Storie
Pubblicato il May 28, 2008
Categoria: Psicologia
Gróf András István, sopravvissuto all'invasione nazista dell'Ungheria nel 1944 (quando, essendo ebreo, cambiò nome in Andras Malesevic) e alla dittatura di Stalin dopo, scappò in USA dopo la rivoluzione ungherese del 1956. Arrivato senza nemmeno sapere l'inglese, cambiato il suo nome in Andrew "Andy" Grove, si laureò dopo pochi anni con il massimo dei voti in ingegneria chimica. Trovò impiego alla Fairchild Semiconductor, da dove si licenziò insieme a tre colleghi per fondare la Intel. Nel 1995, gli fu diagnosticato un cancro alla prostata. Iniziò a studiare la sua malattia e rifiutò il consiglio del suo medico di operarsi a favore di un altro trattamento da lui studiato, riuscendo a sconfiggere il male.
Steve Jobs, da giovane lasciò il college dopo un semestre e si ritrovò a dormire sul suolo delle stanze dei suoi ex-compagni di istituto. Riportava bottiglie di Coca-Cola a 5 centesimi l'una per comprarsi un pasto al locale tempio Hare Krishna. Più tardi, dopo aver lavorato per conto terzi nell'informatica, fondò la Apple insieme al suo collega Steve "Woz" Wozniak. Aggiuntosi un terzo socio, Jobs fu messo in minoranza e praticamente licenziato. Fondò la NeXT e rientrò in Apple alla grande quando quest'ultima comprò proprio questa compagnia.
Chris Gardner, nel 1980 in seguito a una combinazione di investimenti sbagliati e sfortuna, si ritrovò senza soldi, senza lavoro, senza casa , divorziato e con un figlio a carico. Si imbatté per caso in un broker di borsa e riuscì a farsi assumere, non pagato, da un'agenzia di brokeraggio. Dormendo nei parchi, nei bagni della stazione, nell'ufficio (facendo finta di essere il primo ad arrivare e l'ultimo ad andare via) e in rifugi da 10$ a notte poco a poco iniziò a guadagnare e, dopo essere passato alla Bear Stearns & Company, nel 1987 fondò la Gardner Rich & Co. La compagnia crebbe fino a diventare una holding: la Christopher Gardner International Holding Company.
Ingvar Kamprad iniziò a commerciare cartoline natalizie a 5 anni. A 17 anni ricevette dal padre una somma di denaro per aver ottenuto buoni voti a scuola. Investì questa somma in penne, portafogli, cornici, orologi, gioielli, calze di nylon e altri prodotti a basso prezzo. Poco dopo con il ricavato passò a produrre e vendere mobili in legno. Nel 1943 fondò IKEA (Ingvar Kamprad Elmtaryd Agunnaryd, combinazione delle iniziali del suo nome e il villaggio e la fattoria dove viveva), nel 1950 aprì la prima esposizione di mobili ad Älmhult in Svezia. Ora IKEA consta di 258 centri di vendita in 34 paesi.
Richard Branson, affetto da dislessia, non ottenne mai buoni voti a scuola. Ciononostante a 15 anni aprì due aziende personali, una di vendita alberi di Natale e l'altra di vendita di pappagallini. Dopo il loro fallimento a 16 anni dette vita alla rivista "Student", il suo primo successo. Presto fondò la Virgin Records, ebbe guai legali legati alla vendita di dischi, fu arrestato e condannato pagare tasse non pagate e per racimolare la somma richiesta sua madre, Eve, fu costretta ad ipotecare la casa. Oggi è il 236º uomo più ricco del mondo e proprietario del marchio Virgin, con un totale di 360 aziende.
William Harley e Arthur Davidson, entrambi ventenni, nel 1901 costruirono in un garage di 3 metri per 5 un prototipo di bicicletta motorizzata monocilindrica, sembra usando una latta di fagioli come carburatore. Nei primi due anni, vendettero 2 esemplari. Nel 1903 fondarono la Harley-Davidson, con una produzione annua di tre esemplari. Nel 1920 Harley-Davidson era il maggiore costruttore mondiale di motociclette. Ora è una multinazionale che fattura più grazie al merchandising che alle stesse motociclette.
La prossima volta che entrate in depressione perché il vostro blog non raggiunge le 2000 visite uniche al giorno, pensate a queste storie.
Commenti
11 Commenti a “Storie”
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Wow, Senza parole… Sono stati bravi ma anche fortunati
Bellissime queste storie sto pensando di scrivere un ebook su tutte queste storie …
Propongo a chi ha scritto questo post di contattarmi per uno scambio di idee in merito.
Conosci la storia di Mattel oppure Hilton ( sono ancora piu’ belle ) ?
Per rispondere ad Anel :
La Fortuna è questione di talento .
Anche a me piacciono queste storie ma non conosco la storia di Hilton né di Mattel. Scriviamo un e-book a 4 mani?
bellissime
[...] Infine, la prossima volta che sei triste perchè il tuo blog non raggiunge le 2000 visite uniche al giorno, leggi queste storie. :D [...]
La fortuna non è talento. Il talento è saper fare qualcosa … il sapersi dimostrare a qualcun altro per fare impressione è sagacia … ma l’avere la botta di culo il momento giusto … è solo fortuna.
La fortuna si può accompagnare … ma ci vuole forse tanto tempo ad aspettare l’occasione giusta, e il giorno che arriva potresti anche non essere li pronto a raccoglierla come hanno fatto questi signori.
Di tutte queste storie conoscevo solo quella di Gartner, grazie al film di Muccino: Alla ricerca della Felicità.
Certi film ti danno anche la carica.
Ma non scordiamoci anche che nessuno di questi personaggi viveva in Italia. Qua gli avrebbero segato le gambe subito, come succede sempre con i piccoli.
Ormai certe storie difficilmente possono ripetersi.
Per entrare in un nuovo mercato bisonga avere alle spalle dei solidi capitali, non bastano solo le idee.
Leggevo proprio giorni fa su “Repubblica Affari e finanza” la storia dei Rockfeller… inimmaginabile ai giorni nostri.
Come dice Gianni Morandi in una sua celebre canzone…
Uno su Mille ce la fà!
Come dicevo, vi immaginate a voler cominciare a fare cosa? Ditemi qualcosa che già non sia iper-inflazionata sul web o nei centri commerciali
@fmortara: Se lo sapessi non sarei qui con questo blog ma facendo i soldi con quella cosa. Non è semplice, anche se sicuramente tra poco sentiremo parlare di qualcuno che ha fatto i soldi con una idea semplice a cui non aveva pensato nessuno prima. Sta tutto qui…
Direi che adesso mi sono tirato un pò su di morale