Come ottenere backlinks

Pubblicato il July 10, 2008 
Categoria: Tips | 5 Commenti

together.jpgCome spiegato nel post precedente a questo, uno dei tre passi fondamentali per guadagnare davvero con AdSense è ottenere quanti più link da altri blog o siti a tema per poter così salire nelle SERP ( Search Engine Result Page) ed essere trovati più facilmente. Trovare link (soprattutto validi) è però uno dei compiti più difficili, per tempo e lavoro da dedicare.

Vorrei iniziare il post con un paio di considerazioni a margine:

Cercate sempre di produrre contenuto valido, utile, che duri nel tempo e che apporti a chi lo legge qualcosa e i link arriveranno di conseguenza.
Va bene cercare link ma non tramutate questa ricerca in una ossessione. I link sono tra le cose migliori per posizionarsi bene nei motori di ricerca ma vista la grande mole di lavoro che serve per ottenerli c'è il rischio che, distratti dalla ricerca ossessiva, possiate trascurare altre cose che sono più importanti: scrivere, informarsi e fare social networking.

Messe in chiaro queste cose all'inizio, vediamo alcuni metodi per ottenere buoni backlinks:


Due considerazioni finali: i link sono più rilevanti se provengono da blog con PR alto e hanno il tag "nofollow", se dovete selezionarne alcuni, date priorità a link con queste caratteristiche.

Questi sono i metodi più popolari. Ce ne sono altri che usate o che prendereste in considerazione?

Nel prossimo post vi illustrerò un metodo chiamato 3 way linking che consiste nello scambiare link ma non far percepire a Google che avviene lo scambio, per cui il peso di ogni singolo link sarà maggiore…

Siete pronti per guadagnare davvero con AdSense?

Pubblicato il July 8, 2008 
Categoria: AdSense | 7 Commenti

realized.jpgTutti noi, chi più chi meno, cerchiamo di tirare su un gruzzoletto tramite AdSense. Studiamo il posizionamento degli annunci, il colore e il formato, cambiamo, affiniamo, controlliamo gli indicatori…
Ma… voglio farvi una domanda: state davvero facendo di tutto per guadagnare al massimo con AdSense? Scommetto che il 90% di voi ha risposto di getto di sì, ma non ha attuato le pratiche che vi descriverò qui di seguito in questo post.

Siete pronti per guadagnare davvero con AdSense?

  1. Scegliete con cura il tema del blog:
    Già ho detto in altre occasioni che per bloggare senza stress, piacevolmente e restare motivati dovete scegliere un argomento che vi piaccia ed attenervi ad esso. Se volete monetizzare al massimo il vostro blog… dimenticate tutto ciò. In questo caso scegliere con cura l'argomento significa sceglierne uno che paga bene. Come si ottiene ciò? Ci viene in aiuto un apposito strumento di Google per AdWords il Keyword External Tool che pur non essendo perfetto ci da comunque l'idea di quanto può costare un annuncio per una determinata keyword. Basta recarsi all'indirizzo linkato ed inserire l'argomento nell'apposito box. Spuntate "Utilizza sinonimi" per avere una visione d'insieme di tutte le possibili parole chiave e poi cliccate sul bottone "Trova idee per parole chiave". A continuazione per sapere quanto sono pagate quelle parole, nel menù a tendina "Scegli le colonne da visualizzare", selezionate "Mostra CPC medio stimato". Ora che sapete quanto si pagano gli annunci, se volete ottenere il massimo puntate le keyword che pagano meglio e sarete un passo avanti per guadagnare di più.
  2. All'attacco!
    Dopo aver scelto un argomento redditizio, dovete cercare la parola chiave per cui volete essere trovati sui motori di ricerca. Qui la cosa si complica perché dovete trovare una parola chiave che abbia un alto CPC, un alto volume di ricerca medio e un basso numero di risultati sui motori di ricerca. Questa è la parte più difficile. Il Keyword External Tool ci viene in aiuto ancora qui, con degli indicatori. Inoltre potete usare tools come Wordtracker (qui la sua versione free) per avere un'idea di quante volte al giorno viene cercata una parola. Sarebbe preferibile che la parola chiave prescelta sia qualcosa di tangibile e fisico, è molto più facile che i visitatori siano interessati a qualcosa che si compra che a qualcosa di intangibile. Se date informazioni su un concetto più che un prodotto, il lettore può essere soddisfatto una volta saziata la sua curiosità su quel concetto, mentre è possibile che se scriviate su di un prodotto il lettore clicchi sugli annunci per comprarlo, leggere ulteriori opinioni prima di decidere o comparare prezzi. Inoltre se scrivete su un prodotto che non passa mai di moda (il classico esempio del ferramenta e la vendita di viti) vi garantite poco aggiornamento e traffico in teoria costante.
  3. Backlinks, il succo di Google:
    Una volta scelta la parola chiave il passo successivo è cercare backlink, ossia cercare altri blog, preferibilmente in tema con il nostro, che ci diano un link. La forma più facile e fare uno scambio, ma è anche la meno considerata da Google, proprio perché facile e poco indicativa della stima di un blogger verso un altro ed è vista solo come merce di scambio. Tornerò su questo argomento in un prossimo post con una proposta per scambiare link ma "aggirare" la devaluazione dello scambio da parte di Google.

