E…state collegati?
È arrivata l’estate, fa caldo, si inizia a lavorare meno. Gli uffici chiudono prima e chi ha un lavoro dipendente si prende le meritate ferie.
Andrete in ferie dal blog? Porterete il blog con voi in vacanza o staccherete per un po’ per poi riprendere con le pile ricaricate?
Sia quale sia la vostra decisione ci sono pro e contro. Vediamoli nel dettaglio:
Staccare dal blog:
Pro:
- Ricaricare le pile per ripartire con più motivazioni:
Non c’è nulla di meglio di una piccola pausa per poi riprendere con ancora più voglia. - Meno stress da post:
Non dovendo postare tutti i giorni, sarete meno stressati se non trovate qualcosa da dire, evitando il famoso “stress da post”. - Potersi dedicare ad altre attività beneficiose per il vostro business online ma non strettamente legate al blog:
Nel prossimo post vedremo alcune di queste attività. - Accumulare idee per i post una volta tornati a scrivere:
Non postando, le idee che avrete potrete accumularle, avendo già materiale per quando riprenderete la piena attività.
Contro:
- Calo delle visite e dei guadagni:
Se non postate un calo di visite sarà normale e di conseguenza anche un calo di guadagni. - Riduzione della fidelizzazione dei lettori:
Un periodo di inattività allontanerà i lettori, stanchi di non trovare nulla da leggere. - Rischio di abbandono troppo a lungo del blog:
Potreste allungare troppo la pausa, senza rendervi conto che gli altri blogger hanno ripreso a scrivere. - Scarsa propensione a riprendere una volta smesso:
Se siete in un periodo di scarsa motivazione, potrebbe costarvi molta fatica riniziare, fino a non farlo più.
Continuare a bloggare:
Pro:
- Guadagnare lettori, essendoci meno concorrenza:
Con meno blogger scrivendo, i lettori di altri blogger potrebbero diventare vostri lettori. - Mantenere il ritmo senza accusare cali di tensione:
Mantenere il ritmo, mantiene il blog “vivo”. - Teoricamente più tempo libero per produrre di più:
D’estate teoricamente si ha più tempo libero (orario ridotto, ferie, uffici chiusi, colleghi e clienti in vacanza). Potete approfittarne per produrre di più.
Contro:
- Rischio di “bruciarsi” per bloggare troppo senza pause:
Tutti hanno bisogno di una pausa ogni tanto, altrimenti c’è il rischio di “bruciarsi” per stress. - Rischio che buoni post vengano letti da pochi lettori:
Se scrivete un ottimo post in estate, quando legge meno gente, avete sprecato il post che in inverno avrebbe attratto molti più lettori. - Necessità di staccare in un altro periodo in cui dovreste produrre:
Se non vi fermate in estate, potreste avere la necessità di farlo in un altro periodo dell’anno (per stanchezza), magari un periodo in cui è bene aggiornare spesso (autunno e inverno).
Avete deciso cosa fare? Avete bisogno di una vacanza dal blog? Resterete collegati o le ferie sono sacre?
John Chow vs. Google: la battaglia finale?
Puntuali come il cambio di stagione, arrivano i post sul fatto che John Chow stia perdendo la sua battaglia contro Google e che il suo blog sia ormai agli sgoccioli. Tempo fa scrissi anche io un post sull’argomento, ma fu più un tentativo di linkbaiting che altro
(ehi, cerco anche io come JC di essere evil ogni tanto…).
Ne abbiamo scritto un po’ nei commenti al post precedente a questo e vorrei entrare un po’ più nei dettagli.
Tutto iniziò ne lontano 2006, quando John Chow, già affermato blogger ma non il fenomeno internettiano che è ora, iniziò una aggressiva campagna per ricevere backlinks con il fine di posizionarsi il più alto possibile su Google per una specifica, ghiotta keyword. Promise un link a chiunque avesse recensito il suo blog e avesse usato “Make Money Online” come àncora. Inutile dire che fu un successone, ma la cosa arrivò alle orecchie e ai piani alti (onnipresenti, onniscienti e onnipotenti) di Google, che controllò e sentenziò che il tutto era contro le proprie linee guida. Ve le riporto qui di seguito:
Norme sulla qualità - Principi di base
- Progetta le tue pagine per gli utenti, non per i motori di ricerca. Non ingannare i tuoi utenti o sottoporre ai motori di ricerca contenuti diversi da quelli che mostri agli utenti, pratica comunemente nota come “cloaking”.
- Evita i trucchi per migliorare il posizionamento nei motori di ricerca. Una buona regola generale è chiederti se ti sentiresti a tuo agio nello spiegare il tuo comportamento a un sito web concorrente. Un altro test utile consiste nel chiedersi se quanto stai facendo sarà d’aiuto ai tuoi utenti e che cosa faresti se i motori di ricerca non esistessero.
- Non partecipare a schemi di link progettati per migliorare la posizione del tuo sito o il punteggio PageRank. In modo particolare, evita i link a siti di spam o “cattivi vicini” poiché ciò potrebbe influire negativamente sul tuo posizionamento.
- Non utilizzare programmi non autorizzati per inviare le pagine, verificare il posizionamento e così via. Tali programmi sfruttano le risorse di elaborazione e violano i Termini di servizio di Google. Google sconsiglia l’utilizzo di prodotti come WebPosition Gold™ che inviano query automatiche o programmatiche a Google.
Norme sulla qualità - Norme specifiche
- Evita testo o link nascosti.
- Non utilizzare il cloaking o comandi di reindirizzamento non ammessi.
- Non inviare a Google query automatizzate.
- Non caricare pagine con parole chiave non pertinenti.
- Non creare più pagine, sottodomini o domini dai contenuti sostanzialmente duplicati.
- Non creare pagine che installino virus, trojan o altro badware.
