):

Il concetto di comunicazione include tanto le campagne di pubblicità (uno spot in TV, un annuncio radiofonico…) quanto le promozioni di tipo commerciale (2×1, prove gratuite…) e le relazioni pubbliche (hostess che distribuiscono brochure in una fiera…)

Senza dubbio è un concetto molto importante. Il cliente non comprerà il nostro prodotto se non sa della sua esistenza. E anche quando lo conosce, alcune volte sarà necessario includere qualche tipo di “gancio” per far sì che lo provi e decida di comprarlo ed essere fedele alla marca.

Nel caso del blog è lo stesso. Dobbiamo cercare una via per farci conoscere. Che faremo per attrarre lettori? (includiamo link o banner in altri blog affini, facciamo una campagna di marketing virale, paghiamo una recensione in un blog con molta affluenza di pubblico…)

E una volta che conseguiamo che questi siano sul blog? Cosa faremo affinché il lettore torni? Per far sì che sia fedele? Per far sì che partecipi?

A questo punto credo che sia interessante menzionare un tipo di pubblicità che ha permesso ad aziende che iniziarono modestamente a convertirsi in riferimento nel mercato. Si tratta della pubblicità che faranno del nostro prodotto (nostro blog) i nostri clienti (i nostri lettori). Quello che si conosce colloquialmente come “passaparola”. È un argomento complesso che meriterebbe un articolo intero per approfondirlo, che però risulta molto utile. Alcuni esperti affermano che un cliente soddisfatto con il nostro prodotto lo racconterà a 3 potenziali clienti, uno insoddisfatto a 33. O, in forma simile, l’1% dei clienti insoddisfatti potrebbe provocare fino a un 12% di clienti persi. Non pensate che vale la pena di trattarli bene e fornirgli un buon servizio affinché siano contenti?

4. Distribuzione (Placement):

Abbiamo il prodotto perfetto, a un prezzo che ci darà molto beneficio, abbiamo fatto una campagna di comunicazione di successo… però il cliente va al punto di vendita e non lo trova… Cosa farà quindi? Probabilmente comprare un altro prodotto simile (che anche se non si adatta a quello che cercava come il nostro, era disponibile quando lo cercava).

Nel mercato del grande consumo, le catene di distribuzione (supermercati, grandi superfici…) hanno un grande potere nel mercato. Se un fabbricante non riesce a introdurvi i suoi prodotti, avrà un mercato molto limitato.

Nel caso del blog succede qualcosa di molto simile. Abbiamo bisogno di creare una strategia di distribuzione che assicuri che il nostro URL apparirà tra quelli visitati dai nostri lettori e, importantissimo, il più in alto possibile nei principali motori di ricerca.

Come riuscirci? Non è facile, avrete bisogno di creare una buona rete di contatti (con altre pagine affini alla vostra), una buona strategia di promozione (linkare altri blog così che siano incentivati a linkarvi) e, specialmente, conoscere bene come funzionano i principali motori di ricerca, per poter apparirvi nella migliore posizione possibile.

Quando le aziende iniziano a pensare di lanciare nuovi prodotti al mercato, elaborano un piano di marketing dettagliato che approccia questi quattro fronti. Vi consiglio di provare a fare lo stesso con il vostro blog.

Un buon piano di marketing ha una caratteristica fondamentale: è sempre orientato al cliente, in tutte le sue decisioni (prodotto, prezzo, comunicazione e distribuzione): com’è e di cosa ha bisogno.

L’orientazione sempre più verso il cliente ha portato a evolvere il concetto delle 4 P a un nuovo concetto che inizia a utilizzarsi con forza nell’ambito aziendale: le “4 C” (cliente, costo di acquisto, convenienza/comodità, comunicazione/fiducia). Un punto di vista senza dubbio interessante per coloro che stanno nel mondo del marketing e delle vendite che possiamo analizzare, se lo considerate utile, in un altro articolo.

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