Ripeto che questi tre passi vanno compiuti se state pensando di spremere il massimo da AdSense, ma se volete scrivere di qualcosa che vi appassiona e non volete rinunciare a guadagnare qualcosa? Siete condannati a dovervi accontentare? No, ci sono alcune soluzioni. L'ideale sarebbe che il vostro argomento preferito sia remunerativo, ma non sempre è possibile. Personalmente ho ovviato semplicemente aprendo un altro blog, e devo dire che i guadagni per clic con questo tipo di approccio sono da due a tre volte superiori. Ancora ho poche visite, normale per un blog con meno di un mese di vita. Me la prendo con calma perché ho questo blog che frutta e quindi non ho necessità impellente di guadagnare con il secondo blog. Considerate che se aprirete un ulteriore blog potrete dedicargli meno tempo (a meno di trascurare il vostro blog "principale"), e non vorrete stressarvi postando a tutti i costi tutti i giorni, cosa che non servirebbe nemmeno perché se il blog è solo per guadagnare con AdSense avere lettori fedeli non vi interessa.

Penso che questo sia un argomento che possa dare spunti interessanti, vi aspetto nei commenti per delle considerazioni comuni.

feedbanner.gif

John Chow vs. Google: la battaglia finale?

Pubblicato il July 4, 2008 
Categoria: Vita da blogger | 10 Commenti

bday3.jpgPuntuali come il cambio di stagione, arrivano i post sul fatto che John Chow stia perdendo la sua battaglia contro Google e che il suo blog sia ormai agli sgoccioli. Tempo fa scrissi anche io un post sull'argomento, ma fu più un tentativo di linkbaiting che altro :-P (ehi, cerco anche io come JC di essere evil ogni tanto…).

Ne abbiamo scritto un po' nei commenti al post precedente a questo e vorrei entrare un po' più nei dettagli.

Tutto iniziò ne lontano 2006, quando John Chow, già affermato blogger ma non il fenomeno internettiano che è ora, iniziò una aggressiva campagna per ricevere backlinks con il fine di posizionarsi il più alto possibile su Google per una specifica, ghiotta keyword. Promise un link a chiunque avesse recensito il suo blog e avesse usato "Make Money Online" come àncora. Inutile dire che fu un successone, ma la cosa arrivò alle orecchie e ai piani alti (onnipresenti, onniscienti e onnipotenti) di Google, che controllò e sentenziò che il tutto era contro le proprie linee guida. Ve le riporto qui di seguito:
       

Norme sulla qualità - Principi di base

Norme sulla qualità - Norme specifiche


Ce n'è per tutti, sembra che l'unica cosa da fare è scrivere e sperare di non pestare i calli a Google in qualche modo (e neanche questo è sicuro visto che AdSense è tristemente famoso per ban senza apparente motivo)

Letto questo è facile capire perché Google abbia penalizzato manualmente John Chow, facendolo cadere molto in basso.

Nonostante ciò:


Però:


Chi ha ragione? Cosa fareste voi al suo posto?