- Evita le “doorway page” create appositamente per i motori di ricerca o altri approcci mirati alla soppressione dei cookie, come i programmi affiliati con contenuto originale scarso o nullo.
- Se il tuo sito partecipa a un programma affiliato, accertati che vi aggiunga valore. Fornisci contenuti univoci e pertinenti, che diano agli utenti un motivo per visitare il tuo sito prima di altri.
Ce n’è per tutti, sembra che l’unica cosa da fare è scrivere e sperare di non pestare i calli a Google in qualche modo (e neanche questo è sicuro visto che AdSense è tristemente famoso per ban senza apparente motivo)
Letto questo è facile capire perché Google abbia penalizzato manualmente John Chow, facendolo cadere molto in basso.
Nonostante ciò:
- JohnChow.com mantiene un PR4 (comunque molto basso per il blog che è adesso).
Guadagna 32.000$ al mese di media.Ha guadagnato 32.000$ nello scorso mese.- Ha alzato le recensioni attraverso ReviewMe a 500$.
- Continua incrementando i suoi lettori via feed, ora a 26.000+
- Fa 300.000 pageview al mese, da 200.000 lettori unici.
Però:
- E’ sceso moltissimo nell’Alexa Ranking dopo il cambio di algoritmo.
- Dei suoi ultimi 16 post solo 1 non è un post promozionale del blog o di qualche servizio su cui lucra.
- Lo danno per dead blogger walking in moltissimi.
- E’ alla 50ª posizione per “John Chow” su Google (al primo posto “JohnCow.com” un sito-parodia).
Chi ha ragione? Cosa fareste voi al suo posto?
Fregarvene di Google e andare avanti così?
Fregarvene di Google ma cercare allo stesso tempo di migliorare il contenuto dl blog?
Cercare di ingraziarvi Google cambiando atteggiamento?
Sparare le ultime cartucce e spremere quanti più soldi possibili prima che il blog fallisca?
Vendere il blog a qualche grossa compagnia e ritirarvi a gestire un chiosco di bibite in Costa Rica?
Ho chiesto allo stesso John Chow se mi può dare un parere su questa situazione, vediamo se trova il tempo per rispondermi, sono sicuro che ne sentiremmo delle belle.
Lavorare da casa: pro e contro
Grazie alle moderne tecnologie e ai grandi progressi delle telecomunicazioni il telelavoro è realtà per alcuni lavoratori. Lavorare da casa ha molti vantaggi, ma ha anche svantaggi. Eccovi una lista di pro e di contro sul lavoro a casa. Per questo post mi concentrerò sul lavoro come dipendente, applicabile per esempio ai programmatori, data-entry e traduttori solo per citare i più comuni.
Pro:
- Più tempo libero:
Appena smettete di lavorare, siete già in casa, risparmiando moltissimo tempo in spostamenti e potendo alzarvi più tardi la mattina perché non dovete andare in ufficio. - Meno stress:
Alzarsi di corsa, prepararsi e mettersi nel traffico dell’ora di punta (sia all’andata che al ritorno) genera stress (e inquinamento, ma questa è un altra storia). Dopo un’ora o più nel traffico arriverete al lavoro già stressati. La prospettiva di fare tardi proprio per il traffico aumenta il livello di stress. Evitando gli spostamenti evitate il problema e sarete molto più rilassati, potendo anche dormire più a lungo. - Risparmio:
Risparmierete benzina (o i soldi del trasporto pubblico) ma non solo. Risparmierete i soldi del ristorante potendo mangiare (in molti casi anche più sano) a casa. Se avete figli piccoli risparmierete i soldi della baby-sitter. - Più libertà:
Se il vostro tipo di lavoro ve lo permette (es.: è un lavoro a progetto) potete “spalmare” il lavoro lungo tutto l’arco della giornata, senza essere costretti a lavorare solo durante l’orario di ufficio. Se avete cose da fare durante il giorno potete farle ed approfittare della sera per lavorare.
Contro:
- Serve autodisciplina:
È facile lasciarsi andare una volta che si sta soli in casa. Dormire un po’ dopo l’orario di entrata in ufficio la mattina, una siesta pomeridiana dopo mangiato, un po’ di TV, più distrazioni familiari ecc. Per evitarlo serve essere molto disciplinati e pensare che se si sta lavorando non c’è tempo per altre cose. Aiuta anche non lasciarsi andare e girovagare in pigiama senza lavarsi tutta la mattina per esempio, ma vestirsi ed essere sempre presentabili come si fosse in ufficio. - Solitudine:
A molte persone non piace stare sole. Il classico esempio è l’ex-lavoratore ormai pensionato che va comunque ogni tanto al lavoro per vedere i colleghi. Molte persone fanno la loro vita sociale in ufficio. Altre più semplicemente non lavorano bene da soli come lo farebbero in ufficio o insieme ai loro colleghi. Potete ovviare a ciò andando ogni tanto in ditta fuori dall’ora punta del traffico per riunioni o semplicemente per stare in contatto con gli altri. - Più lavoro:
È provato statisticamente che chi lavora da casa lavora una ora in più di chi lavora in ufficio (distrazioni a parte…). Credo dipenda dal fatto che non c’è un orario fisso nel quale “uscire” e si tende a lavorare anche la parte in cui si starebbe fuori dall’ufficio ma non ancora a casa.
Io credo che in questo caso i pro abbiano la meglio sui contro, sono un fan accanito del telelavoro e, anche se lavoro presso una ditta, sarà il mio primo passo verso la libertà.
Voi cosa pensate del telelavoro? Siete d’accordo su questi pro e contro? Qualcuno di voi lavora da casa e vuole raccontarci la propria esperienza?
5 cose sui blog che ho imparato da Euro2008
Ovviamente nel titolo con Euro 2008 mi riferisco a la Coppa Europa di calcio per Nazioni in Austria-Svizzera. Anche se è un momento nefasto per il calcio italiano, il blogger dentro di me ci ha visto qualcosa di interessante e ne è nato un post.
- Calcio a tutte le ore:

