Partita Iva o prestazione occasionale?

Il mondo di internet, oggi come oggi, offre un’infinità di opportunità di guadagno, alcune non molto rilevanti e altre ben più sostanziose. In ogni caso, chiunque si accinga a guadagnare qualcosa su internet, viene sempre preso dal dubbio di dover, in qualche modo, dichiarare il proprio guadagno. Ed è proprio in merito a ciò che il concetto diviene non poco contraddittorio. Il dubbio fondamentale, che coinvolge soprattutto i blogger, consiste nella differenza che esiste tra l’apertura di una Partita Iva e la dichiarazione dei guadagni sottoforma di prestazione occasionale.
In generale, la dichiarazione di collaborazione occasionale può essere effettuata sotto determinate condizioni, che sono le seguenti: innanzitutto il lavoratore in prestazione occasionale non può effettuare, per lo stesso committente, più di 30 giornate lavorative nell’arco dell’anno, e, di conseguenza, non può ottenere un guadagno complessivo che superi i 5000 euro lordi.
E’ bene chiarire e ribadire, ancora una volta, che il limite delle 30 giornate lavorative in un anno non si riferisce al totale del lavoratore, bensì al numero totale di giornate che egli dedica per il lavoro presso uno stesso committente.
La somma dei compensi, tuttavia, si riferisce al totale, lordo, percepito dal lavoratore come somma dei guadagni relativi alle diverse prestazioni.
Se il lavoratore non rientra all’interno di questo target, vedrà , ovviamente, cadere la natura occasionale dell’attività prestata in quanto questa non risulterà conforme alla caratteristica di sporadicità che dovrebbe contraddistinguerla.
Se, infatti, il lavoratore offre un servizio in maniera regolare, esso necessita di una Partita Iva che gli permetta di svolgere la professione.
Entrando, però, nella particolare situazione che riguarda blogger e scrittori freelance, andiamo ad analizzare tutti gli aspetti più critici, fornendo chiarimenti in merito.
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