Fregarvene di Google e andare avanti così?
Fregarvene di Google ma cercare allo stesso tempo di migliorare il contenuto dl blog?
Cercare di ingraziarvi Google cambiando atteggiamento?
Sparare le ultime cartucce e spremere quanti più soldi possibili prima che il blog fallisca?
Vendere il blog a qualche grossa compagnia e ritirarvi a gestire un chiosco di bibite in Costa Rica?

Ho chiesto allo stesso John Chow se mi può dare un parere su questa situazione, vediamo se trova il tempo per rispondermi, sono sicuro che ne sentiremmo delle belle.

Guadagnare con LinkLift

Pubblicato il July 2, 2008 
Categoria: Segnalazioni | 22 Commenti

linklift.jpgCon questo post iniziale volevo presentarvi i miei modi di guadagnare online, visto che parlo spesso di AdSense ma poco dei metodi alternativi, anche se alcuni pagano abbastanza bene. Iniziamo con LinkLift.

Ho da poco ricevuto da LinkLift l'approvazione per vendere link a prezzo fisso mensile. Il passaggio da PR0 a PR4 in un colpo lo ha finalmente reso possibile. Questi link sono molto ambiti perché non dipendono né dalle visite né dal CTR ma sono venduti per un mese a un prezzo concordato con il compratore da LinkLift stesso che trattiene il 30% dalla vendita. Si possono vendere fino a 10 link in un mese, il che darebbe una bella sommetta (io per ora ho scelto di venderne 6, credo vada contro la TOS dire a che prezzo me li valutano).

Oltre alla vendita di link, LinkLift paga per ogni membro che presento e che si registra sulla loro pagina tramite il banner posto nella sidebar qui destra. Grazie a un bonus il primo affiliato viene pagato 15€ e i seguenti 10€ Ogni affiliato viene pagato 15€, il payout è a 25€. Se un membro è attivo (mostra il banner) per almeno un mese senza interruzioni, si converte in lead e mi fa incassare i 15€. I livelli di affiliazione purtroppo si fermano a uno.

LinkLift si sta facendo spazio rapidamente tra i miei moneymaker, mi sembra una società molto seria, i pagamenti sono puntuali, le statistiche molto chiare e quando ho interpellato il supporto per dei chiarimenti ho ricevuto risposta molto velocemente, in italiano e personalizzata (ciao, Micol!). Inoltre, e qui la cosa si fa interessante, paga bene (mi sembra) e in euro, cosa da non sottovalutare di questi tempi.

Con un meccanismo molto semplice, un banner assolutamente non invasivo, buone commissioni e una società seria alle spalle non c'è motivo per cui non dovreste provarlo. Naturalmente vi invito a farlo su questo blog cliccando qui o sul già citato banner nella sidebar di destra.

Una nota sui servizi pay per lead (come appunto LinkLift): Piazzare il banner a un lato del blog, senza spegare cosa è serve a poco. Questi banner non sono come quelli "antichi", per cui basta una impression per guadagnare qualcosa, ma richiedono un'azione da parte del lettore. Da quando appena sotto al banner ho messo una spiegazione di poche righe su come funziona e come paga il servizio, ho avuto un aumento del 50% del CTR. Ricordate quindi, se mettete un banner che richiede un'azione, spiegate sempre al lettore che azione volete che faccia.

Voi usate LinkLift? Avete buoni risultati? Raccontate la vostra esperienza nei commenti.

linklift.jpg

Altri modi per bloggare dall’ufficio senza farvi notare

Pubblicato il July 1, 2008 
Categoria: Tips | 4 Commenti

mobile.jpgUn mio vecchio post, "Come bloggare dall'ufficio senza farsi notare", pubblicato sul vecchio blog e ripubblicato qui, a suo tempo ha suscitato reazioni diverse. Ad alcuni è piaciuto il post e la tecnica per bloggare facendo credere al proprio datore di lavoro che si sta lavorando, ad altri invece il post ha dato fastidio, ritenendolo poco rispettoso per chi lavora, magari duramente o precariamente. A mo' di disclaimer, visto che in questo post vi suggerisco due ulteriori modi di bloggare dall'ufficio senza farvi notare, vi posto la mia risposta a chi si sentiva offeso e mi riteneva un raccomandato:

Non credo di non essere rispettoso verso gli altri. Non lavoro né per l’amministrazione pubblica né a contatto con il pubblico. Lavoro perché così la mia ditta può fare ancora più soldi di quelli che ha e nulla più, non ho una posizione tale da poter migliorare il mondo lavorando. La mia ditta non è un ONG che fa beneficienza, fa quello che fa per soldi. Bloggare al lavoro non pregiudica nessuno, semmai può pregiudicare me se vengo scoperto ma di certo non sto truffando la gente, semmai truffo la mia ditta e non sento il più che minimo rimorso nel farlo, visto che, come ti dicevo, è una ditta privata che per fare più soldi di quanti ne ha e per continuare a pagare stipendi esorbitanti ai propri manager sta tagliando posti di semplici impiegati e spese a più non posso.
Solo un'altra cosa: Ho cambiato 7 ditte in 8 anni e non sono raccomandato. Ho ricevuto offerte di lavoro da persone che mi hanno conosciuto in ambito lavorativo e gli è piaciuto come lavoro (come vedi anche se mi sento sfruttato, quando lavoro, a volte lavoro bene). È social networking anche questo.


Sbrigata la parte "burocratica", per chi è d'accordo con me e ancora sta leggendo ecco due ulteriori modi di bloggare dall'ufficio senza farsi notare:

Partendo dal presupposto che il miglior modo è sedersi in una posizione con un muro alle spalle e nessuno ai lati (posizione che ho ottenuto ultimamente, con la scusa di un fastidioso quanto inesistente riflesso di lato sul mio schermo) o coinvolgere il proprio superiore diretto in progetti comuni di blogging - bella Roberto, ricordati che dobbiamo vedere quella cosa sul keyword sniping - sapevate che è possibile postare via mail su WordPress e (credo, qualcuno confermi per favore) anche su Blogger? Questa grande funzionalità ci da la possibilità di comporre un messaggio in formato e-mail dal cellulare o dallaBlackberry o palmare e postarlo. Usare il telefonino al lavoro sicuramente non desterà sospetti, specie se il vostro cellulare è aziendale. La Blackberry sicuramente è più indicata, il cellulare anche se con T9 può essere un po' scomodo, ma utile saperlo per post magari brevi, segnalazioni veloci, news che vanno coperte prima possibile e con la comodità di essere davvero "portabile" e poter bloggare quasi ovunque anche dal bagno dell'ufficio! Tutte le informazioni sono qui e qui.

Il secondo metodo è più elaborato e potete usarlo se lavorate con un portatile. Adocchiate una sala riunioni vuota e annunciate ai colleghi che dovete fare una "cosa complicata" che richiede concentrazione per cui volete un posto tranquillo. Prendete il vostro portatile e collegatevi nella sala riunioni. Ovviamente posizionatevi in modo che nessuno possa vedere il vostro schermo. Per qualsiasi evenienza aprite un foglio Excel complesso e minimizzatelo, pronto per essere aperto con un movimento impercettibile in caso qualcuno vi venga a cercare o entri improvvisamente nella sala. E sotto a scrivere…

Voi vi fate problemi a bloggare dall'ufficio? Siete d'accordo con le mie motivazioni? Se avete altri modi per bloggare dall'ufficio senza farvi notare, usate i commenti, i risultati verranno inclusi nel post per un piccolo vademecum del perfetto blogger "occulto".

Lavorare da casa: pro e contro

Pubblicato il June 29, 2008 
Categoria: Vita da blogger | 6 Commenti

on_the_side.jpgGrazie alle moderne tecnologie e ai grandi progressi delle telecomunicazioni il telelavoro è realtà per alcuni lavoratori. Lavorare da casa ha molti vantaggi, ma ha anche svantaggi. Eccovi una lista di pro e di contro sul lavoro a casa. Per questo post mi concentrerò sul lavoro come dipendente, applicabile per esempio ai programmatori, data-entry e traduttori solo per citare i più comuni.

Pro:


Contro:


Io credo che in questo caso i pro abbiano la meglio sui contro, sono un fan accanito del telelavoro e, anche se lavoro presso una ditta, sarà il mio primo passo verso la libertà.

Voi cosa pensate del telelavoro? Siete d'accordo su questi pro e contro? Qualcuno di voi lavora da casa e vuole raccontarci la propria esperienza?

feedbanner.gif

← Pagina precedentePagina successiva →