Per un mese minimo un partita di calcio al giorno. Per gli appassionati è una goduria, e inoltre incontri molto interessanti. Per un blog dovrebbe essere lo stesso. Minimo un post al giorno, e di qualità, per soddisfare i vostri lettori - Calcio, solo calcio:

In questo periodo il calcio domina sopra tutto. Non c’è televisione, radio o giornale che non citi Euro2008. Una vera e propria full immersion. Il corrispettivo nel blog è la tematizzazione. Specie all’inizio definite un tema preciso e martellate con articoli su quel tema. Aiuterà il posizionamento e la contestualizzazione degli annunci AdSense. - I tifosi:

Cosa sarebbe una squadra di calcio senza i suoi tifosi? E un business come il calcio senza i soldi che muovono i tifosi? Per questo a Euro2008 vengono trattati bene. Eventi, feste, animazione, locali aperti, maxi-schermi… Cosa sarebbe un blog senza lettori? Trattateli bene, fateli sentire parte della vostra squadra e rendeteli vostri sostenitori. Se avete aperto un blog e perché qualcuno vi legga, no? E magari faccia clic su qualche banner, no? Ringraziate in questo modo chi lo fa. - Le squadre:

In competizioni di squadra lunghe conta quasi più il gruppo della tecnica individuale (ricordate le vittorie di Danimarca e Grecia?) 23 giocatori uniti possono sconfiggere una selezione di stelle individualiste (chi ha detto Portogallo-Germania?). Questo dovrebbe insegnarvi che potete essere delle blogstar ma se non vi relazionate con gli altri blogger e non vi mantenete umili vi sarà molto più difficile avere successo. Ho avuto occasione di fare delle domande a blogger davvero Top, tra i primi al Mondo e sono sempre rimasto sorpreso dalla loro disponibilità e umiltà. - La vittoria finale:

