Psicologia

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Molti scienziati e luminari del marketing affermano, che la reazione del cervello e la relativa azione dipenda dai colori e dalla combinazione di quest’ultimi.

Vediamo il significato nel marketing dei diversi colori, e quali utilizzare sul nostro sito/blog o landing page per cercare di attirare il più possibile il nostro visitatore. Inserendo il colore giusto possiamo influenzare l’azione dell’utente.

Giallo: è un colore ottimista e giovanile. Spesso viene utilizzato per catturare l’attenzione del visitatore.

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Categorie: Marketing, Psicologia

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jump.jpgGróf András István, sopravvissuto all’invasione nazista dell’Ungheria nel 1944 (quando, essendo ebreo, cambiò nome in Andras Malesevic) e alla dittatura di Stalin dopo, scappò in USA dopo la rivoluzione ungherese del 1956. Arrivato senza nemmeno sapere l’inglese, cambiato il suo nome in AndrewAndyGrove, si laureò dopo pochi anni con il massimo dei voti in ingegneria chimica. Trovò impiego alla Fairchild Semiconductor, da dove si licenziò insieme a tre colleghi per fondare la Intel. Nel 1995, gli fu diagnosticato un cancro alla prostata. Iniziò a studiare la sua malattia e rifiutò il consiglio del suo medico di operarsi a favore di un altro trattamento da lui studiato, riuscendo a sconfiggere il male.

Steve Jobs, da giovane lasciò il college dopo un semestre e si ritrovò a dormire sul suolo delle stanze dei suoi ex-compagni di istituto. Riportava bottiglie di Coca-Cola a 5 centesimi l’una per comprarsi un pasto al locale tempio Hare Krishna. Più tardi, dopo aver lavorato per conto terzi nell’informatica, fondò la Apple insieme al suo collega Steve “Woz” Wozniak. Aggiuntosi un terzo socio, Jobs fu messo in minoranza e praticamente licenziato. Fondò la NeXT e rientrò in Apple alla grande quando quest’ultima comprò proprio questa compagnia.

Chris Gardner, nel 1980 in seguito a una combinazione di investimenti sbagliati e sfortuna, si ritrovò senza soldi, senza lavoro, senza casa , divorziato e con un figlio a carico. Si imbatté per caso in un broker di borsa e riuscì a farsi assumere, non pagato, da un’agenzia di brokeraggio. Dormendo nei parchi, nei bagni della stazione, nell’ufficio (facendo finta di essere il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via) e in rifugi da 10$ a notte poco a poco iniziò a guadagnare e, dopo essere passato alla Bear Stearns & Company, nel 1987 fondò la Gardner Rich & Co. La compagnia crebbe fino a diventare una holding: la Christopher Gardner International Holding Company.

Ingvar Kamprad iniziò a commerciare cartoline natalizie a 5 anni. A 17 anni ricevette dal padre una somma di denaro per aver ottenuto buoni voti a scuola. Investì questa somma in penne, portafogli, cornici, orologi, gioielli, calze di nylon e altri prodotti a basso prezzo. Poco dopo con il ricavato passò a produrre e vendere mobili in legno. Nel 1943 fondò IKEA (Ingvar Kamprad Elmtaryd Agunnaryd, combinazione delle iniziali del suo nome e il villaggio e la fattoria dove viveva), nel 1950 aprì la prima esposizione di mobili ad Älmhult in Svezia. Ora IKEA consta di 258 centri di vendita in 34 paesi.

Richard Branson, affetto da dislessia, non ottenne mai buoni voti a scuola. Ciononostante a 15 anni aprì due aziende personali, una di vendita alberi di Natale e l’altra di vendita di pappagallini. Dopo il loro fallimento a 16 anni dette vita alla rivista “Student“, il suo primo successo. Presto fondò la Virgin Records, ebbe guai legali legati alla vendita di dischi, fu arrestato e condannato pagare tasse non pagate e per racimolare la somma richiesta sua madre, Eve, fu costretta ad ipotecare la casa. Oggi è il 236º uomo più ricco del mondo e proprietario del marchio Virgin, con un totale di 360 aziende.

William Harley e Arthur Davidson, entrambi ventenni, nel 1901 costruirono in un garage di 3 metri per 5 un prototipo di bicicletta motorizzata monocilindrica, sembra usando una latta di fagioli come carburatore. Nei primi due anni, vendettero 2 esemplari. Nel 1903 fondarono la Harley-Davidson, con una produzione annua di tre esemplari. Nel 1920 Harley-Davidson era il maggiore costruttore mondiale di motociclette. Ora è una multinazionale che fattura più grazie al merchandising che alle stesse motociclette.

La prossima volta che entrate in depressione perché il vostro blog non raggiunge le 2000 visite uniche al giorno, pensate a queste storie.

Categorie: Psicologia

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door.jpgSecondo le statistiche il periodo in cui più blogger abbandonano il blog è dal terzo al sesto mese.

Il motivo più frequente per cui un blog viene abbandonato è la scarsità di visite. Se più o meno al sesto mese di blog fate fatica a raggiungere il centinaio di visite forse dovreste rivedere le vostre strategie. Potreste provare a variare leggermente l’argomento, se avete pochi lettori e il cambio viene accettato male da loro, avete perso poco e avete più da guadagnare che da perdere. Potreste aumentare la frequenza di posting per fidelizzare meglio i lettori o farvi conoscere meglio in rete. Più semplicemente può essere che non state attuando tutte le strategie per veicolare traffico verso il vostro sito. Non mi piace molto fare post su come attirare traffico perché sono cose dette e ridette da moltissimi blog e siti, già sapete tutto sul contenuto, i commenti e cosa-come-quando postare. Se non siete molto informati sul tema, dategli un’occhiata (sono praticamente ovunque) e mettetele in atto una per una.

Altro motivo per cui i blog vengono abbandonati è perché stagnano in un punto e non si smuovono per quanti sforzi facciate. Il più delle volte è un comportamento “fisiologico” del blog. Generalmente prelude ad un balzo in avanti. Purtroppo non tutti i blogger capiscono ciò e molti si scoraggiano e preferiscono abbandonare. Tutto è ciclico, è un comportamento visto praticamente ovunque (dalla borsa, all’andamento del traffico automobilistico, alle precipitazioni meteorologiche) e anche il traffico del blog lo è. L’importante è essere determinati (ancora questa parola) e tenere duro quando l’andamento è nella fase calante. Se il vostro blog è in buona salute comunque calerà ma si manterrà sopra la media, quindi occhio a scendere sotto la media perché potrebbe essere dovuto a un errore da parte vostra. In questo caso analizzate bene le statistiche e i cambi fatti e cercate di apportare le correzioni dovute.

Se proprio abbandonate il blog perché semplicemente non funziona ricordate questo:

Se fallite e lasciate perdere, avete perso tempo inutilmente.
Se fallite, capite gli errori fatti e applicate il conoscimento a un altro progetto, avete investito il vostro tempo in qualcosa di valore.

Molte persone, da Steve Jobs a Henry Ford allo stesso John Chow hanno trovato, nel fallimento un motivo per avere più successo (non perdete la intervista a Steve Jobs qui linkata perché è illuminante).

Quali sono le vostre esperienze in merito? Mi piacerebbe che qualcuno raccontasse come ha imparato dai propri errori.

Categorie: Psicologia

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mag


Coraggio, può succedere a tutti. Un periodo sfortunato o di scarsa ispirazione e il traffico cala all’improvviso.

Non è il caso di piangersi addosso, dando un’immagine disfattista di voi stessi, né di cominciare a pensare se siete veramente tagliati per fare il blogger o state solo perdendo tempo. I lettori, specie quelli nuovi, non resteranno a lungo con voi se siete pessimisti o vittimisti e preferiranno “a pelle” un blogger più ottimista.