Sette partite, un mese di competizione: allenamento, sforzo, sudore, lacrime, motivazione, determinazione, dedizione, spirito di gruppo, talento e alla fine… Vittoria! Ci vuole tutto questo per proclamarsi Campioni d’Europa. Per essere dei blogger campioni ci vuole lo stesso… e la vostra Vittoria sarà equivalente a vincere una Coppa per un calciatore.
Siete d’accordo con me? Trovate queste analogie pertinenti?
I 5 peccati capitali del blogger
Ci sono dei comportamenti che nessun blogger che si rispetti dovrebbe tenere. Vanno contro il concetto stesso di blog e sono pregiudiziali per tutti. Sono i peccati capitali del blogger. Ve ne ho elencati cinque, siete pronti a pentirvi e redimervi?
- La Superbia:
Il credersi superiori agli altri, migliori, disprezzare i blogger meno famosi e screditare il lavoro altrui. Succede a molti blogger: arriva un minimo successo e subito si sentono parte dell’elite di internet. Tutti i veri TopBlogger con i quali ho avuto il piacere di scambiare 2 chiacchiere invece (incluso qualcuno davvero Top) si sono sempre rivelati disponibili e umili.
- L’Avarizia:
Non essere generosi. Tenere per sé stessi le tecniche che si credono migliori, non linkare altri post per approfondire l’argomento trattato. In genere essere un blogger chiuso verso l’esterno e rinnegare il fondamento dei blog, condividere e linkare. - L’Ira:
Prendersela con altri blogger, soprattutto chi critica (anche in maniera costruttiva) e chi non è d’accordo con noi. Gestire un blog con ira può portare a gesti sconsiderati che possono minare la propria credibilità e allontanare dagli altri blogger. - L’Invidia:
Invidiare in maniera “sana”, ossia invidiare un blogger per il suo blog ma comunque prenderlo come esempio e non osteggiarlo è una cosa buona. L’invidia invece che porta a danneggiare gli altri perché si pensa che non potremmo mai raggiungerli e ci consoliamo con che neanche loro ce la facciano, è deleteria per tutti. - L’accidia:
Starsene senza fare niente, anche quando il blog va a picco o abbandonarlo a se stesso senza avere più voglia di intervenire per risollevarne le sorti. Un peccato capitale per ogni blogger che voglia avere un minimo di successo.
E voi siete peccatori o seguite la religione del blog da bravi praticanti? Avete qualche peccato da confessare? Quale vi costa di più perdonare?
Ti credi un TopBlogger? No, sei uno sfigato
Il mondo di internet e dell’informatica è in continua evoluzione. Con nuove tecnologie si coniano nuovi termini: sono apparsi to google (cercare su Google), lurker (osservatore passivo in una comunità), newbie e le loro rispettive traduzioni in italiano solo per citarne alcune. Poi però si esagera e vengono fuori dei veri e propri strafalcioni da parte di chi crede di essere molto geek nel parlare ma non si rende conto che è semplicemente ridicolo. Passo ai dettagli:
- Sono il CEO del mio blog:

Forse perché sei l’unico a gestirlo? E allora perché non imperatore assoluto del blog? A meno che il blog non abbia 500 impiegati e sia una azienda, credete che ci sia bisogno di un CEO? A parte che se c’è un CEO ci devono essere anche un CFO (Chief Financial Officer), un COO (Chief Operating Officer) e un CTO (Chief Technology Officer), altrimenti non avrebbe senso. A me fa sorridere anche quando mi chiamano editor… sono un tizio su internet, ho un semplice blog, il software è gratis e il dominio mi è costato 10€, non sono un editor, sono, al massimo, un blogger. In questo caso sono con John Chow, che sui suoi pass per gli eventi, sotto il suo nome, fa scrivere Titles are for Wimps (I titoli sono per imbranati). - Sono molto performante:

Per favore, mettiamolo in chiaro una volta per tutte: PERFORMANTE NON ESISTE! È una parola inventata presa dalla incorretta traduzione di una parola inglese. Esiste performant, ma vuol dire colui che attua (come merchant è colui che mercanteggia), è un sostantivo e non un aggettivo. Esiste to perform, attuare. Esiste performance, prestazione, che si dice anche in italiano ma non esiste performante, è completamente inventato! - Scrivo Le Iniziali Delle Parole Tutte In Maiuscolo Perché Fa Molto Blog Americano:

Credi che se scrivi tutto maiuscolo risulti più convincente? A parte che gli americani lo usano solo per i titoli (e anche così ci sarebbe da ridire se si scrive in italiano), a me risulti solo un blogger che cerca disperatamente di attirare l’attenzione. Ah, un’ultima cosa: se proprio volete scrivere le iniziali dei titoli in maiuscolo, le preposizioni e gli articoli vanno scritti comunque in minuscolo… - Le tue parole mi perplimono:

Questa ultimamente si sente meno, per fortuna. Perplesso non è il participio passato irregolare del verbo perplimere, è un aggettivo. Perplimere non esiste. Sbagliato, penna rossa. Peggio, blu. Non so chi l’abbia tirato fuori per primo ma ha preso una cantonata colossale. Com’è il passato remoto di perplimere? Io mi perplimetti? Io mi perplisi?
Questa è la mia crociata. Mi rendo conto che a molti può non andare bene quello che scrivo e che io stesso a volte abuso dell’inglese; se è così vi invito a farlo notare nei commenti. Ma lasciatemi sfogare e dire un’altra volta: PERFORMANTE NON ESISTE!