Quindi, prima che se ne vadano tutti, rimboccatevi le maniche e seguite questi consigli:

  • Fate un “controllo qualità” dei vostri ultimi post. Di che tipo sono? Sono troppo simili tra loro? Sono poco approfonditi? Sono solo semplici segnalazioni che non apportano nulla? Sono semplicemente scarsi? Prendete provvedimenti immediati per invertire la rotta del posting.
  • Sforzatevi al massimo per creare un post di successo. Nel mio caso non avrei dubbi, posterei un’intervista visto che è il genere che porta in assoluto più visite e più commenti. Qual’è la vostra categoria-stella? Che tipo di post riscuotono maggiore successo? Di certo non potete postarli sempre, perché anche i post migliori, se ripetuti troppo, vengono a noia, però per uscire dalla crisi sono la cosa migliore.
  • Postate vari giorni di seguito. È dimostrato che postare un elevato numero di giorni di seguito aumenta le visite e i lettori via feed . Fate un piano e postate regolarmente per almeno un mese o più. Questo vi aiuterà anche riguardo il posizionamento nei motori di ricerca.
  • Pulite il blog, eliminate icone e pubblicità inutili dalla sidebar, rimuovete link rotti, rendete la pagina 404 più usabile oppure…
  • …Cambiate tema del blog. Darà una ventata di novità, attirerà l’attenzione e vi darà ottimismo per continuare a postare buoni articoli. Potete usare un nuovo tema gratis o chiedere a un grafico di farne uno apposta per voi. Ricordatevi di annunciare il cambio in un post per i lettori via feed.
  • Siate ottimisti. Continuate imperterriti, Tutti i business possono passare per una fase di stanca o di poca prosperità, se vi scoraggiate e titubate alle prime difficoltà no andrete molto lontano.

Quali consigli aggiungereste? Vi siete mai trovati e come siete usciti dalla situazione descritta all’inizio? Siete un blogger ottimista o pessimista?

Categorie: Psicologia

7

apr


Gli inizi per un blog sono sempre entusiastici. Il blogger ha molte idee, voglia di fare, e sogna già il momento in cui guadagnerà sufficientemente per poter lasciare il suo lavoro e fare il blogger a tempo pieno. Mano a mano che le cose vanno avanti, iniziano a farsi più difficili. Se avete un blog solo per passione personale e non volete farne un business probabilmente ciò non accadrà (o meglio non sarà importante per voi e non lo noterete), ma se avete un obbiettivo che non sia raggiungere quattro lettori, probabilmente sì. In questo post non parlo per esperienza personale, il blog ha solo 6 mesi, però ho letto parecchio sul tema perché so che prima o poi verrà il momento in cui inizierò a dubitare delle mie capacità di blogger e del mio blog. Allo stesso tempo, visto che presumibilmente accadrà anche voi, vi posso mettere sull’avviso e darvi un paio di consigli che applicherò anche nel mio caso, prima che sia troppo tardi.

Come dicevo le cose inizieranno a farsi più difficili. Raggiungere alcuni lettori, ottenere commenti e, nel caso di chi vuole monetizzare il blog, racimolare qualche dollaro, non sono compiti troppo proibitivi. Ma se le cose non cambiano per un certo periodo di tempo, le visite non aumentano, gli abbonati nemmeno, commentano sempre le stesse persone e continuate a ricevere solo un paio di clic al giorno sugli AdSense, potrebbe subentrare un senso di sconforto. Questo è il momento più basso del blog e se riuscirete a superarlo dopo andrà sicuramente meglio.

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Categorie: Psicologia

19

mar


Di ritorno da una breve vacanza in questi giorni ho aperto il mio feed reader per trovare 150 messaggi non letti. Per quanto sia interessante trovare tanto materiale e cerchi sempre di leggere quanto più posso, leggere tutti i messaggi mi è sembrato davvero difficile. Mi sono trovato quindi a scorrere velocemente i post dei vari blog a cui sono abbonato fermandomi a leggere solo quelli che maggiormente attiravano la mia attenzione. Due cose mi hanno convinto a scegliere quali post leggere e quali lasciar scorrere verso il basso: Il titolo del post e la foto a corredo dello stesso.

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Categorie: Psicologia

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